Prevenire la demenza: modificare traiettoria del declino cognitivo negli anziani a rischio

Il declino cognitivo è un problema globale pressante dell'assistenza sanitaria. A livello mondiale, viene rilevato un caso di demenza ogni sette secondi.

Il decadimento cognitivo lieve è un fattore di rischio ben conosciuto per la demenza, e rappresenta una finestra critica di opportunità per intervenire e modificare la traiettoria del declino cognitivo negli anziani.


Un nuovo studio condotto da ricercatori del Centre for Hip Health and Mobility al Vancouver Coastal Health e della University of British Columbia, dimostra che l'attuazione di un programma di esercizi per anziani, che in particolare comprende allenamento di resistenza, può alterare la traiettoria del declino. Forse ancora più importante, il programma di esercizio ha migliorato il processo cognitive esecutivo di attenzione selettiva e le funzioni di risoluzione dei conflitti, così come la memoria associativa, che sono predittori affidabili della conversione da decadimento cognitivo lieve a demenza.


TLA photoLa ricerca, guidata da Teresa Liu-Ambrose (foto), ricercatrice principale del Centre for Hip Health and Mobility e del Brain Research Centre del VCH e della UBC, assieme a ricercatori del Dipartimento di Psicologia e Divisione di Medicina Geriatrica alla UBC, e del Dipartimento di Psicologia all'Università dello Iowa, è stata pubblicata il 23 aprile in Archives of Internal Medicine. Nell'arco di sei mesi, il team di studio ha seguito 86 donne anziane con probabile compromissione cognitiva lieve. Il trial randomizzato e controllato è il primo a confrontare l'efficacia dell'allenamento sia di resistenza che aerobico, per migliorare le funzioni cognitive esecutive necessarie per una vita indipendente - come attenzione, memoria, capacità di risolvere i problemi, e il processo decisionale. Lo studio ha anche valutato l'effetto di entrambi i tipi di esercizio sulle prestazioni della memoria associativa e la corrispondente plasticità cerebrale funzionale.


Entrambi i tipi di esercizio sono stati effettuati due volte alla settimana per sei mesi. I partecipanti sono stati valutati con una serie di test cognitivi ed è stata valutata la plasticità del cervello utilizzando la risonanza magnetica funzionale. I risultati hanno mostrato che l'allenamento di resistenza ha migliorato significativamente le funzioni cognitive esecutive, le prestazioni della memoria associativa, e la plasticità funzionale del cervello. Al contrario di precedenti studi negli anziani sani, l'allenamento aerobico non ha dimostrato alcun effetto significativo sulla funzione cognitiva e sulla plasticità cerebrale.


"Si discute molto se la funzione cognitiva può essere migliorata una volta che c'è notevole compromissione", dice Liu-Ambrose. "Quello che mostrano i nostri risultati è che l'allenamento di resistenza può effettivamente migliorare sia le prestazioni cognitive che la funzionalità del cervello. Ciò che è fondamentale è che la formazione migliora due processi che sono altamente sensibili agli effetti dell'invecchiamento e della neurodegenerazione (la funzione esecutiva e la memoria associativa), funzioni che sono spesso compromesse nelle fasi iniziali dell'Alzheimer".


Questo lavoro si basa sul Brain Power Study dello stesso gruppo di ricerca, pubblicato nel numero di gennaio 2010 di Archives of Internal Medicine e a luglio 2011 nel numero di Neurobiology of Aging, che ha dimostrato che 12 mesi di allenamento una o due volta la settimana di sforzo progressivo, migliora le funzioni cognitive esecutive e la plasticità funzionale del cervello nelle donne sane di età compresa tra 65 e 75 anni e fornisce benefici duraturi. In concomitanza con lo studio, il team ha sviluppato e lanciato un video informativo su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=vG6sJm2d4oc riguardo gli esercizi di allenamento alle resistenza usati nello studio.


"L'esercizio fisico è attraente come strategia di prevenzione per la demenza in quanto è universalmente accessibile e conveniente", afferma Liu-Ambrose, che è anche professore assistente nel Dipartimento di Terapia Fisica della UBC e alla Michael Smith Foundation for Health Research e studiosa del CIHR New Investigator. "Con lo sviluppo di questo video di YouTube possiamo contribuire a portare i nostri risultati direttamente alla popolazione anziana e agli istruttori di fitness che lavorano con loro".


Il declino cognitivo tra gli anziani è un problema pressante di assistenza sanitaria per questa provincia. Il numero di anziani in British Columbia (Canada) è previsto in aumento del 220 per cento entro il 2031, pari al 23,5 per cento della popolazione della provincia. Sono essenziali strategie efficaci per prevenire il declino cognitivo e per migliorare la qualità della vita degli anziani dalla British Colombia e per salvare milioni di dollari del sistema sanitario per i costi associati.


Il finanziamento di questa ricerca è stato dato dalla Pacific Alzheimer's Research Foundation e da infrastrutture di supporto della Canada Foundation for Innovation.

 

 

 

 

*************************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

************************
Fonte: Materiale della University of British Columbia.

Riferimento: LS Nagamatsu, TC Handy, CL Hsu, M. Voss, T. Liu-Ambrose. Resistance Training Promotes Cognitive and Functional Brain Plasticity in Seniors With Probable Mild Cognitive Impairment. Archives of Internal Medicine, 2012; 172 (8): 666 DOI: 10.1001/archinternmed.2012.379

Pubblicato in ScienceDaily il 23 Aprile 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright:
Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

Notizie da non perdere

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)