Associazione Alzheimer ONLUS logo Christmas

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Esperienze e opinioni

Dobbiamo scoprire i segreti della memoria per invertire i danni dell'Alzheimer

Dobbiamo scoprire i segreti della memoria per invertire i danni dell'Alzheimer (Foto: Shutterstock)

L'Alzheimer è una malattia neurodegenerativa progressiva, e vedere una persona cara perdere gradualmente il controllo sulla sua vita e le relazioni, che non ti riconosce, e diventa dipendente dagli altri anche solo per le semplici attività quotidiane è molto doloroso.


La demenza associata all'Alzheimer è così comune da essere considerata una normale conseguenza dell'invecchiamento. Fortunatamente, non lo è.


Nel tentativo di decodificare i segreti della memoria, gli scienziati hanno smascherato diversi malintesi per quanto riguarda il modo in cui ricordiamo e perché dimentichiamo. Prima si riteneva che i ricordi fossero memorizzati nelle sinapsi che forgiano le connessioni tra le cellule cerebrali e facilitano il trasferimento dei segnali. Per cui si credeva che i pazienti di Alzheimer soffrissero di perdita di memoria perché le loro cellule cerebrali sono danneggiate dalla malattia.


Gli scienziati hanno ora scoperto che l'Alzheimer è in realtà causato dalla degenerazione delle reti neurali (connessioni sinaptiche) quando la chimica del cervello si deteriora. Secondo loro, i ricordi sono fissati nei cambiamenti molecolari che avvengono all'interno delle cellule del cervello stesse, piuttosto che nelle sinapsi.

 

Come ricordiamo?

La chiave per trovare un rimedio per invertire la perdita di memoria nei pazienti con Alzheimer sta nel decodificare il funzionamento della memoria, di quella a lungo termine in particolare, e il motivo per cui le persone dimenticano. La memoria a lungo termine richiede del tempo per consolidarsi ed è più stabile rispetto a quella a breve termine. E' la base per apprendere nuove competenze e per applicare queste conoscenze alla realizzazione delle varie funzioni.


Perciò gli scienziati hanno cercato di conoscere la natura della memoria a lungo termine e perché in alcuni soggetti è più resistente di altri, per capire perché dimentichiamo quello che abbiamo imparato o non riusciamo a imparare del tutto perché non possiamo ricordare. Queste risposte detengono la chiave per trovare un modo per invertire la perdita di memoria.


Uno studio recente sulle umili lumache di mare (Aplysia) indica che la memoria a lungo termine non è immagazzinata nelle sinapsi, ma nei corpi dei neuroni, mentre le sinapsi sono necessarie per il recupero dei ricordi. I danni alle connessioni sinaptiche possono portare alla perdita di memoria dal momento che i ricordi non possono più essere recuperati dai neuroni.


Ma la ricerca preliminare mostra che il sistema nervoso può anche rigenerare queste connessioni sinaptiche e recuperare i ricordi perduti.

 

Il ruolo della serotonina nel formare memoria a lungo termine

Per molto tempo i neuroscienziati hanno meditato sul ruolo della serotonina nel favorire la formazione della memoria. Secondo uno studio sul moscerini della frutta Drosophila, indurre i loro neuroni a produrre più serotonina facilita l'apprendimento, favorendo la creazione di memoria.


Uno studio recente ha confermato queste conclusioni. Delle lumache Aplysia hanno ricevuto in laboratorio lievi scosse elettriche. Gli scienziati hanno scoperto che, quando davano le scosse, veniva rilasciata serotonina nel sistema nervoso centrale delle lumache. Questo portava alla formazione di connessioni sinaptiche che creano memoria a lungo termine.


Durante questo processo, il cervello produce anche nuove proteine ​​che secondo gli scienziati aiutano la crescita della memoria a lungo termine. Le connessioni rimangono per un paio di giorni, il che significa che la "memoria" delle scosse elettriche rimane nelle lumache per alcuni giorni dopo l'esperienza.


Si tratta, senza dubbio, di informazioni interessanti sul funzionamento della memoria, ma quello che gli scienziati hanno scoperto in seguito è anche più incoraggiante. Hanno separato dei neuroni delle lumache in una capsula di Petri e vi hanno aggiunto serotonina. Si sono formate nuove connessioni sinaptiche tra i neuroni.


Gli scienziati hanno anche scoperto che la crescita di nuove connessioni neurali si fermava quando aggiungevano un inibitore della sintesi proteica subito dopo l'aggiunta di serotonina. Per inciso, la sintesi proteica è essenziale per la formazione della memoria e per preservare la funzionalità dei neuroni.


Queste conclusioni fanno sperare che gli scienziati possano scoprire presto farmaci per alterare la chimica del cervello e scatenare nuove connessioni sinaptiche nei malati di Alzheimer che hanno subito danni neurali. Questo ha il potenziale di ripristinare i ricordi perduti. Ma c'è un modo per impedire l'insorgenza dei danni sinaptici?

 

Il ruolo dell'amiloide-ß nel causare la disfunzione sinaptica nell'Alzheimer

I ricercatori ritengono che il fallimento sinaptico nei pazienti di Alzheimer sia associato a un eccesso di peptide amiloide-beta (Aß) nel cervello. Alcuni tipi di proteina Aß portano alla formazione di fibrille o placche nel cervello, e questi depositi causano disfunzione sinaptica. Inoltre, alcune forme di proteina Aß o oligomeri derivati da Aß influenzano negativamente la struttura e la composizione delle sinapsi e innescano la degenerazione neurale.


I peptidi Aß sono abbondanti nel cervello dei pazienti con Alzheimer. L'accumulo di Aß è stato associato anche al danno ossidativo nel cervello che sconvolge la normale funzionalità dei neuroni. Quindi è evidente che i metodi terapeutici che possono prevenire la proliferazione di peptidi Aß nel cervello, o inibire i loro effetti, possono fare molto nel prevenire e invertire la perdita di memoria nei pazienti di Alzheimer.


Il cervello umano ha la notevole capacità di rimodellare se stesso. È stato stabilito che la rigenerazione sinaptica è uno dei modi in cui il cervello rimane flessibile e aiuta la formazione della memoria. Questi risultati presentano una frazione di speranza per i pazienti e i caregiver e stimolano gli scienziati ad esplorare terapie che possono alterare geneticamente la chimica del cervello e invertire la degenerazione neuronale.


E non sono solo i malati di Alzheimer che possono guardare avanti verso un futuro di speranza. Anche le persone che soffrono di disturbi della memoria causati da lesioni cerebrali fisiche o da altre malattie neurodegenerative possono beneficiare di queste future terapie.

 

 

Referenze

  • Bruel-Jungerman, E., Davis, S., & Laroche, S. (2007). Brain Plasticity Mechanisms and Memory: A Party of Four The Neuroscientist, 13 (5), 492-505 DOI: 10.1177/1073858407302725
  • Chen, S., Cai, D., Pearce, K., Sun, P., Roberts, A., & Glanzman, D. (2014). Reinstatement of long-term memory following erasure of its behavioral and synaptic expression in eLife, 3 DOI: 10.7554/eLife.03896
  • Crimins, J., Pooler, A., Polydoro, M., Luebke, J., & Spires-Jones, T. (2013). The intersection of amyloid beta and tau in glutamatergic synaptic dysfunction and collapse in Alzheimer’s disease Ageing Research Reviews, 12 (3), 757-763 DOI: 10.1016/j.arr.2013.03.002
  • Gold, P. (2008). Protein synthesis inhibition and memory: Formation vs amnesia Neurobiology of Learning and Memory, 89 (3), 201-211 DOI: 10.1016/j.nlm.2007.10.006
  • Lacor, P., Buniel, M., Furlow, P., Sanz Clemente, A., Velasco, P., Wood, M., Viola, K., & Klein, W. (2007). A  Oligomer-Induced Aberrations in Synapse Composition, Shape, and Density Provide a Molecular Basis for Loss of Connectivity in Alzheimer’s Disease Journal of Neuroscience, 27 (4), 796-807 DOI: 10.1523/JNEUROSCI.3501-06.2007
  • Mucke, L., & Selkoe, D. (2012). Neurotoxicity of Amyloid  -Protein: Synaptic and Network Dysfunction Cold Spring Harbor Perspectives in Medicine, 2 (7) DOI: 10.1101/cshperspect.a006338
  • Palop, J., & Mucke, L. (2010). Amyloid-?–induced neuronal dysfunction in Alzheimer’s disease: from synapses toward neural networks Nature Neuroscience, 13 (7), 812-818 DOI: 10.1038/nn.2583
  • Reddy, P., & Beal, M. (2008). Amyloid beta, mitochondrial dysfunction and synaptic damage: implications for cognitive decline in aging and Alzheimer’s disease Trends in Molecular Medicine, 14 (2), 45-53 DOI: 10.1016/j.molmed.2007.12.002
  • Sitaraman, D., Zars, M., LaFerriere, H., Chen, Y., Sable-Smith, A., Kitamoto, T., Rottinghaus, G., & Zars, T. (2008). Serotonin is necessary for place memory in Drosophila Proceedings of the National Academy of Sciences, 105 (14), 5579-5584 DOI: 10.1073/pnas.0710168105

 

 


Fonte: Viatcheslav Wlassoff PhD, consulente scientifico e medico con esperienza nel campo della ricerca farmaceutica e genetica.

Pubblicato in BrainBlogger.com (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Aßociazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Aßociazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Informazione pubblicitaria

Notizie da non perdere

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno d...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il ris...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli ...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il…

22.07.2022

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne. <...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di …

20.05.2022

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'A…

24.03.2022

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'A...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscon…

31.01.2022

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università de...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in …

17.01.2022

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio pl...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheime…

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzh…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alz…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più …

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.