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Esperienze e opinioni

Possiamo proteggere il nostro cervello dalla demenza?

Possiamo proteggere il nostro cervello dalla demenza?

Entri in una stanza e non riesci a ricordare perché sei andato lì. Dimentichi il nome di qualcuno. Non riesci a richiamare la parola per esprimere una cosa. E' dimenticanza normale che accompagna l'invecchiamento, o qualcosa di più serio?


I ricercatori ora vedono la demenza come il cancro, in quanto è in realtà un gran numero di malattie comprese in un'unica definizione. Uno dei loro obiettivi è la diagnosi precoce, che potrebbe aiutare nella gestione della malattia.


Con David Wolk, condirettore del Penn Memory Center, abbiamo parlato di recente di demenza e Alzheimer, e dell'unico cambiamento allo stile di vita che tutti noi dovremmo attuare per aiutare a mantenere in forma il nostro cervello. Egli è anche professore associato di neurologia all'Ospedale della University of Pennsylvania e nella facoltà del Centro  Neuroscienza Cognitiva della Penn.

 

Qual è la differenza tra perdita di memoria da età, demenza e Alzheimer?

La metafora che uso è che la demenza è la frutta, e l'Alzheimer è una mela. La demenza è un termine generico che usiamo quando, in clinica, qualcuno mostra un cambiamento notevole nel modo di pensare, sufficiente per influire in modo significativo sul funzionamento quotidiano. L'Alzheimer è un tipo specifico di demenza.

Tutti noi, invecchiando, probabilmente a partire dai 40 e 50 anni, cominciamo ad avere un certo declino in alcuni aspetti della memoria e nella velocità di elaborazione. E' comune avere difficoltà a recuperare parole e ricordi.

Dato che la maggior parte di queste malattie neurodegenerative, in particolare l'Alzheimer, influenza anche la memoria, i primi segni possono essere difficili da distinguere dal normale invecchiamento. Tuttavia, nel normale invecchiamento, quando si hanno problemi a recuperare una parola o un ricordo, alla fine si trova. Richiede solo più tempo. Ma le persone con Alzheimer tendono a perdere le informazioni in modo più definitivo. Un altro esempio è il suggerimento. Nel normale invecchiamento, se non riesci a ricordare un dettaglio di un evento precedente, come ad esempio cosa hai mangiato al ristorante, ma qualcuno ti dà un indizio, spesso ti viene in mente. Certamente lo riconosci quando viene detto. Con l'Alzheimer, questo non può succedere.

 

Perché è importante la diagnosi precoce?

In parte, stiamo cercando di capire se c'è qualcosa che possiamo trattare. Le cause trattabili della demenza comprendono la carenza di vitamina (B12 è quella classica), la disfunzione tiroidea o i processi infettivi o infiammatori.

Se si tratta di una condizione neurodegenerativa che causa danni al cervello nel tempo (l'Alzheimer è la più comune) ci sono solo trattamenti modesti. Ma la diagnosi può influenzare la gestione e la prognosi. Questo è importante. Le persone vogliono sapere cosa aspettarsi. Tutte queste condizioni hanno decorsi diversi. Esse influenzano diversi aspetti del pensiero e/o sintomi motori. Sono potenzialmente più o meno sensibili ai farmaci sintomatici.

La diagnosi precoce permette alle persone di fare piani: dove vogliono vivere, come vogliono essere curati. Quanto prima si rileva la malattia, tanto più il paziente può partecipare a quel processo decisionale. Se qualcuno ha problemi di memoria, è importante che coloro che stanno attorno lo sappiano, così da mettere in atto misure di sicurezza. Se sono presenti altre condizioni mediche, è importante che il coniuge o qualcun altro vada dal medico insieme, per assicurarsi di non perdere qualcosa che potrebbe incidere sulla sua salute. Un altro grande settore che sta diventando sempre più evidente è quello delle informazioni finanziarie: fare in modo che non siano commessi errori nel pagamento delle fatture o negli investimenti.

 

Ci sono nuovi modi per fare le diagnosi?

Il settore si è mosso per cercare di diagnosticare sempre prima le persone. Il problema è che nel momento in cui una persona di solito riceve la diagnosi, ci sono già cambiamenti e lesioni cerebrali. I neuroni e le cellule cerebrali sono danneggiate e muoiono in condizioni come l'Alzheimer. Ma più precoce è la diagnosi, più sono difficili da rilevare le sottili differenze tra invecchiamento normale e malattia.

Lo strumento più rigoroso è la batteria di test cognitivi. Il tipico test da comodino di cinque minuti non ci aiuta.

Inoltre, negli ultimi dieci anni, abbiamo sviluppato strumenti che sono abbastanza efficienti nel rilevare i cambiamenti del cervello e la patologia molecolare dell'Alzheimer. Con scansioni MRI, possiamo avere le prove del restringimento (atrofia) delle parti del cervello coinvolte nella memoria. Ora abbiamo scansioni PET che ci aiutano a vedere la patologia sottostante l'Alzheimer, in particolare le placche amiloidi, che sono accumuli di proteine ​​intorno alle cellule nervose del cervello. Sono ritenute uno dei fattori più importanti che guidano il processo di malattia, per cui le scansioni PET amiloide sono state una vera e propria rivoluzione nel mondo della ricerca.

Possiamo anche misurare i cambiamenti nel liquido spinale attraverso il prelievi lombari.

Tuttavia, le scansioni PET sono costose. E le punture lombari sono leggermente invasive. Quindi il Santo Graal è quello di avere un test più semplice - un esame del sangue o delle urine - per individuare la malattia. Si tratta di un'area attiva di ricerca.

 

Cosa c'è all'orizzonte?

Queste scansioni PET amiloide hanno dimostrato di essere in grado di rilevare la malattia nelle persone prima ancora che abbiano sintomi, forse anche 10/15 anni prima. E' in varie fasi di sperimentazione clinica un certo numero di farmaci che puntano specificamente le proteine ​​che si accumulano nel cervello. Molti di questi studi si stanno concentrando sulle persone con sintomi minimi o assenti. La nostra speranza è che questi test ci possano mostrare chi dovrebbe avere i farmaci per impedirgli di ottenere la malattia per sempre.

 

Qual è il modo migliore per mantenere un cervello sano con l'età?

Ci sono una serie di fattori di stile di vita che influenzano il modo in cui invecchia il nostro cervello. Uno è legato alla salute cardiovascolare. Le malattie cardiache tendono ad essere accompagnate da un certo grado di malattia vascolare nel cervello. E più malattia vascolare si ha nel cervello, più è probabile, se avrai in futuro l'Alzheimer, che ci siano sintomi prima o dopo. Aiuti il cervello anche proteggendo il cuore, tenendo normale la pressione e il colesterolo.

Di tutte le cose dello stile di vita che le persone possono fare, quella che con più costanza mostra un vantaggio nel mantenimento della funzione cognitiva è l'esercizio fisico regolare. In particolare, l'esercizio aerobico. Ci sono dati notevoli che dimostrano che, anche per gli adulti con capacità cognitive normali, se alcuni fanno esercizi aerobici e altri fanno esercizi di stretching, nel tempo le persone che fanno esercizi aerobici mostreranno non solo una mancanza di declino della memoria, ma anche alcuni miglioramenti nella memoria e nella velocità di elaborazione.

Noi diciamo ai nostri pazienti che l'esercizio da 30 a 40 minuti al giorno, almeno quattro giorni alla settimana, è il modo più vantaggioso per ridurre il rischio di problemi di memoria e di pensiero.

Detto questo, sembra un beneficio pure mantenersi socialmente e mentalmente stimolati. Non credo che ci siano buone evidenze che un tipo particolare di stimolazione mentale è migliore di un altro, come ad esempio le parole crociate invece del Sudoku. Ma essere mentalmente attivi è importante. Ci sono anche dati che suggeriscono che più sono le relazioni sociali delle persone, minore è la loro probabilità di sviluppare cambiamenti cognitivi e la demenza.

 

 

 


Fonte: Sandy Bauers in philly.com (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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