Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Denuncia & Advocacy

L'approvazione della FDA del controverso farmaco di Alzheimer potrebbe ritardare trattamenti migliori

aducanumab biogen

La Food and Drug Administration (FDA) ha recentemente approvato l'aducanumab, il primo trattamento che mira a rallentare la progressione del morbo di Alzheimer (MA). Ma l'approvazione del farmaco ha provocato reazioni miste dalla comunità scientifica.


Il MA è caratterizzato da una perdita progressiva della memoria, da disorientamento spaziale e da molti altri disturbi cognitivi e comportamentali che alla fine portano a uno stato di totale dipendenza.


Come ricercatori che studiano i biomarcatori di MA (valori biologici oggettivi usati per identificare la malattia, valutarne la progressione e determinare l'efficacia dei trattamenti), siamo molto interessati alla scoperta di nuovi trattamenti per questa malattia.


L'aducanumab, che sarà commercializzato sotto il nome Aduhelm, è stato sviluppato congiuntamente da Biogen ed Eisai. È un anticorpo monoclonale somministrato via iniezione che si lega agli aggregati cerebrali di amiloide e consente al nostro corpo di smaltirli. Il trattamento si basa sull'idea che l'amiloide, una piccola proteina che si accumula nel cervello di persone con MA, sia all'origine di una cascata di eventi che conduce alla malattia.

 

Risultati discutibili

L'approvazione della FDA si basa su due studi clinici di 18 mesi condotti sull'aducanumab. Uno ha mostrato un rallentamento della progressione del deterioraemnto cognitivo di circa il 22% nelle persone che hanno ricevuto il trattamento ad alte dosi. L'altro non ha mostrato alcuna differenza tra coloro che hanno ricevuto l'aducanumab e quelli che avevano ricevuto un ​​placebo.


Di solito, le autorità di regolamentazione richiedono due esperimenti di fase 3 con risultati positivi per approvare un farmaco. Biogen ed Eisai hanno interrotto entrambi gli esperimenti dopo che un gruppo di esperti indipendenti ha concluso che, sulla base dei risultati preliminari, era improbabile che fosse efficace a rallentare il declino cognitivo della malattia, nonostante abbia mostrato un'efficacia nel ridurre i livelli di amiloide del cervello.


Inoltre, l'aducanumab è stato associato ad edema cerebrale nel 40% di quelli trattati. L'edema è una massa fluida che produce pressione nel cranio e richiede un monitoraggio medico o un intervento chirurgico.


Dopo una ulteriore revisione dei risultati dei due studi clinici, Biogen ed Eisai hanno annunciato in ottobre 2019 che l'aducanumab somministrato in dosi elevate ha mostrato un'efficacia sui sintomi cognitivi dei ​​pazienti con MA iniziale. Questo modo di analizzare i risultati è stato fortemente criticato dalla comunità scientifica, compresi alcuni dei ricercatori che hanno partecipato alle sperimentazioni cliniche.

 

L'amiloide potrebbe avere poca influenza

La cascata amiloide, l'idea alla base del funzionamento dell'aducanumab, è oggetto di grandi controversie nella comunità scientifica. Questa ipotesi ha dominato per quasi 30 anni e ha guidato la ricerca di trattamenti che mirano a rimuovere l'amiloide dal cervello. Eppure ogni sperimentazione clinica che ha usato questo approccio è fallita, rappresentando dozzine di prodotti e centinaia di miliardi di dollari investiti.


Sempre più, ci rendiamo conto che i problemi del MA non possono coinvolgere l'amiloide direttamente o esclusivamente. Ad esempio, una persona che è geneticamente predisposta ad accumulare amiloide può sviluppare il MA prima, ma può non progredire più rapidamente di una persona che non è predisposta. Ciò significa che l'amiloide può avere poca influenza sulla progressione della malattia.


Anche i sostenitori dell'ipotesi amiloide sono diventati più misurati sulla sua possibile influenza, proponendo che può avere un impatto indiretto solo sulla disfunzione cerebrale nel MA. Ciò avverrebbe attraverso un processo di infiammazione cerebrale, che è una delle possibili cause della morte neuronale in questa malattia.


In breve, mentre l'ipotesi amiloide sta vacillando, l'approvazione dell'aducanumab, che si basa principalmente su questa teoria, suggerisce che la teoria può ancora una volta dominare la ricerca e potrebbe ridurre le possibilità di trovare trattamenti più promettenti. Ad esempio, la proteina tau, che si accumula anch'essa nel cervello dei pazienti di MA, molto prima della proteina amiloide, ha dimostrato di essere associata strettamente alla compromissione cognitiva derivante dalla malattia.

 

Un precedente rischioso

Quindi, come si può spiegare la decisione della FDA, che è contraria alla raccomandazione del proprio comitato di esperti e si basa su prove che dimostrano che l'amiloide ha un piccolo contributo alla progressione della malattia?


L'aducanumab ha ridotto la quantità di amiloide accumulata nel cervello di quasi due terzi negli individui trattati. Anche se questo è un risultato drammatico, i loro sintomi persistevano, il che significa che l'amiloide non è un buon biomarcatore della malattia.


La scoperta e la convalida dei biomarcatori affidabili per rilevare le malattie e valutare l'efficacia dei trattamenti avvengono solo dopo un processo lungo e rigoroso. L'uso dell'amiloide non è mai veramente passato attraverso questo processo, tuttavia la FDA ha approvato un trattamento in base a questo. Bypassare questo processo fissa un precedente rischioso.


Nessun trattamento curativo che puntava i sintomi di MA è emerso sin da quando sono arrivati sul mercato i primi trattamenti nel 1997. L'aducanumab è il primo trattamento approvato volto a rallentare la progressione della malattia. La sorpresa e l'eccitazione generata dal primo successo, in un viaggio che include centinaia di studi clinici falliti, possono spiegare perché la FDA ha concesso l'approvazione condizionale al farmaco.


L'approvazione soddisfa anche gli interessi finanziari di Biogen, di Eisai e dei loro investitori. Le stime più modeste mettono i ricavi annuali dalla vendita di aducanumab a oltre 50 miliardi di dollari USA. L'aspettativa di nuove entrate per Eisai e Biogen ha spinto in su i valori di borsa di queste aziende del 75% e il 40% rispettivamente il giorno in cui è stato dato l'annuncio.


Nuove evidenze raccolte dopo il lancio dell'aducanumab saranno fondamentali per il futuro dell'ipotesi amiloide e la nostra comprensione del MA. Con una malattia così complessa, è probabile che avremo bisogno di sviluppare diversi approcci per fermare la sua progressione, proprio come la terapia tripla per l'HIV-AIDS. Ecco perché non dobbiamo interrompere la ricerca sui biomarcatori e sui nuovi approcci terapeutici.

 

 

 


Fonte: Étienne Aumont (dottorando di psicologia) e Marc-André Bédard (prof. di farmacologia cognitiva), Università del Quebec di Montreal

Pubblicato su The Conversation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Tutti gli articoli da non perdere