Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Guidare con la demenza: i fatti che superano le paure

 

Anziani alla guida"Prometto che sarò attenta", supplicò Ida. "Per favore non lasciare che mi impediscono di guidare. Mi farà morire, di sicuro. Prometto di guidare solo di giorno". Le suppliche di Ida sono cadute nel vuoto. "Mi dispiace!" dissero scuotendo la testa. "Semplicemente non è più sicuro per te guidare".

Ida era fieramente indipendente e viveva in una zona periferica a nord di New York City. Fino a poco tempo fa, ha continuato a guidare e in realtà era molto brava a farlo. La sua famiglia era sempre più preoccupata che avesse potuto avere un incidente, anche se non ne aveva mai avuto uno.


Perché la famiglia di Ida era così preoccupata? Feste fino a tarda notte? Adolescenti troppo veloci? Guida da ubriaca? Niente di tutto questo. Ida, a 87 anni, stava perdendo lentamente la memoria. Dopo un consulto con il neurologo, i figli, con le migliori intenzioni, le hanno tolto l'auto. Tre mesi dopo, Ida era morta.

E' morta lentamente, di apatia e sprofondata in una profonda depressione per essere stata tolta dal suo ambiente. Ogni giorno, quando la sua famiglia la chiamava per controllo (Ida viveva ancora da sola) chiedeva quando avrebbe potuto guidare. Questa era diventata la questione divorante degli ultimi giorni.

E' morta, ovviamente, di qualcosa di diverso dalla mancanza di guida. E' morta di una polmonite sviluppata quando è rimasta sempre più a letto. Col senno di poi, il suo neurologo sente di aver fatto, assieme alla famiglia, un errore. Nel collaborare ("cospirare", diceva Ida) a fermarla dal guidare, i caregiver di Ida, pur con buone intenzioni, l'hanno derubata del suo senso di essere attiva, della sua indipendenza.

 

Quando arriva l'Alzheimer ...

Come neurologa specializzata in memoria e invecchiamento, mi sento spesso chiedere dai familiari di persone con demenza "Cosa faresti tu?". Questa è una domanda alla quale è impossibile rispondere in modo generico e invece sottolinea l'importanza della cura individualizzata per i pazienti e le loro famiglie, piuttosto che cercare di incasellare tutti i pazienti con demenza in una categoria.


Tuttavia, dopo quasi due decenni di esperienza con i pazienti con perdita di memoria, so quello che mi piacerebbe dire, se e quando mai svilupperò l'Alzheimer o un'altra demenza. Vorrei dire questo:

"Guarda, fino a poco tempo fa, sono andata dove e quando mi piaceva. Ricordo quando ho preso la patente e la sensazione esaltante di indipendenza che la accompagnava. Ora, nel perdere l'autonomia, il mio senso di libertà, sento un grande sconforto. L'Alzheimer e tutto ciò che comporta è già abbastanza spaventoso di suo.

Quindi, per favore, permettimi di guidare fino al primo tamponamento. A quel punto toglimi l'auto, ma con delicatezza. Non dirmi che non potrò mai più guidare. Dimmi che l'auto è in officina o che ho bisogno di fare una pausa di tre mesi nella guida. Questo ferisce meno la mia dignità e deprime meno del pensiero che non potrò mai più guidare. Guidare equivale a indipendenza, significa che sono adulto. Essere improvvisamente non più adulto? Frustrazione assoluta".

 

I fatti

  1. Sia l'American Academy of Neurology che l'Alzheimer's Association sono d'accordo che una diagnosi di demenza con il test cognitivo standard non è un indicatore sufficiente del rischio di guida. In effetti il 76 per cento dei pazienti con demenza lieve sono in grado di superare la prova su strada e guidare in sicurezza. Questo non è così improbabile come sembra. Nelle persone che guidano da decenni, la guida è un ricordo procedurale residente in molte aree del cervello al contrario del tipo di memoria dichiarativa di fatti ed eventi che viene di solito testata e che risiede in parti più specifiche del cervello. Le prestazioni nei compiti visuo-spaziali sono correlate meglio alla capacità di guida, rispetto ai test come il MMSE all'inizio del deterioramento cognitivo e della demenza.
  2. Gli anziani, in particolare le donne (perché questo non mi sorprende?!!) sono più propensi a rinunciare volontariamente alla guida man mano che diventano preoccupati per le loro abilità. Ogni anno, più di 600.000 persone di oltre 70 anni rinunciano alla guida, secondo uno studio del 2002 pubblicato nel Journal of Public Health.
  3. Non c'è nessuno più contrario al rischio, o gruppo consapevole dei rischi, del settore assicurativo, che impiega legioni di analisti per stimare i rischi. E i prezzi delle assicurazioni per i conducenti oltre i 75 anni sono di pochissimo superiori a quelli dei giovani adulti e di gran lunga inferiori ai costi per i conducenti adolescenti, fatto che riflette il tasso di incidenti di ciascun gruppo.
  4. I conducenti anziani non bevono guidando. Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti mortali nel 2009, solo il 3 per cento dei conducenti da 75 anni in su erano ubriachi, meno della metà di quelli sotto i 16 anni (7,2 per cento) e un decimo dei trentenni (26-32 per cento). Per evitare un singolo incidente, dovranno rinunciare alla guida 500 buoni guidatori.
  5. Tra i conducenti di 75 anni e più, il 3% è stato coinvolto in tutti gli incidenti, l'8% in incidenti mortali, il tasso più basso tra le categorie di età. Da confrontare con il 18% e il 16% di quelli tra 35 e 44 anni.
  6. Infine, ecco un'ultima informazione. Nell'indulgere nelle nostre paure sulla presunta minaccia dei guidatori anziani, possiamo porli a rischio di morte nelle forme più sicure di trasporto come camminare e andare in bicicletta. Un eccellente studio danese dimostra con acutezza che impedendo ai nostri anziani di guidare si aumenta il loro rischio di morire per l'utilizzo di altre modalità, meno familiari, di trasporto. Vale la pena dare uno sguardo in profondità ai dettagli di questo studio.

    La patente di guida di un Danese è valida fino a 70 anni, dopo di che si rinnova periodicamente e da 80 anni in poi è rinnovata annualmente; ogni rinnovo richiede una visita medica. Nei casi dubbi, il medico invia l'anziano ad una prova su strada. Il 1° Maggio 2006, la Danimarca ha aggiunto un breve esame cognitivo a tutti questi check-up medici per individuare il deterioramento cognitivo.

    Quando il nuovo test di screening è stato sperimentato in una zona della Danimarca con un quarto di milione di cittadini, un numero maggiore di conducenti anziani non ha avuto il rinnovo della patente, presumibilmente a causa del deterioramento cognitivo rilevato durante la visita medica. Questi dati sono stati poi confrontati con il database degli incidenti danesi, che contiene informazioni su tutti gli incidenti stradali segnalati alla polizia in Danimarca, particolarmente accurati per gli incidenti mortali. Sono stati confrontati i dati di quasi mille giorni prima del 1° Maggio 2006 con quelli di circa mille giorni dopo. I gruppi di età analizzati erano 18-69 e 70+, con una particolare attenzione agli incidenti automobilistici con almeno un morto, e con decessi di pedoni non protetti, ciclisti e guidatori di motorini.

    I risultati sono stati sorprendenti: mentre non c'è stato alcun cambiamento nei decessi da guida di auto in entrambe le fascie di età prima o dopo la realizzazione dello screening cognitivo, c'è stato un aumento di quasi 11 volte delle morti di anziani mentre camminavano, andavano in bici o in motorino.

    Gli autori hanno concluso che lo screening per il decadimento cognitivo non ha avuto effetto sulla sicurezza dei conducenti più anziani. Come primo e unico studio, basato sulla popolazione, prima e dopo, sugli effetti dello screening cognitivo dei guidatori anziani, gli autori fanno notare inoltre che i programmi di screening per i conducenti più anziani sono un esempio di una misura politica che sembra avere senso, ma che non riesce a produrre i benefici desiderati.


In altre parole ragazzi, lasciamo stare i nonni: saranno anche lenti, ma è certo che sono più sicuri di molti di noi. Giusto per essere chiari, non sto dicendo di tenere conducenti pericolosi sulla strada. E comunque le suppliche di Ida mi hanno perseguitato per oltre 15 anni e hanno influenzato il mio pensiero quando le famiglie (e i pazienti) mi chiedono consigli sulla guida.

 

Uno scenario diverso (grazie a Ida):

Walter ha 86 anni e vive da solo con l'Alzheimer a New York City. Dalla primavera all'autunno, si reca in auto alla sua bella casa di campagna a badare al suo giardino e a lottare con gli scoiattoli. Walter e io abbiamo discusso sulla sua guida per quattro anni. L'anno scorso, ha notato di essere confuso in normali incroci. Tra l'autunno e l'inverno, abbiamo discusso sulla sua guida e ha deciso di rinunciarvi. "E' arrivato il momento", ha detto. La decisione è stata reciproca, non forzata. Ci siamo sentiti bene entrambi per averla condivisa.


Per tutte le Ide e i Walter là fuori e per tutti noi quando invecchiamo, la prima ammaccatura al paraurti può essere il miglior indicatore della necessità di un'ulteriore valutazione di guida.

 

 

 

Riferimenti:

  • Driving and Dementia. Alzheimer's Association Position Statement. Sept 2011
  • Iverson D, Gronseth G, Reger M et al. Practice Parameter update: Evaluation and management of driving risk in dementia. Report of the Quality Standards Subcommittee of the American Academy of Neurology. Neurology. 2010;75(18): 1659
  • Brown L, Ott B, Papandonatos G, Sul Y et al. Prediction of on-road driving performance in patients with early alzheimer's disease. J Am Geriatr Soc. 2005;53(1): 94-8.
  • Wagner J, Mürl R, Nef T et al. Cognition and driving in older persons. Swiss Med Wkly. 2011;140: w13136
  • Foley D, Heimovitz H, Guralnik J et al. Driving life expectancy of persons aged 70 years and older in the United States. Am J Pub Health. 2002;82(8): 1284-9.
  • Changing Mix. Insurance Institute for Highway Safety Status Report. 2012;47(9): 2-4.
  • U.S. Census Bureau. Licensed Drivers and Number in Accidents by Age. Statistical Abstract of the Unite States. 2012.
  • Siren A, Meng A. Cognitive screening of older drivers does not produce safety benefits. Accid Anal Prev. 2011;45: 634-8.

 

 

 


http://rsrc2.psychologytoday.com/files/imagecache/user_image_small/Gayatri-Devi_0.jpgScritto da Gayatri Devi, MD, neurologa e autrice di A Calm Brain. E' direttrice dei New York Memory and Healthy Aging Services e professore clinico associato alla New York University. Ha collaborato Dana Abrassart, MS.

Pubblicato in Psychology Today il 26 Aprile 2013 (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

 

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Tutti gli articoli da non perdere