In stereo: i neuroni cambiano marcia tra i pensieri, usando i ritmi cerebrali

human brainwaves chart

Il cervello mappa costantemente il mondo esterno come un GPS, anche quando non lo sappiamo. Questa attività si presenta sotto forma di piccoli segnali elettrici inviati tra i neuroni, le cellule specializzate che comunicano tra loro per aiutarci a pensare, muoverci, ricordare e sentire. Questi segnali spesso seguono modelli ritmici chiamati 'onde cerebrali', dalle theta più lente alle gamma più veloci, che aiutano a organizzare il modo in cui il cervello elabora le informazioni.


Comprendere come i singoli neuroni rispondono a questi ritmi è la chiave per sbloccare il modo in cui funziona il cervello in termini di navigazione in tempo reale e come può essere influenzato dalla malattia. Un nuovo studio eseguito alla Florida Atlantic University di Boca Raton (Florida) e da collaboratori del Centro Medico Erasmus di Rotterdam (Olanda) e dell'Università di Amsterdam, ha scoperto una sorprendente capacità delle cellule cerebrali nell'ippocampo di elaborare, codificare e rispondere alle informazioni provenienti contemporaneamente da diversi ritmi cerebrali.


La ricerca, pubblicata in PLOS Computational Biology, rivela come un singolo neurone può passare tra picchi singoli e raffiche rapide a seconda delle sue proprietà interne e dell'attività elettrica continua del cervello, un fenomeno che i ricercatori hanno definito 'interleaved resonance' (risonanza interlacciata). Questa scoperta offre una nuova comprensione di come il cervello organizza pensieri per navigare, ricordare e comportarsi e può avere importanti implicazioni per le condizioni neurologiche implicate nella memoria spaziale e nell'apprendimento come epilessia, Alzheimer e schizofrenia.


Lo studio si è concentrato sui neuroni piramidali CA1, un tipo di cellula cerebrale cruciale per la formazione della memoria e per la navigazione spaziale, come capire dove siamo e come arrivare da un posto all'altro. Queste cellule comunicano sparando impulsi elettrici, sia come singoli picchi isolati che come raffiche rapide. Ogni modalità di sparo porta tipi diversi di informazioni ed è associata a contesti comportamentali specifici. Fino ad ora, erano poco chiari i fattori che determinano quando e come questi neuroni passano tra le varie modalità.


Attraverso la modellazione computazionale avanzata e scansioni dell'attività cerebrale reale con coloranti sensibili alla tensione, i ricercatori hanno dimostrato che i neuroni possono rispondere sia agli stimoli di onde cerebrali theta (lente) che gamma (veloci) allo stesso tempo, ma in modi diversi. Il risultato è una forma di doppia codifica, in cui un neurone usa le raffiche per risuonare con le onde theta e i singoli picchi per risuonare con le onde gamma, entrambe incorporate contemporaneamente nello stesso segnale elettrico.


"I nostri modelli mostrano che un singolo neurone può comportarsi come una radio multi-banda, sintonizzandosi a diverse frequenze e cambiando il suo comportamento di conseguenza", ha affermato Rodrigo Pena PhD, autore senior, assistente professore di scienze biologiche. "È un sistema molto più flessibile e potente di quanto si immaginava finora".


Il team ha scoperto che questo comportamento è influenzato dalle impostazioni interne del neurone, in particolare, i livelli di tre correnti guidate da ioni: sodio persistente, raddrizzatore ritardato di potassio e corrente attivata dall'iperpolarizzazione. Regolando queste conduttanze interne, i neuroni possono spostare le loro preferenze di risonanza tra le onde theta e gamma e tra sparo singolo e a raffica. Inoltre, i neuroni avevano maggiori probabilità di sparare raffiche dopo lunghi periodi silenziosi, introducendo un elemento dipendente dal tempo su come le informazioni sono codificate.


"Questa capacità di 'codice doppio' offre una nuova prospettiva su come il cervello organizza e trasferisce in modo efficiente informazioni e potrebbe avere ampie implicazioni per le condizioni neurologiche in cui i ritmi cerebrali sono interrotti", ha affermato Pena. "Se i neuroni non sparano o sono incapaci di passare da singoli picchi a raffiche in modo appropriato, ciò potrebbe interferire con il modo in cui si formano i ricordi o come è diretta l'attenzione. Se comprendiamo come i neuroni si adattano naturalmente a diversi ritmi cerebrali, allora possiamo iniziare a pensare a come ripristinare quella flessibilità in condizioni in cui è persa".


I risultati hanno anche fatto luce su domande di lunga data nelle neuroscienze, incluso come si forma la memoria spaziale nell'ippocampo, e sottolineano la complessità e l'adattabilità del cervello. Ricerche precedenti avevano dimostrato che i ritmi theta e gamma influenzano quando e come i neuroni sparano mentre un animale si muove nello spazio. Questo nuovo lavoro mostra che i neuroni non sono bloccati in una modalità di sparo, ma possono cambiare dinamicamente la loro risposta a seconda dello stimolo esterno e del loro ambiente elettrico interno. In altre parole, un singolo neurone non si limita a inviare solo un tipo di segnale, può gestire più livelli di informazioni a seconda del contesto.


"I blocchi di costruzione del cervello sono molto più dinamici di quanto si pensava", ha detto Pena. "Un neurone può seguire contemporaneamente diversi ritmi cerebrali, adattando i suoi schemi di sparo per soddisfare le esigenze del momento. Questa scoperta non solo fa avanzare la nostra comprensione di come funziona il cervello, ma un giorno potrebbe aiutare a guidare i trattamenti volti a ripristinare la funzione neurale sana quando le cose vanno male".

 

 

 


Fonte: Gisele Galoustian in Florida Atlantic University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: CC Ceballos, [+2], RFO Pena. Interleaved single and bursting spiking resonance in neurons. PLOS Comp Biol, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)