Le reti neuronali con l'età si de-specializzano

Una nuova ricerca del Center for Vital Longevity (CVL) della University of Texas di Dallas offre un approccio diverso per guardare al modo in cui opera il cervello a livello di rete, e potrebbe portare a nuovi criteri diagnostici clinici per i disturbi della memoria legati all'età.


Le ultime scoperte, pubblicate nella settimana del 3 Novembre online su Proceedings of the National Academy of Sciences, si concentrano sul modo in cui le aree del cervello comunicano tra loro per formare reti cerebrali, e come tali reti possono cambiare con l'età.


"Le reti cerebrali sono costituite da gruppi di nodi altamente interattivi, non molto dissimile dalle reti sociali e tecnologiche", ha detto il dottor Gagan Wig, assistente professore alla School of Behavioral and Brain Sciences della UT Dallas. "Tutti questi nodi comunicano tra loro in una rete cerebrale su larga scala. Una considerevole quantità di ricerche ha evidenziato come gli anziani usino aree del cervello diverse dagli adulti più giovani, a parità di operazioni. Quello che offre l'attuale approccio è una valutazione di queste differenze in un contesto più ampio. Studiando il cervello come una rete, stiamo in un certo senso aggiustando il nostro punto di vista, proprio come si esaminano i modelli che compongono le costellazioni di stelle invece di concentrarsi su ciascuna delle singole stelle".


Wig ed i suoi colleghi hanno esaminato come le reti del cervello sono composte da sotto-reti separate che mediano funzioni specializzate. Essi hanno scoperto che l'aumento dell'età è associato ad una diminuzione della segregazione delle sotto-reti del cervello. Inoltre, hanno scoperto che una minore segregazione delle sotto-reti è predittiva di una scarsa memoria a lungo termine, indipendentemente dall'età. "Poiché il grado di separazione delle reti degli individui è legato alla capacità di memorizzare, misurando la separazione della rete di un individuo si può alla fine arrivare alle misure cliniche che potrebbero prevedere il declino patologico", ha detto Wig.


I risultati derivano dai dati raccolti dal «Dallas Lifespan Brain Study» del centro, dove adulti sani da 20 a 89 anni hanno completato valutazioni cognitive e scansioni di risonanza magnetica funzionale in stato di riposo (vale a dire che i partecipanti non eseguivano un compito durante la scansione), che hanno permesso la misurazione della connettività nel cervello. Sono stati scansionati e valutati cognitivamente 210 adulti in totale.


I dati dimostrano che le reti del cervello nelle persone più giovani presentano molte connessioni all'interno della rete, per elaborare in modo specializzato compiti specifici, mentre in realtà hanno connessioni più sparse tra le reti, che aiutano la comunicazione tra le reti, tenendole distinte. Ma l'immagine sfuma quando invecchiamo: la rete del cervello diventa sempre meno specializzata e c'è meno segregazione tra le reti, dice Wig.


Per creare una nuova misura di interconnessione ed efficienza su scala globale, il laboratorio di Wig ha usato un'area della matematica chiamata «teoria dei grafi», per caratterizzare la separazione delle reti del cervello. Questo approccio è stato usato per studiare le reti sociali come Facebook, Internet, il flusso dei mezzi pubblici, la trasmissione delle malattie, e anche i focolai di contagio.

 

********
L'autore principale dello studio è Micaela Chan, studente laureato alla UT Dallas e membro del laboratorio di Wig al CVL. Hanno contribuito il Dr. Denise C. Park, direttore della ricerca del CVL, e Neil K. Savalia, assistente di ricerca nel laboratorio di Wig, e il dottor Steven Petersen della Washington University di St. Louis. Il finanziamento per lo studio è arrivato dal National Institute on Aging.

 

 

 

 

 


Fonte:  University of Texas at Dallas via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Micaela Y. Chan, Denise C. Park, Neil K. Savalia, Steven E. Petersen, and Gagan S. Wig. Decreased segregation of brain systems across the healthy adult lifespan. PNAS, November 2014 DOI: 10.1073/pnas.1415122111

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)