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Rapporti e studi

Quasi metà dei caregiver di anziani con demenza soffrono di angoscia

Quasi metà dei caregiver di anziani con demenza soffrono di angoscia

I caregiver non retribuiti di anziani con demenza hanno maggiori probabilità di provare angoscia e passano più tempo a fornire assistenza, rispetto ai caregiver di altri anziani.


Queste informazioni, e altre, sono contenute in Dementia in Canada, un nuovo rapporto digitale del Canadian Institute for Health Information (CIHI), che mette in evidenza le varie sfide coinvolte nell'assistenza agli anziani con demenza, comprese quelle affrontate dai caregiver non retribuiti.


La maggior parte degli anziani con demenza in Canada vive a casa, e ha bisogno di sostegno per farlo, motivo per cui il ruolo dei caregiver non retribuiti è così importante. I dati rivelano quanto segue:

  • I figli e i coniugi assumono prevalentemente il ruolo di caregiver per gli anziani con demenza (rispettivamente il 58% e il 32%).
  • Il 45% dei caregiver di anziani con demenza provano angoscia, rispetto al 26% dei caregiver di altri anziani.
  • I caregiver non retribuiti di anziani con demenza trascorrono in media 26 ore alla settimana prestando assistenza, rispetto alle 17 ore dei caregiver di altri anziani.

 

"Sulle persone che vivono con demenza, e in una certa misura sulla loro famiglia, viene messo un mantello dell'invisibilità. Le persone evitano il contatto visivo, evitano la conversazione e lottano con il loro imbarazzo e il loro dolore. Dobbiamo cambiare questo: abbiamo bisogno di comunità forti che diano supporto alle persone per restare a casa il più a lungo possibile, a rimanere radicate nella loro famiglia".

- Catherine Ann, caregiver

"I caregiver non retribuiti dedicano così tanto tempo ed energie ad aiutare il loro caro a mantenere la sua qualità di vita nel lungo decorso di questa malattia. Vediamo che i caregiver degli anziani con demenza affrontano sfide significative, specialmente con il progredire della malattia. Speriamo che il nostro rapporto possa contribuire a stimolare la conversazione su come supportare meglio queste persone, che svolgono un ruolo così importante nei sistemi di assistenza sanitaria".

- Kathleen Morris, Vicepresidente, Ricerca e analisi

 

Impatto della demenza

La Public Health Agency of Canada (PHAC), che ha collaborato strettamente con il CIHI su questo rapporto, stima che oltre 402.000 anziani in Canada (il 7,1% di tutti gli over-65, escluso il Saskatchewan), soffrano di demenza; due terzi sono donne.


L'aumento generale della popolazione canadese di over-65 è un fattore determinante per l'aumento del numero di anziani con demenza nel paese. Il numero di anziani con demenza è aumentato dell'83% tra il 2002 e il 2013. I dati del PHAC mostrano che vengono diagnosticati circa 76.000 nuovi casi di demenza ogni anno in Canada, ovvero circa 14,3 nuovi casi ogni 1.000 over-65.

"Queste statistiche dimostrano l'impatto significativo e crescente della demenza sulla società canadese. Questo è il motivo per cui il governo del Canada ha reso prioritario lavorare con le parti interessate e i partner di tutto il paese per adeguare la strategia nazionale sulla demenza. La collaborazione, le prove e i consigli condivisi, compreso quanto abbiamo ascoltato alla Conferenza Nazionale sulla Demenza del mese scorso, porrà il Canada nella posizione di fornire il miglior supporto possibile e la migliore qualità di vita alle persone con demenza, le loro famiglie e quelli che si prendono cura di loro"

- Onorevole Ginette Petitpas Taylor, Ministro della salute

 

La demenza nel continuum di cura

Il rapporto descrive le differenze di assistenza vissute dagli anziani con e senza demenza. Sono inclusi i dati sugli ambienti come l'assistenza domiciliare, l'assistenza a lungo termine e l'assistenza ospedaliera.

Alcuni dati cruciali:

  • Il 61% degli anziani con demenza vive a casa. La maggior parte di loro richiede supporto per renderlo confortevole.
  • Nell'assistenza a lungo termine, gli anziani con demenza hanno maggiori probabilità di essere limitati fisicamente (9% contro 3%) e di ricevere antipsicotici potenzialmente inappropriati (27% contro 11%) rispetto agli ospiti senza demenza.
  • Gli anziani con demenza trascorrono più tempo nei pronto soccorso, hanno tassi di ospedalizzazione più elevati e subiscono più danni in ospedale.

 

Riflettori puntati sui problemi

Il rapporto contiene inoltre informazioni sulla preparazione dei medici di famiglia, sull'impatto delle cadute, sull'accesso alle cure palliative, sulla demenza giovanile, sulla prevenzione e trattamento e sui caregiver non retribuiti. I punti salienti di questi argomenti sono i seguenti:

  • Solo 2 medici canadesi su 5 si sentono ben preparati a gestire la cura dei loro pazienti con demenza.
  • Sono meno gli anziani con demenza che ricevono cure palliative e servizi di fine vita rispetto agli anziani senza demenza.
  • Le ospedalizzazioni per le cadute di anziani con demenza sono circa del 23% di più nei quartieri a basso reddito rispetto alle aree più ricche.
  • Il 3% dei casi di demenza viene diagnosticato prima dei 65 anni (esordio precoce). I canadesi con demenza precoce possono avere di fronte più stigma legato alla malattia e hanno delle difficoltà uniche perché probabilmente stanno ancora lavorando.

 

 

 


Fonte: Canadian Institute for Health Information (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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