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Ricerche

Lezioni di violino toccano il tasto giusto dei malati di Alzheimer

vienna 2011 656Pazienti di Alzheimer, o comunque con funzioni cognitive limitate, che non avevano mai suonato il violino hanno mostrato il potenziale non solo per imparare a suonare lo strumento, ma miglioramenti visibili di umore e di funzione neuropsichiatrica in relazione all'apprendimento dell'abilità, secondo una presentazione a Houston, alla 62aConvenzione Annuale dell'American Medical Student Association.

La ricerca è stata un piccolo studio che ha coinvolto 15 pazienti, ma rappresenta un'aggiunta interessante all'insieme di prove sui potenziali benefici della musicoterapia per le persone con Alzheimer.


Per lo studio, William Kang, studente di medicina di terzo anno alla University of Central Florida di Orlando, ha diviso una coorte di 15 pazienti con Alzheimer in 2 gruppi: un gruppo di controllo di 7 pazienti che hanno seguito due volte alla settimana sessioni di musicoterapia "passiva", che coinvolge solo l'ascolto di musica di violino, e un gruppo di intervento di 8 pazienti che hanno partecipato a sedute bisettimanali di lezioni didattiche di violino in aggiunta alla musicoterapia passiva.


Nessuno dei pazienti aveva suonato il violino prima. Le lezioni sono state impartite da Kang, egli stesso un ex-violinista professionista. "Ho suonato in case di cura di tanto in tanto e mi piaceva molto, quindi sono abituato a questo pubblico", ha detto. Quattro dei pazienti, con punteggi di Mini-Mental State Exam (MMSE) da 7 (danno grave) a 28 (lieve disturbo di memoria), erano in grado di acquisire la competenza, compreso pizzicare le corde e tenere l'arco con l'assistenza, 2 erano in grado di produrre suoni e 1, con un punteggio MMSE di 22, è stato in grado di imparare a suonare il brano "Twinkle, Twinkle, Little Star".


Sebbene i risultati qualitativi tra i 2 gruppi dopo 8 settimane non fossero statisticamente significativi, Kang ha detto che numerose osservazioni sono state sorprendenti:

  • Per prima cosa, i risultati hanno indicato che i pazienti nel gruppo di intervento erano in grado di imparare a suonare il violino. "Abbiamo imparato che i malati di Alzheimer possono imparare a suonare il violino", ha detto a Medscape Medical News. "Anche una persona con un punteggio MMSE inferiore a 15 è stato in grado di imparare in una certa misura".
  • In secondo luogo, coloro che stanno imparando il violino dimostrano migliori capacità in relazione ai compiti quotidiani, come ricordare nomi e volti. Nell'esempio più significativo, un paziente ha ricordato il nome di un infermiere che aveva dimenticato da tempo. "Aveva avuto lo stesso infermiere per 10 anni senza riuscire a ricordarne il nome, ma dopo solo 3 settimane di esercizio con il violino, ha salutato l'infermiera una mattina con il suo nome", ha detto Kang.
  • In terzo luogo, i pazienti che hanno ricevuto lezioni di violino hanno evidenziato miglioramenti osservabili dell'umore, della memoria e della cognizione. "Gli infermieri, le famiglie, i medici, e io stesso, abbiamo osservato miglioramenti di umore e di energia e minore agitazione", ha detto Kang. "I pazienti con sindrome del tramonto e fuori controllo, per esempio, sono stati in grado di calmarsi e migliorarsi cognitivamente dopo appena 8 settimane, un tempo relativamente breve".


Kang ha osservato che gli studi precedenti che coinvolgono la musicoterapia nei malati di Alzheimer avevano dato risposte più fondamentali, come ascolto, battere le mani, e seguire un ritmo, ma non è a conoscenza di altre ricerche che valutano gli effetti dell'imparare a suonare uno strumento musicale complesso. Ipotizza che la natura stessa del violino potrebbe avere una parte importante dell'equazione, offrendo forse sfide diverse dall'imparare a suonare un sassofono. "Credo che la difficoltà del violino sia il fattore più importante", ha detto Kang. "Si deve considerare che col violino si utilizzano i sensi uditivo, visivo, vibrazionale, senso di dolore e di temperatura, auto-ascolto e un senso emozionale. Every song they play has an emotional quality. Ogni canzone che si suona ha una qualità emotiva. Precedenti studi hanno anche mostrato un aumento del corpo calloso, che collega gli emisferi cerebrali destro e sinistro, in relazione alla musica".


Il famoso neurologo e scrittore Oliver Sacks, MD, ha scritto molto sul modo profondo e affascinante che la musica risuona nei malati di demenza e Alzheimer. In un'intervista del 2007 al National Public Radio sul suo libro Musicophilia, il dottor Sacks ha descritto un paziente di Alzheimer che "non ha idea di cosa faceva per vivere o di quello che ha fatto 10 minuti fa", ma che "ricordava la parte baritonale di quasi tutte le canzoni che abbia mai cantato .... La musica è una delle uniche cose che lo tiene a contatto col mondo".


Secondo la psichiatra Angela Scicutella, MD, PhD, professore associato di psichiatria e scienze comportamentali all'Albert Einstein College of Medicine nel Bronx a New York, e membro della American Academy of Neurology, uno dei motivi per cui i malati di Alzheimer rispondono alla musica potrebbe essere che la parte del cervello che comprende la musica non è il primo obiettivo della malattia ad essere colpito. "Si ritiene che l'elaborazione della musica coinvolga i circuiti frontali sottocorticali", ha detto la Dssa Scicutella. "La corteccia orbitofrontale è importante nelle interazioni sociali, e la corteccia prefrontale mediale è importante per l'attenzione e la motivazione del comportamento umano. Queste aree, che sono più coinvolte negli aspetti emotivi del comportamento umano, di solito sono conservate fino a più tardi nel corso della demenza di Alzheimer, in contrasto con l'ippocampo e la corteccia entorinale, che sono coinvolte nella memoria di fatto e sono le prime aree ad essere danneggiate dalla patologia dell'Alzheimer". Di conseguenza, questi circuiti corticali / sottocorticali, che attingono ad aree cerebrali relativamente preservate, possono servire come un altro percorso per l'apprendimento".


La musica ha una capacità unica di coinvolgere i pazienti su più livelli, rendendola molto utile a livello terapeutico, ha aggiunto. "La musica può essere in grado di beneficiare i malati di Alzheimer perché aumenta l'eccitazione e l'attenzione, che può consentire loro di codificare le informazioni e migliorarne il richiamo". La Dssa Scicutella ha spiegato che è spesso utile usare la musica come esercizio di partecipazione, sia che si impari a suonare uno strumento o semplicemente che si cantino alcune vecchie canzoni preferite. "Vorrei suggerire di coinvolgere il paziente in qualunque musica che la persona amava prima della diagnosi di demenza o la musica che era popolare in gioventù / adolescenza /20 anni", ha detto. "Coinvolgere i pazienti nella partecipazione attiva, come un coro, o suonare uno strumento semplice come cimbali o tamburi è preferibile alle attività passive, dove sono solo seduti in un pubblico che ascolta la musica".

 

Mr. Kang e la Dssa Scicutella non hanno rivelato alcuna relazione finanziaria rilevante.

Medscape Medical News © 2012 WebMD, LLC Medscape Medical News © 2012 WebMD, LLC - Foto di Giorgio Meneuzzi

 

 

 

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Fonte: American Medical Student Association (AMSA) 62nd Annual Convention: Abstract 20. Presentato 9 marzo 2012.

Pubblicato da Nancy A. Melville in Medscape News Today il 4 Aprile 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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