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Risposta immunitaria appena scoperta può essere usata per l'Alzheimer

Risposta immunitaria appena scoperta può essere usata per l'Alzheimer

Con una scoperta che potrebbe influenzare notevolmente il trattamento delle lesioni del cervello e del midollo spinale, dei ricercatori hanno identificato una risposta immunitaria benefica precedentemente sconosciuta, che avviene dopo una lesione al sistema nervoso centrale (CNS).


Sfruttando questa risposta, i medici potrebbero riuscire a sviluppare nuovi e migliori trattamenti per lesioni al cervello e al midollo spinale, sviluppare strumenti per prevedere come i pazienti risponderanno al trattamento, e trattare meglio le malattie degenerative come l'Alzheimer, la sclerosi multipla, il glaucoma e la malattia di Lou Gehrig.

 

Lesioni del sistema nervoso

La risposta immunitaria recente scoperta avviene indipendentemente dal processo che di solito induce all'azione il sistema immunitario. In tale processo, il corpo identifica e attacca le sostanze chiamate antigeni, come batteri e virus.


"Quello che abbiamo dimostrato è che il sistema nervoso centrale danneggiato parla al sistema immunitario in una lingua che non era stato capita in precedenza in questo contesto", ha detto Jonathan Kipnis, PhD, professore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università della Virginia (UVA) e direttore del Center for Brain Immunology and Glia. "Esso invia «segnali di pericolo» e attiva il sistema immunitario molto rapidamente. Questi segnali di pericolo inducono le cellule immunitarie a produrre una molecola chiamata interleuchina 4, che risulta essere indispensabile della neuroprotezione mediata dall'immunità dopo un trauma al CNS".


L'interleuchina 4 aiuta a proteggere i neuroni (cellule nervose) e ne promuove la rigenerazione, mentre l'infiammazione incontrollata li può distruggere. Per questo capire come risponde il corpo ai danni al sistema nervoso centrale è di fondamentale importanza.


"Una volta che i neuroni del CNS sono morti, se ne sono andati per sempre. Non tornano. Quindi penso che il CNS si sia evoluto con il sistema immunitario per rispondere in questo modo protettivo", ha spiegato James T. Walsh, PhD, dell'UVA, primo autore del documento che descrive la scoperta. "[Il sistema immunitario del CNS] deve essere molto misurato nel modo di rispondere. Non può attaccare tutto, come fa in molti altri tessuti, perché provocherebbe molti danni collaterali. C'è bisogno proprio del tipo giusto di risposta del CNS. Può essere una spada a doppio taglio. Il sistema immunitario può causare danni al CNS, ma può anche essere utile, e qui mostriamo quanto sia vantaggioso".

 

Migliori trattamenti per le lesioni spinali

Per ora non ci sono trattamenti efficaci per promuovere la sopravvivenza neuronale e la rigenerazione dopo una lesione del CNS. I trattamenti per le lesioni spinali storicamente si basano sull'immunosoppressione per evitare i danni collaterali che risultano dalla risposta immunitaria, ma una crescente evidenza ha dimostrato che l'approccio è inefficace.


I nuovi risultati suggeriscono che i medici possono invece aumentare la risposta dell'interleuchina 4, per aumentare la protezione che fornisce. Essi possono anche determinare come un paziente risponderà al trattamento, sviluppando un test per rilevare il numero di cellule produttrici di interleuchina-4 presenti.

 

Collaborazione internazionale

La scoperta è il risultato di una collaborazione internazionale di ricercatori di Stati Uniti e Germania. I loro risultati sono stati pubblicati online sul Journal of Clinical Investigation. L'articolo è stato scritto da Walsh, Sven Hendrix, Francesco Boato, Igor Smirnov, Jingjing Zheng, John R. Lukens, Sachin Gadani, Daniel Hechler, Greta Gölz, Karen Rosenberger, Thomas Kammertöns, Johannes Vogt, Christine Vogelaar, Volker Siffrin, Ali Radjavi , Anthony Fernandez-Castaneda, Alban Gaultier, Ralf Gold, Thirumala-Devi Kanneganti, Robert Nitsch, Frauke Zipp e Kipnis.

 

 

 

 

 


FonteUniversity of Virginia (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  James T. Walsh, Sven Hendrix, Francesco Boato, Igor Smirnov, Jingjing Zheng, John R. Lukens, Sachin Gadani, Daniel Hechler, Greta Gölz, Karen Rosenberger, Thomas Kammertöns, Johannes Vogt, Christina Vogelaar, Volker Siffrin, Ali Radjavi, Anthony Fernandez-Castaneda, Alban Gaultier, Ralf Gold, Thirumala-Devi Kanneganti, Robert Nitsch, Frauke Zipp, Jonathan Kipnis. MHCII-independent CD4 T cells protect injured CNS neurons via IL-4. Journal of Clinical Investigation, 2015; DOI: 10.1172/JCI76210

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