Associazione Alzheimer ONLUS logo Christmas

Ricerche

C'è un legame tra carenza di serotonina e demenza

C'è un legame tra carenza di serotonina e demenzaUn cervello del gruppo con lieve deterioramento cognitivo mostra meno trasportatori della serotonina (blu) rispetto al gruppo di controllo sano (Fonte: laboratorio di Gwenn Smith)In uno studio che ha esaminato scansioni cerebrali di persone con una lieve perdita di pensiero e di memoria, dei ricercatori della Johns Hopkins University riferiscono i segni di quantità inferiori di trasportatore della serotonina, un prodotto chimico naturale del cervello che regola l'umore, il sonno e l'appetito.


Studi precedenti condotti alla John Hopkins e in altri centri avevano dimostrato che le persone con Alzheimer e con declino cognitivo grave hanno una notevole perdita di neuroni di serotonina, ma quegli studi non avevano dimostrato se tali riduzioni sono una causa o un effetto della malattia. Secondo i ricercatori del nuovo studio, fatto su persone con segni molto precoci di declino della memoria, i risultati suggeriscono che la carenza di trasportatori della serotonina può guidare la malattia, piuttosto che essere una conseguenza.


La relazione sullo studio, pubblicata nel numero di settembre di Neurobiology of Disease, suggerisce anche che prevenire la perdita di serotonina, o introdurre un neurotrasmettitore sostitutivo, potrebbe rallentare o arrestare la progressione dell'Alzheimer e forse di altre demenze.


"Ora che abbiamo più evidenze che la serotonina è una sostanza chimica che sembra essere danneggiata presto dal declino cognitivo, sospettiamo che l'aumento della sua funzione nel cervello potrebbe impedire il peggioramento della perdita di memoria e rallentare la progressione della malattia", afferma Gwenn Smith PhD, professoressa di psichiatria e scienze comportamentali, e direttrice di psichiatria geriatrica e neuropsichiatria, alla Facoltà di Medicina della Johns Hopkins University.


Sappiamo che i livelli di serotonina più bassi e non in equilibrio con altre sostanze chimiche del cervello, come la dopamina, influenzano significativamente l'umore, in particolare la depressione, e i farmaci che bloccano il 'riassorbimento' della serotonina del cervello (chiamati SSRI) sono trattamenti specifici per alcune forme gravi di depressione e ansia.


La Smith osserva che i ricercatori hanno tentato con poco successo di trattare l'Alzheimer e la disfunzione cognitiva con antidepressivi come gli SSRI, che si legano ai trasportatori della serotonina. Ma poiché questi trasportatori sono a livelli molto inferiori nelle persone con Alzheimer, lei ipotizza che i farmaci possono non funzionare perché manca il loro obiettivo.


L'idea per lo studio della Smith è venuta dal lavoro della co-autrice Alena Savonenko MD/PhD, professoressa associata di patologia, e dei suoi colleghi, che hanno dimostrato che la perdita di neuroni di serotonina è associata a più grumi di proteine ​amiloidi nel cervello dei topi.


Per approfondire il ruolo della serotonina nella cognizione e nella malattia neurodegenerativa, il team di ricerca della Johns Hopkins ha usato la scansione cerebrale con tomografia a emissione di positroni  (PET) per esaminare i livelli di serotonina nel cervello delle persone con problemi cognitivi lievi, che possono essere i primi segni maligni dell'Alzheimer o di altre demenze.


Per lo studio, i ricercatori hanno abbinato 28 partecipanti con danno cognitivo lieve a 28 controlli sani. I partecipanti avevano un'età media di 66 anni e circa il 45% erano donne. Sono state considerate persone con lieve danno cognitivo quelle che hanno un declino leggero nella cognizione, soprattutto nella memoria, in termini di ricordare sequenze o di organizzare, e che hanno punteggi inferiori nei test come il California Verbal Learning Test, che richiede ai partecipanti di ricordare un elenco di parole correlate, ad esempio una lista degli acquisti. Secondo Smith, l'incapacità di eseguire questo test riflette accuratamente i cambiamenti della memoria e la disfunzione cognitiva che indicano l'Alzheimer.


Ogni partecipante è stato sottoposto a una scansione MRI e PET per misurare la struttura del cervello e i livelli di trasportatore della serotonina. Durante le scansioni PET, i partecipanti hanno ricevuto una sostanza chimica (simile in struttura ad un antidepressivo, ma una dose non abbastanza alta da avere un effetto farmacologico) marcata con un carbonio radioattivo. La sostanza chimica si lega al trasportatore di serotonina e lo scanner PET rileva la radioattività.


Quando un neurone invia un messaggio, rilascia il neurotrasmettitore della serotonina, che viene rilevato dal neurone successivo che riceve il messaggio. Dopo che questa transazione di impulso nervoso è completata, il trasportatore SERT della serotonina afferra la serotonina e la riporta nella cellula che ha inviato il messaggio, un processo metabolico segnato quindi dal flusso e riflusso della sostanza chimica.


Di norma, poiché le persone invecchiano, i neuroni della serotonina sono particolarmente vulnerabili alla neurodegenerazione, per cui quando questi neuroni muoiono i trasportatori si perdono e i livelli di serotonina scendono. Quanto più una persona invecchia, tanto più è probabile che abbia livelli più bassi di serotonina. Detto questo, i ricercatori hanno scoperto che le persone con lieve compromissione cognitiva avevano fino al 38 per cento in meno di SERT nel cervello rispetto ai coetanei sani. E non una sola persona con lieve compromissione cognitiva aveva livelli più alti di SERT rispetto al suo controllo sano.


Ogni partecipante si è anche sottoposto a test di apprendimento e memoria. Nel California Verbal Learning Test, su una scala da 0 a 80 (80 è la memoria migliore), i partecipanti sani hanno avuto un punteggio medio di 55,8, mentre quelli con lieve deterioramento cognitivo hanno ottenuto 40,5 in media.


Nel Brief Visuospatial Memory Test, i partecipanti hanno visto una serie di forme da ricordare e da disegnare in seguito. Su una scala compresa tra 0 e 36 (36 è il punteggio più alto), quelli sani hanno ottenuto una media di 20 e quelli con problemi cognitivi lievi 12,6 in media.


I ricercatori hanno quindi confrontato i risultati delle scansioni cerebrali del trasportatore di serotonina con i due test della memoria, e hanno scoperto che quelli che avevano i livelli più bassi di trasportatori della serotonina avevano anche punteggi più bassi nei test. Ad esempio, le persone con lieve compromissione cognitiva avevano il 37 per cento in meno di punteggio della memoria verbale e il 18 per cento in meno di livelli di SERT nell'ippocampo rispetto ai controlli sani.


La Smith dice che il suo gruppo sta studiando se le scansioni PET della serotonina possono essere un marcatore per rilevare la progressione della malattia, sia da solo che in combinazione con le scansioni che rilevano il raggruppamento delle proteine amiloidi che si accumulano nel cervello di coloro che hanno l'Alzheimer.


Secondo la Smith, visti i livelli ridotti dei trasportatori di serotonina, quando vogliamo puntare la malattia, l'opzione migliore può essere costituita dai recettori che rilevano la serotonina sulle cellule riceventi. Ci sono 14 tipi di recettori della serotonina usabili come obiettivi. Lei dice che un certo numero di farmaci sperimentali, che sono ora in studi clinici, sono stati progettati per puntare in altri modi la serotonina nel cervello, e possono avere più successo degli SSRI.

 

 

 


Fonte: Johns Hopkins Medicine via ScienceDaily (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Gwenn S. Smith, Frederick S. Barrett, Jin Hui Joo, Najlla Nassery, Alena Savonenko, Devin J. Sodums, Christopher M. Marano, Cynthia A. Munro, Jason Brandt, Michael A. Kraut, Yun Zhou, Dean F. Wong, Clifford I. Workman. Molecular imaging of serotonin degeneration in mild cognitive impairment. Neurobiology of Disease, 2017; 105: 33 DOI: 10.1016/j.nbd.2017.05.007

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo riferisce risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...