Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Ricerche

Ripristino lunghezza dei telomeri riporta indietro l'orologio dell'invecchiamento

Dei ricercatori hanno inserito in cellule umane di coltura un RNA modificato che codifica una proteina di allungamento dei telomeri. La capacità di proliferazione cellulare è risultata notevolmente aumentata, producendo un gran numero di cellule da studiare.

Ripristino lunghezza dei telomeri riporta indietro l'orologio dell'invecchiamentoAd ogni suddivisione cellulare, diminuise la lunghezza dei telomeri, i cappucci che sigillano le estremità dei cromosomi al'interno della cellula. Quando i telomeri sono troppo corti, la cellula non si divide più.

Una nuova procedura può aumentare rapidamente ed efficientemente la lunghezza dei telomeri umani (i cappucci di protezione alle estremità dei cromosomi) che sono collegati all'invecchiamento e alle malattie, secondo degli scienziati dell'Università di Stanford.


Le cellule trattate si comportano come se fossero molto più giovani delle cellule non trattate, moltiplicandosi in quantità nel piatto di laboratorio, piuttosto che ristagnare o morire.


Gli scienziati dicono che il procedimento, che prevede l'utilizzo di un tipo modificato di RNA, migliorerà l'abilità dei ricercatori di generare un gran numero di cellule da studiare o lo sviluppo di farmaci. Le cellule della pelle con telomeri allungati dalla procedura sono riusciti a dividersi fino a 40 volte di più rispetto alle cellule non trattate. La ricerca può puntare a nuovi modi per curare le malattie causate da telomeri accorciati.


I telomeri sono i tappi di protezione alle estremità dei filamenti di DNA chiamati cromosomi, che ospitano i nostri genomi. Negli esseri umani giovani, i telomeri sono lunghi circa 8.000-10.000 nucleotidi. Essi però si accorciano ad ogni divisione cellulare, e quando raggiungono una lunghezza critica la cellula non si divide più o muore. Questa "orologio" interno rende difficile alla maggior parte delle cellule di continuare a crescere in laboratorio per più di un paio di raddoppi cellulari.

 

«Riportare indietro l'orologio interno»

"Ora abbiamo trovato un modo per allungare i telomeri umani di ben 1.000 nucleotidi, facendo tornare indietro l'orologio interno di queste cellule per l'equivalente di molti anni di vita umana", ha detto Helen Blau, PhD, professore di microbiologia e immunologia alla Stanford e direttore del Laboratorio Baxter di Biologia delle Cellule Staminali dell'università. "Questo aumenta notevolmente il numero di cellule disponibili per gli studi come i test di farmaci e la modellazione delle malattie".


Un documento che descrive la ricerca è stato pubblicato il 24 Gennaio sull FASEB Journal. La Blau, che è anche titolare del Professorato Donald E. e Delia B. Baxter, è l'autrice senior. Lo studioso postdottorato John Ramunas, PhD, della Stanford, condivide la paternità della ricerca con Eduard Yakubov, PhD, dello Houston Methodist Research Institute.


I ricercatori hanno usato un RNA messaggero modificato per estendere i telomeri. L'RNA trasmette le istruzioni dai geni del DNA alle fabbriche che producono proteine nella cellula. L'RNA usato in questo esperimento conteneva la sequenza codificante il TERT, il componente attivo di un enzima naturale chiamata telomerasi. La telomerasi è espressa dalle cellule staminali, comprese quelle che danno origine alle cellule dello sperma e dell'ovulo, per garantire che i telomeri di queste cellule rimangano in perfetta forma per la successiva generazione. Molti altri tipi di cellule, tuttavia, esprimono livelli molto bassi di telomerasi.

 

L'effetto transitorio è un vantaggio

La tecnica appena sviluppata ha un vantaggio importante rispetto agli altri metodi potenziali: è temporanea. L'RNA modificato è stato progettato per ridurre la risposta immunitaria delle cellule al trattamento e consentire al messaggio che codifica il TERT di restare intorno un po' più a lungo rispetto ad un messaggio non modificato. Ma si disperde e scompare entro circa 48 ore. Trascorso tale termine, i telomeri appena allungati cominciano ad accorciarsi progressivamente di nuovo ad ogni divisione cellulare.


L'effetto transitorio è un po' come toccare l'acceleratore in una delle vetture di un gruppo che sta procedendo lentamente in folle fino a fermarsi. L'auto con il supplemento di energia andrà più lontano rispetto alle sue simili, ma si fermerà comunque quando finisce il suo slancio in avanti. A livello biologico, ciò significa che le cellule trattate non sono destinate a dividersi all'infinito, il che le rende troppo pericolose da usare come potenziale terapia nell'uomo a causa del rischio di cancro.


I ricercatori hanno scoperto che anche solo tre applicazioni del RNA modificato, su un periodo di alcuni giorni, possono aumentare significativamente la lunghezza dei telomeri nelle cellule muscolari e pelle umana di coltura. L'aggiunta di 1.000 nucleotidi rappresenta un aumento di più del 10 per cento della lunghezza dei telomeri. Queste cellule si dividono molte più volte nel piatto di cultura rispetto alle cellule non trattate: circa 28 volte di più per le cellule della pelle, e circa tre volte di più per le cellule muscolari.


"Eravamo sorpresi e contenti che il TERT mRNA modificato funzionasse, perché esso è altamente regolamentato e deve legarsi ad un altro componente della telomerasi", ha detto Ramunas. "I precedenti tentativi di fornire TERT mRNA-codificante avevano indotto una risposta immunitaria contro la telomerasi, che potrebbe essere deleteria. Al contrario, la nostra tecnica è non-immunogenica. I metodi transitori esistenti di estensione dei telomeri agiscono lentamente, mentre il nostro metodo agisce in pochi giorni per invertire l'accorciamento dei telomeri avvenuto nel corso di più di un decennio di normale invecchiamento. Questo suggerisce che un trattamento con il nostro metodo potrebbe essere breve e poco frequente".

 

Gli usi potenziali della terapia

"Questo nuovo approccio apre la strada verso la prevenzione o la cura delle malattie dell'invecchiamento", ha detto la Blau. "Ci sono anche malattie genetiche altamente invalidanti associate all'accorciamento dei telomeri, che potrebbero beneficiare di un tale trattamento potenziale."


La Blau ed i suoi colleghi hanno iniziato ad interessarsi ai telomeri quando un precedente lavoro del suo laboratorio ha dimostrato che le cellule staminali muscolari di ragazzi con distrofia muscolare di Duchenne avevano telomeri che erano molto più corti rispetto a quelli dei ragazzi senza la malattia. Questa scoperta non solo ha implicazioni per capire come funzionano - o non funzionano - le cellule nel produrre nuovi muscoli, ma aiuta anche a spiegare la limitata capacità di accrescere cellule colpite in laboratorio per lo studio.


I ricercatori stanno ora testando la loro nuova tecnica in altri tipi di cellule. "Questo studio è un primo passo verso lo sviluppo dell'estensione dei telomeri per migliorare le terapie cellulari e probabilmente per il trattamento di disturbi da invecchiamento accelerato negli esseri umani", ha dichiarato John Cooke, MD, PhD. Cooke, co-autore dello studio, era in precedenza professore di medicina cardiovascolare alla Stanford. Attualmente è presidente di scienze cardiovascolari allo Houston Methodist Research Institute.


"Stiamo lavorando per capirne di più sulle differenze tra i tipi di cellule, e come possiamo superare queste differenze per permettere a questo approccio di essere utile più universalmente" ha affermato la Blau, che è anche membro dello «Stanford Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine». "Un giorno potrebbe essere possibile puntare le cellule staminali muscolari di un paziente con distrofia muscolare di Duchenne, per esempio, estendendo i suoi telomeri. Ci sono anche implicazioni per il trattamento di condizioni da invecchiamento, come il diabete e le malattie cardiache. Questo apre davvero le porte per considerare tutti i tipi di usi potenziali di questa terapia".

 

**********
Hanno collaborato anche Jennifer Brady, PhD, e Moritz Brandt, MD, Stéphane Corbel, PhD, Colin Holbrook e Juan Santiago, PhD, professore di ingegneria meccanica. Il lavoro è stato finanziato dal National Institutes of Health, dal Ministero Federale dell'Istruzione e della Ricerca della Germania, dalla Stanford Bio-X e dalla Baxter Foundation. Ramunas, Yakubov, Cooke e Blau sono i titolari dei brevetti per l'uso del RNA modificato nell'estensione dei telomeri.

 

 

 

 

 


Fonte: Krista Conger in Stanford University  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  J. Ramunas, E. Yakubov, J. J. Brady, S. Y. Corbel, C. Holbrook, M. Brandt, J. Stein, J. G. Santiago, J. P. Cooke, H. M. Blau. Transient delivery of modified mRNA encoding TERT rapidly extends telomeres in human cells. The FASEB Journal, 2015; DOI: 10.1096/fj.14-259531

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Tutti gli articoli da non perdere