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Esperienze e opinioni

Se un impostore? Perché il tuo caro con demenza non ti riconosce più?

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Nel mio ultimo articolo ho scritto dei motivi per cui alcune persone con demenza sviluppano allucinazioni e illusioni. In questo articolo vorrei discutere alcuni altri problemi visivi inquietanti che ci possono essere nella demenza.

 

 

La persona cara può pensare che sei qualcun altro, o semplicemente non riconoscerti affatto

Tra i sintomi più angoscianti della demenza ci può essere il fatto che la persona cara non ti riconosce o pensa che sei qualcun altro. Anche se è incredibilmente inquietante, ricorda che è la demenza a provocare questi sintomi, di solito a causa di problemi di visione o di memoria, o entrambi.


Una possibilità è che la rappresentazione di te nella memoria del tuo caro è di molto tempo fa, a causa del deterioramento del suo ippocampo o della corteccia, e ora hai un aspetto diverso, perché sei più anziano. Un'altra possibilità è che la sua rappresentazione di te sia accurata, ma ti veda in modo distorto a causa di una disabilità visiva. In entrambi i casi, l'immagine di te che sta vedendo non corrisponde alla sua rappresentazione di te immagazzinata nella sua memoria.


Perché potrebbe pensare che sei qualcun altro? Se la sua rappresentazione di te è di anni prima, prima che avessi i capelli grigi, per esempio, può essere che l'immagine che sta vedendo di te con i capelli grigi in realtà corrisponda meglio alla sua rappresentazione di suo padre, e così quando ti vede pensa che tu sei suo padre. Questo errore sarebbe particolarmente probabile se, a causa dei problemi di memoria, lei pensa di essere ancora giovane e che non ha un coniuge o figli.

 

 

La persona cara crede che sei stato sostituito da un impostore

Un altro sintomo doloroso può esserci quando la persona cara pensa che sei stato in qualche modo sostituito da un impostore. Anche se bizzarra, questa illusione non è rara nella demenza. Di solito si tratta di una combinazione di problemi al cervello che colpiscono non solo la memoria e la visione, ma anche la motivazione e l'emozione.


La demenza danneggia il collegamento tra i lobi occipitali e il centro emotivo del cervello, l'amigdala. Quindi, anche se l'immagine di te è percepita correttamente, il legame emotivo con l'immagine si perde e, per la persona cara, è come vedere uno sconosciuto che ti assomiglia appena. Sembra poco realistico essere stato sostituito da un impostore? Hai ragione, è per questo che i lobi frontali, il centro del  ragionamento del cervello, devono essere danneggiati dalla demenza perché ci sia questo tipo di illusione.

 

 

Quando i sintomi visivi sono il primo e più importante problema

Infine, alcuni individui con demenza hanno problemi visivi come sintomo più evidente, mentre le altre funzioni cognitive, come la memoria, il linguaggio e il comportamento, sono più o meno a posto.


Se questa descrizione si confà alla persona cara, potresti avere sentito il termine 'atrofia corticale posteriore', che non è una malattia in sé, ma è un modo utile per descrivere il problema delle persone con demenza che hanno questi tipi di problemi visivi come sintomi più prominenti. Il nome deriva dal fatto che è la parte posteriore del cervello la più colpita.

 

 

Domanda chiave:

  • D: Metà del tempo mia moglie pensa che io sia suo padre o suo fratello, e l'altra metà mi riconosce, ma non crede che io sia quello vero! Cosa sta succedendo?

    R: Questi sintomi inquietanti sono comuni nella demenza. La cosa importante da ricordare è che essi derivano dalla demenza che colpisce molte parti del cervello in una sola volta. Parleremo di alcune strategie per aiutare a far fronte a questi problemi in articoli successivi. Assicurati inoltre che siano corretti eventuali suoi problemi agli occhi; la persona cara avrà difficoltà a riconoscerti se non ti vede chiaramente.



Nel prossimo articolo inizierò a discutere perché ci sono comportamenti problematici nella demenza.

 

 

 


Fonte: Andrew Budson MD, professore di neurologia alla Boston University, docente di neurologia ad Harvard

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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