Esperimento innovativo con robot migliora la cura della demenza e gli esiti dei pazienti

SMH robotic cat and dogFoto: SMH

Uno studio clinico innovativo che ha esaminato se gli animali domestici robotizzati possono migliorare gli esiti degli anziani ospedalizzati affetti da demenza ha fornito risultati significativi che hanno implicazioni di vasta portata per gli ospedali a livello nazionale.


Lo studio durato un anno, guidato dalla ricercatrice Joanna D’Elia MSN/RN/GERO-BC/CPHQ, specialista in qualità infermieristica del Sarasota Memorial Hospital, e supervisionato dal gruppo di ricerca del Kolschowsky Research and Education Institute dei SMH, è uno dei primi negli Stati Uniti a testare i benefici degli animali domestici robotici come approccio complementare e non farmacologico alla cura della demenza nell'ambito ospedaliero di assistenza acuta.


Infermiera specializzata da tempo nella cura dei pazienti geriatrici, la D'Elia ha visto in prima persona quanto i ricoveri ospedalieri possano essere disorientanti e sconvolgenti per le persone con demenza, spesso aumentando il rischio di delirium e prolungando il recupero. “Volevo trovare un modo per coinvolgere i pazienti con demenza e offrire loro compagnia in ospedale, qualcosa che andasse oltre lo stare seduti in una stanza, focalizzati esclusivamente sulle cure mediche”.


Deb Kabinoff, del consiglio di amministrazione della Sarasota Memorial Healthcare Foundation, che ha finanziato personalmente lo studio, ha detto: "Dopo aver acquistato e venduto due società di software, il mio obiettivo filantropico è sempre stato quello di sostenere idee e tecnologie innovative. Ciò che ha reso questo progetto così avvincente non è stata solo la tecnologia, ma la mia conoscenza degli effetti confortanti che un animale domestico può avere e del loro potenziale nel calmare i pazienti affetti da demenza quando si trovano in un ambiente così sconosciuto”.


Lo studio era randomizzato, con circa la metà dei pazienti anziani con demenza da lieve a moderata idonei a partecipare che hanno ricevuto un animale domestico robotico in aggiunta alla cura standard. Quelli del gruppo degli animali domestici robotici potevano scegliere un gatto o un cane, che hanno tenuto per tutta la degenza ospedaliera e portato a casa al momento della dimissione. Gli animali interattivi si muovono ed emettono suoni quando vengono toccati: ad esempio, il gatto sbatte le palpebre, miagola e fa le fusa, mentre il cane sbatte le palpebre, abbaia e scodinzola.


Rispetto a un gruppo di controllo di pazienti anziani con demenza da lieve a moderata che hanno ricevuto solo cura standard, i ricercatori hanno affermato che quelli con gli animali domestici robotici hanno sperimentato benefici significativi, inclusi meno cali della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, meno episodi che possono portare a rischi di caduta, degenze ospedaliere più brevi e una maggiore probabilità di tornare a casa piuttosto che alla vita assistita o all’assistenza infermieristica qualificata dopo il ricovero.


"Abbiamo ricevuto reazioni estremamente positive dai familiari e dal personale ... e abbiamo imparato che la compagnia e i momenti di gioia possono fare una differenza significativa durante una degenza ospedaliera", ha affermato la D'Elia.


Una volta completata la sperimentazione, il team del Sarasota Memorial prevede di condividere i risultati finali ed esplorare opportunità per espandere l’uso degli animali domestici robotici in aree diverse. I risultati dello studio si aggiungeranno a un corpo crescente di ricerche che evidenziano il valore di strategie innovative a supporto della cura della demenza.

 

 

 

 


Fonte: Sarasota Memorial Health Care System (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)