Iscriviti alla newsletter

Memoria Origine: da considerare per future cure di Alzheimer, Parkinson, DPTS, depressione

Memoria di Origine: considerarla per le future cure di Alzheimer, Parkinson, PTSD e depressioneFoto: historicfloridawedding.comI neuroscienziati Jonathon Crystal e Wesley Alford della Indiana University hanno acquisito la certezza del concetto che gli animali non umani hanno un tipo particolare di memoria chimata «memoria di origine», che si credeva esclusiva degli umani.


In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Biology Letters, hanno scoperto con sorpresa che questo tipo di ricordo nei loro soggetti animali, in questo caso i ratti, dura anche molto più a lungo di quanto si credeva resistesse in qualsiasi non-primate.


Lo studio potrebbe in ultima analisi aiutarci a capire le basi biologiche della compromissione della «memoria di origine» negli esseri umani e rendere possibili nuovi interventi per il fallimento della memoria in condizioni come l'Alzheimer, l'Huntington, il Parkinson, la schizofrenia, il DPTS e la depressione. Esso implica anche che la memoria di origine è evolutivamente molto antica in quanto esiste negli animali non umani.


La memoria di origine, secondo Crystal, si riferisce al ricordo di come, dove e con quali mezzi, abbiamo acquisito una informazione. Per esempio, le persone di solito vogliono ricordare chi ha detto loro una certa battuta, in modo da non raccontarla alla stessa persona. Oppure, quando si entra in una cabina elettorale, gli elettori potrebbero voler ricordare la fonte da cui hanno sentito una storia negativa su un candidato: un giornale di fiducia o una trasmissione comica?


La memoria di origine è un componente chiave della memoria episodica che ci permette di ricordare eventi astratti, momenti e situazioni che compongono la storia di una vita che noi riconosciamo come nostra e che ci collega alla famiglia, agli amici, alla comunità e al mondo in generale. Per questo motivo è una sorta di "Sacro Graal" per i ricercatori che cercano di spianare la strada al trattamento di malattie o disturbi che affliggono la memoria umana, ha detto Crystal.


"L'obiettivo principale di questa ricerca è dimostrare che siamo attingendo al tipo di sistema di memoria che conta davvero per le persone affette da Alzheimer", ha detto. "Altrimenti alla fine rischiamo di spendere miliardi di dollari su un farmaco che aiuterà a ricordare dove sono stati messi gli occhiali da lettura l'ultima volta, invece che consentire di ricordare l'ultima visita del nipote e la notizia che ha condiviso con noi, e gli altri aspetti della nostra vita".


La chiave, dice Crystal, è definire un esperimento in cui i ratti non possono svolgere il compito specifico (determinare quale braccio in un labirinto radiale a otto braccia avrà palline di cioccolato) senza fare affidamento sulla memoria di origine. In tal modo, lo studio ha anche dimostrato che il ricordo che stavano testando nel ratto è durata molto più a lungo di quanto chiunque potesse prevedere: fino a sette giorni.


Crystal è il direttore del «Program in Neuroscience and the Comparative Cognition Lab» nel Department of Psychological and Brain Sciences and College of Arts and Sciences della UI. Alford ha recentemente lasciato la sua posizione come Visiting Scholar nel reparto ed è attualmente studente laureato in neuroscienze alla Brandeis University.

 

 

 

 

 


FonteIndiana University(> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  J. D. Crystal, W. T. Alford. Validation of a rodent model of source memory. Biology Letters, 2014; 10 (3): 20140064 DOI: 10.1098/rsbl.2014.0064

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee g...

Felici e contenti: cosa possiamo imparare dalle 'zone blu'

24.01.2024

I residenti delle 'zone blu' hanno vite lunghe e felici. Proviamo il loro modo di vivere sano.

<...

È un comportamento eccentrico o è Alzheimer?

16.01.2024

Hai un genitore anziano che dimentica il nome del nipote e ti chiedi se è ora di trovare...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Perché bisogna dormire? Il sonno insufficiente è legato a molte malattie croni…

27.12.2023

"Termina ogni giorno prima di iniziare il successivo e i...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Perché avere troppi hobby non è una brutta cosa

27.10.2023

Alcune persone vengono in terapia sentendosi sopraffatti e incerti sulla loro tendenza a...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

La demenza ci fa vivere con emozioni agrodolci

23.05.2023

Il detto è: dolce è la vita. E, anche se vorremmo momenti costantemente dolci, la vita s...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Farmaci per il sonno: limitazioni e alternative

18.04.2023

Uno studio pubblicato di recente sul Journal of Alzheimer's Disease è l'ultima ...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.