Lanciato in Iran il primo trattamento erboristico al mondo per l'Alzheimer

Lanciato in Iran il primo trattamento erboristico al mondo per l'Alzheimer

Ricercatori e scienziati iraniani hanno presentato il primo rimedio a base di erbe per il trattamento dell'Alzheimer, chiamato Melitropic. Il farmaco è stato reso pubblico nel corso di una cerimonia presso l'Istituto Iraniano Piante Medicinali del Centro Accademico Istruzione, Cultura e Ricerca lo scorso Sabato mattina.


Erano presenti all'evento il ministro iraniano della Sanità, Hassan Qazizadeh Hashemi, il presidente della Jihad University, Seyed Hamidreza Tayebi e molti ricercatori.


Gli autori hanno attinto dalla lunga esperienza del Paese nel trattamento dei disturbi del cervello, e hanno usato gli studi più recenti al mondo per produrre questo farmaco a base di erbe.


Il Dr. Shamsali Rezazadeh, presidente dell'Istituto Piante Medicinali della Jihad University, ha detto che sono stati condotti vari studi clinici su 42 pazienti con sintomi di Alzheimer, da precoci a moderati, per determinare l'efficacia del Melitropic.


Egli ha aggiunto che l'estratto di Dracocephalum, un genere di piante fanerogame appartenenti alla famiglia Lamiaceae, è stato somministrato a quelli del gruppo sperimentale, mentre i pazienti del gruppo di controllo hanno ricevuto un placebo.


Rezazadeh ha detto che dopo quattro mesi di studio sono stati analizzati i tassi di dimenticanza e di riconoscimento e i probabili effetti collaterali; ed i risultati hanno mostrato un miglioramento evidente e notevole nello stato mentale dei pazienti che avevano ricevuto l'estratto di Dracocephalum.


Secondo Rezazade, il disturbo d'ansia e i sintomi di irritabilità si erano notevolmente ridotti tra i soggetti nel gruppo in esperimento.


Il presidente dell'Istituto Piante Medicinali della Jihad University ha sottolineato che sono stati fatti dei passi per introdurre il Melitropic nei mercati mondiali.

 

 

 


Fonte: Ira News via Pravda.ru, tradotto dalla versione portoghese (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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