Perchè l'Alzheimer ci deve mandare alla bancarotta?

Tutti gli occhi sono puntati su Londra, al conto alla rovescia per le Olimpiadi del 2012, ma l'evento con il significato più globale è appena accaduto a 8.000 km di distanza, a Vancouver.

L'Alzheimer's Association ha tenuto la sua conferenza internazionale annuale nel gioiello urbano del Canada occidentale, dove le migliori menti di tutto il mondo si riuniscono per condividere le ricerche, discutere le sfide del futuro e stabilire lo "stato dell'arte" sull'Alzheimer - una malattia che può solo essere descritto come la più grande sfida sanitaria e finanziaria del ventunesimo secolo.


La previsione globale per l'Alzheimer non è buona. Ad oggi ci sono oltre 35 milioni di persone che vivono in tutto il mondo con la malattia, e i costi totali legati al morbo sono già all'incredibile livello dell'1% del PIL mondiale. Entro il 2030 avranno la malattia 65 milioni di persone, e nel 2050 saranno oltre 115 milioni. Dal momento che i costi fiscali aumenteranno con il numero di casi, non è esagerato affermare che l'Alzheimer sarà un incubo fiscale in tutto il mondo. La ragione dell'aumento astronomico del tasso di incidenza è semplice: le persone vivono più a lungo che mai, e il rischio di Alzheimer è quasi perfettamente correlato con l'età. Per gli over 65, uno di loro ogni otto rischiano di contrarre la malattia. Ed esplode a circa uno ogni due dopo gli 85 anni. Ma nonostante queste cifre inquietanti, c'è qualche buona notizia emersa dalla Conferenza Internazionale dell'Alzheimer's Association.


In primo luogo, è diventato chiaro che stiamo facendo strada nella comprensione dei fattori di rischio associati con l'Alzheimer. E come ha recentemente riferito l'Alzheimer Disease International (ADI), una parte di questi fattori di rischio sono "modificabili", per usare il termine sanitario. Sta diventando chiaro che l'Alzheimer non è automatico con l'invecchiamento. Sembra che possa essere più come il cancro del polmone e il diabete, che possono essere controllate da diete e stili di vita sani.

E questa è una scoperta rivoluzionaria, perché crea percorsi per gestire e prevenire l'Alzheimer. Se alcuni dei fattori che portano alla malattia sono "modificabili", allora sono evitabili. Per tanto tempo, l'Alzheimer è stato visto come qualcosa che va oltre la prevenzione, il trattamento e la riparazione. Se siamo in grado di bloccare questi fattori di rischio modificabili, allora la presa misteriosa e inestricabile dell'Alzheimer sarà sciolta, almeno per alcuni di noi. E si apriranno nuovi percorsi per vivere e gestire la malattia. Inoltre, una volta demistificato, l'Alzheimer può anche essere de-stigmatizzato.

Lo scorso autunno, le Nazioni Unite hanno fatto un importante passo in questa direzione. Nel loro documento sugli esiti delle malattie non trasmissibili (NCD), hanno incluso l'Alzheimer insieme a diabete, cancro e malattie cardiovascolari. Ciò che ha suggerito l'ONU in questo documento è che le strategie preventive potrebbero contenere l'aumento esorbitante di queste malattie con l'invecchiamento della popolazione mondiale. E così è molto importante che la comunità scientifica convenuta questa settimana a Vancouver abbia corroborato questa definizione.


Il secondo sviluppo positivo che viene da Vancouver è la notizia dei progressi che vengono fatti con la profilassi medica e i trattamenti di Alzheimer. La notizia, inoltre è un trionfo dell' iniziativa privata, poichè aziende come Lilly, Johnson & Johnson, Pfizer, Novartis e Nutricia stanno investendo miliardi in ricerca e sviluppo da decenni. E ora, a quanto pare, alcuni di questi investimenti stanno cominciando a mostrare i risultati.

Ma di particolare interesse alla conferenza è la discussione intorno a un prodotto chiamato Souvenaid, il risultato di una importante collaborazione scientifica tra Nutricia e il Massachusetts Institute of Technology. Al MIT, il dottor Richard Wurtman ha inventato una miscela di nutrienti che "promuove nuove connessioni tra le cellule cerebrali". Questo "cocktail nutritivo" è costituito da composti naturali dietetici, ed è stato raccolto da Nutricia per l'ulteriore sviluppo scientifico, mentre si preparano a portarlo ai pazienti. Dopo oltre un decennio di ricerca e sperimentazione, Souvenaid ha subito un processo globale scientifico e normativo di tre studi clinici diversi, ma estremamente rigorosi. Ciò è innovativo per un prodotto nutrizionale, del cui potenziale molti nella comunità sono entusiasti. Per come è stato presentato a Vancouver, l'approccio nutrizionale di Souvenaid al supporto della memoria e della funzione cognitiva negli adulti che invecchiano è emozionante quanto innovativo.

 

Quindi, anche se le Olimpiadi di Londra possono essere al centro della scena questa estate, sarebbe opportuno prestare attenzione alle notizie provenienti da Vancouver. Con oltre due miliardi di persone oltre i 60 anni entro la metà del secolo, l'Alzheimer potrebbe distruggere vite, famiglie, comunità, se non si trovano modi migliori per trattare e gestire la malattia.


Inoltre, l'Alzheimer ha anche il potenziale di scardinare i nostri sistemi sanitari e i bilanci che li sostengono. Se non compiamo passi significativi nella prevenzione, nel trattamento e nelle cure, l'Alzheimer trasformerà il miracolo della longevità in una maledizione di tutta la società se lasciato incontrollato. Il dottor Peter Piot, l'ex capo di UNAIDS, l'ha riconosciuto pienamente, dicendo che l'Alzheimer è una "Bomba a orologeria" per la sanità pubblica. In qualità di leader veterano dietro la lotta globale contro l'HIV / AIDS, il suo avvertimento è da considerare.

 

 

 

 

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Michael HodinScritto da Michael Hodin, Direttore Esecutivo di Global Coalition on Aging

Pubblicato in The Hufifngton Post il 23 Luglio 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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