Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Che tipo di ricordi sono dimenticati nell'Alzheimer?

memory cogs

Il morbo di Alzheimer (MA), un tipo di demenza neurodegenerativa che colpisce la memoria, è ben noto in Canada, dove più di mezzo milione di persone convivono con esso. Questo numero dovrebbe raddoppiare nei prossimi 10 anni mentre la popolazione invecchia.


Il MA suscita paura nelle persone. Possono incolparlo, per scherzo, quando dimenticano di acquistare un oggetto al supermercato. Si preoccupano quando non riescono a ricordare il nome dell'attore in un film. Oppure potrebbero pensarci quando vedono una persona anziana che è disorientata. Ma sappiamo veramente quali comportamenti aiutano a diagnosticare il MA?


Come ricercatori del laboratorio della neuropsicologia dell'invecchiamento nel centro ricerca dell'Istituto Universitaire de Gériatrie de Montréal, stiamo studiando questa domanda. La risposta non è semplice. Il MA danneggia la memoria. Ma la memoria non è una singola entità, come un cesto in cui tutti i nostri ricordi sono ammucchiati insieme. Quindi è importante capire che ci sono diversi tipi di memoria, e fino a che punto ognuno di essi è influenzato dal MA.

 

Memoria episodica

Un tipo di memoria include le memorie personali degli eventi che abbiamo sperimentato fin dai nostri primi anni. Un po' come un album fotografico, la memoria episodica include cose come ricordi della nostra infanzia, la prima volta che abbiamo traslocato, la nostra migliore vacanza, ma anche quello che abbiamo fatto lo scorso fine settimana e quello che abbiamo mangiato a colazione stamattina.

Questi sono i ricordi che, per essere richiamati in superficie, ci chiedono di fare una sorta di 'viaggio mentale' nel tempo per riportarci nel contesto dell'evento che abbiamo sperimentato: quando è stato? dove eravamo? con chi?

 

Memoria semantica

A differenza della memoria episodica, la memoria semantica raccoglie ricordi che non devono essere riattivati ​​mettendoli nel contesto. Ci riferiamo qui alle conoscenze generali del mondo esterno, che non sono collegate a un luogo o a un tempo specifico.

Ad esempio, se ci chiediamo quali animali hanno il guscio, o chi era il marito di Céline Dion, non abbiamo bisogno di pensare a un momento specifico della nostra vita per trovare la risposta. Non dobbiamo ricordare specificamente il contesto in cui abbiamo appreso queste informazioni. È una conoscenza generale, incastonata nella nostra memoria.

 

Regioni cerebrali separate

Naturalmente, questi due tipi di memoria sono strettamente correlati nella nostra vita quotidiana. Per essere in grado di funzionare, dobbiamo costantemente trarre dai nostri ricordi episodici e semantici, mentre codifichiamo continuamente nuovi ricordi episodici e semantici.

Nonostante il fatto che sono collegati, questi due tipi di memoria sono tuttavia supportati da regioni parzialmente distinte nel cervello. La produzione di ricordi di eventi passati (relativi alla memoria episodica) coinvolge l'ippocampo, una doppia struttura nel lobo temporale mediale che trova nel mezzo del cervello, così come il lobo frontale, che contestualizza questi ricordi.

Dall'altra parte, i ricordi generali della conoscenza (relativi alla memoria semantica) coinvolgono le regioni para-ippocampali, le strutture situate proprio intorno all'ippocampo e nella parte anteriore dei lobi temporali (poli o lobi temporali).

 

Che dire del MA?

Quindi cosa è più preoccupante, dimenticare il nome del film che hai visto la notte precedente, o mischiare i nomi di cantanti famosi?
In genere, il MA è associato a un calo della memoria episodica. I pazienti si lamentano di non riuscire a ricordare gli eventi che hanno vissuto, le conversazioni o le cose che hanno fatto. È questo tipo di memoria che è testato più spesso nella neuropsicologia quando si valuta la demenza, ed è anche questo tipo di memoria che è studiato nella stragrande maggioranza della ricerca sul MA.


Tuttavia, un nuovo paradigma sta emergendo nella ricerca clinica, in particolare nel laboratorio in cui conduciamo la nostra ricerca. Studi recenti mostrano che nella progressione del MA, è la memoria semantica ad essere colpita per prima. Abbiamo visto che anche prima di dimenticare i ricordi degli eventi passati, i pazienti mostrano un graduale declino della conoscenza generale.


Ad esempio, hanno più difficoltà degli anziani sani a denominare celebrità come Albert Einstein, o a identificare loghi noti come la Pepsi. Hanno anche difficoltà a rispondere alle domande sulla biografia delle celebrità (es.: se Maurice Richard era un cantante), a rispondere a domande specifiche su oggetti o animali (uno struzzo corre, vola o nuota?), o a riconoscere oggetti da un disegno come un'armonica, un elicottero o un igloo.

 

Sintomi 12 anni prima

Secondo uno studio che ha valutato varie funzioni cognitive in diverse centinaia di anziani, le persone che sviluppano il MA iniziano ad avere deficit nella memoria semantica fino a 12 anni prima di avere la diagnosi di demenza. Le difficoltà della memoria semantica insorgono prima di dimenticare eventi passati, di avere disorientamento spazio-temporale, perdere effetti personali o difficoltà a parlare.


Tuttavia, questi deficit sono raramente segnalati dalle persone quando si lamentano della loro memoria, poiché di solito trovano modi per compensare queste difficoltà nella loro vita quotidiana. Usano termini generici, come 'cosa', per descrivere concetti di cui non ricordano più il nome. Questo potrebbe spiegare perché la memoria semantica è stata studiata molto poco in relazione al MA.

 

Non allarmarti

Spesso ci preoccupiamo per la nostra memoria e abbiamo paura del MA mentre invecchiamo. Questo è del tutto normale. Nella neuropsicologia clinica vediamo spesso che gli anziani si lamentano della loro memoria anche quando non hanno affatto difficoltà! Non dovresti allarmarti per una leggera dimenticanza, perché le lamentele soggettive non sono necessariamente collegate a deficit reali di memoria. Queste lamentele possono, ad esempio, essere associate alla presenza di ansia o di sintomi depressivi o a una sensazione di solitudine.


Tuttavia, conoscere i segnali precoci del MA ci permette di cercare le prime manifestazioni della malattia. Quando notiamo che le parole sono sempre più "sulla punta della lingua", che non possiamo più raccontare storie in modo accurato come prima o che abbiamo difficoltà a nominare o usare oggetti di tutti i giorni (e che questo preoccupa noi o i nostri cari) può essere appropriato programmare una visita dal medico o dal neuropsicologo.


Fortunatamente, si possono fare alcune cose per promuovere la nostra salute cognitiva. Prima di tutto, la stimolazione intellettuale è importante: leggere libri, fare Sudoku, cruciverba o puzzle, fare giochi da tavolo e attività sociali per migliorare la resistenza allo sviluppo di disturbi cognitivi.


Inoltre, uno stile di vita sano è importante: attività fisica regolare, buona dieta e buone abitudini del sonno danno benefici sia alla salute fisica che a quella cognitiva.

 

 

 

 


Fonte: Emilia Esage (dottoranda in neuropsicologia), Roll Isabelle (prof. di neuropsicologia) e Sven Joubert (prof. di psicologia), Università di Montreal

Pubblicato su The Convesation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Tutti gli articoli da non perdere