Alzheimer: la regolazione del rame nel cervello ferma la perdita di memoria nei topi

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dalla presenza di placche di proteina amiloide (1) nel cervello del paziente. Queste placche sequestrano il rame e ne contengono circa cinque volte di più di un cervello sano.


Di recente, due scienziati del laboratorio di chimica del CNRS (Francia), con colleghi della Guangdong University of Technology e dell'Università di Shenzhen (Cina), hanno sviluppato una molecola che regola la circolazione del rame nel cervello.


Questa molecola (2) brevettata estrae il rame intrappolato nelle placche amiloidi e lo reintroduce nel circuito enzimatico normale del cervello (che ha bisogno di rame per funzionare).


Somministrata per via orale a topi modello di MA (3) questa molecola inibisce la perdita di memoria dei topi malati. Questi risultati, che sono stati pubblicati su ACS Chemical Neuroscience, aprono una nuova strada terapeutica che potrebbe rivelarsi efficace nelle prime fasi del MA degli esseri umani.


Gli scienziati stanno ora cercando un partner farmaceutico per sviluppare studi preclinici per questo candidato farmacologico.

 

 

 

Note:

  1. Una placca amiloide è un aggregato extracellulare di frammenti di proteine. Queste placche sono presenti in varie malattie neurodegenerative.
  2. Brevetto cinese n. 201610369550.X, 27 maggio 2016, PCT/CN2017/085886, pubblicato il 30 novembre 2017, WO 2017/202360 A1. CNRS file numero O/Ref 08792-01. Brevetto USA 10.807.957 B2 del 20 ottobre 2020.
  3. Il team di ricerca ha ottenuto risultati positivi in 3 tipi di topi modello di MA: topi transgenici da un lato, e due nuovi modelli di topo non transgenici sull'altro. Questi modelli non transgenici sono i più vicini alla realtà del MA, che nella stragrande maggioranza dei casi non è genetica in origine.

 

 

 


Fonte: CNRS (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Jie Zhao, Qihui Shi, Hongda Tian, Youzhi Li, Yan Liu, Zhen Xu, Anne Robert, Qiong Liu and Bernard Meunier. TDMQ20, a specific copper chelator, reduces memory impairments in AD-mouse models. ACS Chem. Neuroscience, 16 Dec 2020, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)