Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Esperienze e opinioni

Il cibo aiuta a gestire i sintomi della demenza

Il cibo aiuta a gestire i sintomi della demenzaJane Clarke aveva lavorato per anni con pazienti di demenza prima che suo padre iniziasse a soffrire della malattia. Foto: Andrew Crowley

Seduti su una panchina sotto un albero nel parco di Chatsworth House dopo una camminata con il cane, Jane Clarke ha affrontato per la prima volta l'argomento 'demenza' con suo padre. Insegnante in pensione, Brian aveva solo 64 anni, ma Jane (nutrizionista che aveva già lavorato per 10 anni con i pazienti di demenza) aveva cominciato a notare un cambiamento in lui.


"Avevamo già cercato di fare quelle orrende conversazioni dove diceva «Non c'è niente di sbagliato in me, è solo vecchiaia»; quindi ho pensato di andare in un bel posto che gli fosse molto familiare, e parlare. Abbiamo detto: «Papà, siamo davvero preoccupati e non pensiamo che sia solo vecchiaia. Stai lottando»".


Brian si era sempre vantato di essere un esperto comunicatore, specialmente quando si parlava di figli, ma il suo carattere stava cambiando rapidamente davanti agli occhi della sua famiglia. Jane spiega: "Diceva cose che non avrebbe mai detto, era un po' fuori luogo, aveva meno tatto. Stava diventando più estroverso, che potresti pensare sia una cosa buona, ma sapevo che stava succedendo qualcosa. Lo abbiamo fatto esaminare ed è arrivata la diagnosi di Alzheimer, ma si è rivelata una diagnosi errata. Lo hanno lasciato con i farmaci di Alzheimer e non ho notato alcun miglioramento nel suo comportamento e il suo carattere continuava a cambiare. Ho pensato: «C'è qualcos'altro sotto, questo non è Alzheimer»".


Attraverso i suoi contatti, Jane, insieme alla madre Patricia, alla sorella Ann e al fratello Paul, lo hanno portato da Nottinghamshire all'Ospedale Neurologico di Londra, in Queen's Square, dove c'è un'unità di demenza specializzata. "Hanno fatto altri test e hanno mostrato che tutto il suo lobo frontotemporale era scomparso. Sulla scansione, c'era solo nero dove si dovrebbe vedere il cervello. Ci hanno detto che era demenza frontotemporale, che non ha niente a che fare con l'Alzheimer".


E' stato dieci anni fa. Il padre di Jane sta vivendo ancora a casa, e, anche se non c'è cura per la demenza frontotemporale, la sua condizione è stabile, per come potrebbe essere. Jane aveva già lavorato con pazienti di demenza per anni prima che il padre iniziasse a soffrire di questa malattia, ma la cura di suo padre l'ha resa ancora più appassionata di trovare soluzioni ai sintomi attraverso il cibo e il nutrimento.


"Non sto dicendo che il cibo è la risposta a tutto, ma ha molte risposte", dice Jane, mentre frulla un gelato istantaneo di banane, uno dei trattamenti semplici fatti in casa ai quali è arrivata nell'ambito di un enorme repertorio di ricette che rispondono specificamente alle esigenze dei pazienti di demenza.


Jane ritiene che, anche se è vero che ci sono alcuni sintomi chiave che tendono a far parte integrante della demenza, che possono rendere difficile mangiare e sono difficili da trattare con farmaci, ciò non significa che dovremmo accettare l'inevitabile e lasciar svanire i pazienti di demenza. Difficoltà di deglutizione, problemi intestinali come la costipazione e la diarrea, stanchezza, perdita di memoria: tutto questo può essere combattuto in vari modi con un'attenta nutrizione.


"Chi si soffoca non è normale, chi non beve non è normale, chi svanisce non è normale"
, dice. "Le persone muoiono di malnutrizione, in genere non muoiono di demenza. Questo è orribile e non dovrebbe mai accadere, ma la disidratazione e la malnutrizione ci sono nelle nostre case di cura e nei nostri ospedali, e non è un bel andare, ma sta accadendo. Li vedi svanire, e tutto ciò che viene offerto loro sono bevande chimiche e alimenti per neonati dolci e disgustosi. È assolutamente inutile".


Per Jane, è fondamentale che una cura efficace e  dignitosa su misura non sia limitata a coloro che possono permetterselo. "La nostra chiamata all'azione è che le case di cura si rendano conto che ci sono pasti meravigliosi che si possono preparare in modo veramente facile. Non si tratta solo di occuparsi di persone che hanno un parente partecipe e le risorse per pagare un nutrizionista privato. La casa di cura e gli ambienti ospedalieri devono cambiare. Le persone pensano che non ci sia speranza, ma c'è. Puoi dare dignità e puoi dare amore e affetto attraverso il cibo. Puoi sostenerle in modo che non svaniscano, che non perdano la loro forza muscolare. Ci sono tante cose che puoi fare, a seconda di ciò di cui ha bisogno il loro corpo".


Sul suo sito, Nourish, Jane propone una vasta gamma di ricette che possono aiutare con i diversi sintomi. Il sito è gratuito e ogni ricetta può essere seguita religiosamente o usata come ispirazione per qualcosa che secondo te potrebbe piacere al tuo caro. "Stare solo a vedere qualcuno svanire è così angoscioso e orribile. E queste malattie sono così disabilitanti per i caregiver. Devi credere che puoi fare la differenza attraverso il cibo".

 

I sintomi e il cibo

Difficoltà a deglutire

I pazienti di demenza spesso perdono nella parte posteriore della bocca la stimolazione sensoriale che ricorda di deglutire. "È davvero orribile e angosciante", dice Jane. "Ho cominciato a notare ora con mio padre che a volte inizia a soffocare, anche con l'acqua. È una malattia crudele, così senza dignità. Un bicchiere d'acqua è la cosa peggiore, perché un liquido sottile è molto più difficile da deglutire, quindi devi impegnare i muscoli. Anche solo un po' di fiori di sambuco in un bicchiere d'acqua possono stimolare il riflesso della deglutizione e implica che si re-idrateranno".

Quando si tratta di deglutire i solidi, Jane suggerisce i panini fatti con pane imbevuto di un po' di olio d'oliva per farli scendere più facilmente. L'uso di erbe, spezie e agrumi nel ripieno contribuirà a innescare il riflesso della deglutizione. "È la mia piccola scorciatoia", dice.

 

Problemi dell'intestino

Uno degli effetti collaterali più angoscianti dei farmaci della demenza può essere la costipazione e la diarrea. Chi ha una demenza potrebbe non essere in grado di comunicare di soffrire di uno di questi sintomi terribilmente degradanti e di conseguenza può smettere di mangiare e bere.

"Potrebbe essere così semplice come incoraggiarli a bere una tazza di caffè, o fare una piccola torta imbottita di fibre per far muovere le viscere se c'è stitichezza o fare una mela cotta, che può essere molto attiva nell'intestino perché contiene pectina e fa molto bene come anti-nausea, che affligge molti pazienti di demenza a causa dei farmaci".

 

Stress

Sedersi a mangiare può essere molto stressante per i malati di demenza. Se condividi un pasto con loro, Jane ti suggerisce che è importante minimizzare le distrazioni in modo che possano concentrarsi sulla deglutizione. Non tentare nemmeno di affrettare il pasto.

"Noi ci barcameniamo tra tanti compiti quando ci prendiamo cura di qualcuno, e potremmo essere tentati di fare i pasti in fretta, aumentando solo la probabilità di sconvolgere la persona e che sia assorbito poco cibo. Se un pasto sta diventando impegnativo, può aiutare fermarsi un minuto, e trovare un momento di quiete.

"Per noi, che siamo una famiglia musicale, se le cose diventano stressanti, mettiamo su una musica e con papà facciamo un balletto, che innesca le endorfine nel cervello, dopo di che sta bene".

 

Perdita di memoria

È una delle cose più sconvolgenti della malattia, ma ci sono modi per stimolare la memoria attraverso il cibo, perché spesso i nostri ricordi più preziosi dei compleanni o delle feste sono legati al mangiare.

"Per me, le vacanze estive dell'infanzia si riaccendono non appena penso alle glorie dei pantaloni alla zuava e al pesce e patatine fritti sulla costa del Galles del Nord, mentre i miei cari zia e zio cantavano con il coro sul lungomare", dice Jane.

"Un tabellone con il cibo favorito, pieno di foto di piatti, persone e luoghi preferiti può essere un ottimo modo per comunicare e stimolare anche un appetito logoro".

 

 

 


Fonte: Eleanor Steafel in The Telegraph (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Tutti gli articoli da non perdere