Mappate alterazioni genetiche nell'Alzheimer sporadico ad esordio precoce in aree cruciali del cervello

Up down regulated genes in AD by Liu et al sciadvNumero di geni sovra- o sotto-espressi in ciascun tipo di cellula in ciascuna regione del cervello. Fonte: Liu et al / Sci Adv

Un nuovo studio guidato dai ricercatori della University of Texas di Houston (USA), pubblicato su Science Advances, ha esaminato sia l'espressione genica che la regolazione a livello di singola cellula per rivelare rotture nella funzione genetica in tre regioni cerebrali di pazienti con morbo di Alzheimer (MA) sporadico ad esordio precoce.


Solo circa il 5-10% dei pazienti con MA hanno meno di 65 anni e, di questi, il 10% presenta mutazioni nei geni APP, PSEN1 e PSEN2, che sono associati alla malattia. Il restante 90% è classificato come MA sporadico ad esordio precoce, una forma rara e aggressiva della malattia che inizia prima dei 65 anni. Il legame genetico nel MA ad esordio precoce è in gran parte non identificato, e rappresenta una popolazione significativa ma poco studiata.


"Abbiamo concentrato questo studio su quelli con MA sporadico ad esordio precoce perché c'è così tanto che non sappiamo al riguardo", ha affermato Zhongming Zhao PhD/MS, professore e presidente di Precision Health alla UT. "Gli studi precedenti si erano generalmente concentrati sulle cellule di una sola regione del cervello del MA ad esordio tardivo; stiamo impiegando una nuova tecnologia a cellula singola per mappare i geni in tre regioni del cervello. E per la prima volta abbiamo una visione molto dettagliata di quei segnali molecolari e delle regolazioni genetiche nelle specifiche regioni del cervello in tipi specifici di cellula".


I ricercatori hanno usato tecniche multiomiche avanzate a nucleo singolo per studiare il cervello affetto da MA a esordio precoce. Questa tecnica isola il nucleo di ciascuna cellula in modo che i ricercatori possano studiare gli strati di informazioni biologiche e costruire un quadro di come i geni sono regolati ed espressi in specifici tipi di cellule.


Con questa tecnica, i ricercatori hanno analizzato le tre regioni del cervello implicate in modo cruciale nella progressione della malattia. La ricerca precedente si concentrava solo su una regione, la corteccia prefrontale. I ricercatori hanno anche analizzato oltre 76.000 nuclei – i centri delle cellule che fungono da sale di controllo – della corteccia prefrontale, della corteccia entorinale e dell’ippocampo.


"In questo studio, volevamo includerle tutte e tre e poi confrontarle per vedere quali segnali sono coerenti e quali segnali sono unici nelle tre regioni del cervello a livello di singola cellula. Questo è ciò che rende questo lavoro significativo; non è mai stato fatto prima per questo contesto di malattia", ha affermato Andi Liu PhD, assistente di ricerca alla UT.


Secondo lo studio, i geni all'interno della corteccia entorinale e dell'ippocampo presentano le distruzioni più gravi, coerenti con il loro coinvolgimento sintomatico nel MA sporadico ad esordio precoce. Il team ha scoperto malfunzionamenti nei geni che fungono da 'interruttori' per il comportamento cellulare. Hanno identificato due interruttori genetici chiave: uno nelle cellule di supporto chiamate astrociti (RFX4) e un altro nelle cellule immunitarie del cervello chiamate microglia (IKZF1). Questi interruttori controllano i geni che influenzano il modo in cui le cellule cerebrali comunicano e il modo in cui risponde il sistema immunitario del cervello.


Hanno scoperto che i percorsi cellulari usati per mantenere la neuroinfiammazione e le giunzioni in cui i neuroni comunicano utilizzando segnali elettrici o chimici erano alterati in presenza di agenti patogeni del MA. Lo studio ha anche studiato le cellule gliali, che supportano le cellule cerebrali, e gli astrociti, che producono infiammazione per uccidere batteri e virus, ma possono uccidere accidentalmente le cellule cerebrali quando rispondono alle placche amiloidi.


Mentre alcuni dei risultati sono in linea con la progressione del MA ad esordio tardivo, hanno scoperto che la malattia sporadica ad esordio precoce mostrava modelli unici, comprese vulnerabilità condivise con condizioni come la schizofrenia e il disturbo bipolare. Lo studio evidenzia potenziali bersagli terapeutici per i medici, che possono quindi puntare a ripristinare la normale regolazione genetica e la comunicazione intercellulare, aprendo la strada ad approcci di precisione nella ricerca sul MA.

 

 

 


Fonte: Sydney Lowther in University of Texas (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: A Liu, [+13], Z Zhao. Single-nucleus multiomics reveals the disrupted regulatory programs in three brain regions of sporadic early-onset Alzheimer’s disease. Sci Adv, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)