Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Dieci modi per rallentare il declino mentale dell'età

leafy greens Meredith Miotke for NPRGrafica: Meredith Miotke per NPR

Il cervello di solito si deteriora in modo furtivo. Quando ce ne accorgiamo, è già troppo tardi. Invecchiando, sempre più spesso iniziamo a fare domande come "Dove ho messo le chiavi della macchina?", "Perché sono venuta al negozio?", "Mi dici ancora il tuo nome?".


La maggior parte di noi anziani ha dovuto fare queste domande, e sembra che accada più spesso quando invecchiamo. Non possiamo far tornare indietro il nostro orologio biologico, ma ci sono cose che gli anziani possono fare per ridurre il ritmo del declino mentale. Il tempo di agire è mentre sei ancora relativamente giovane.


Ho decicato la mia carriera allo studio del cervello e alla letteratura sulla ricerca comportamentale, e so che alcune di queste ricerche sono rilevanti per i problemi di memoria di tutti i giorni. Ho imparato che quando invecchiamo, a partire dall'inizio della mezza età, molti di noi sperimentano un deterioramento del cervello che progredisce silenziosamente nei successivi dieci anni, finendo a volte in una senilità devastante.


In termini comportamentali, l'invecchiamento può rallentare i riflessi. Cammini e agisci più lentamente. Parli anche più lentamente. La nostra memoria inizia a fare cilecca, specialmente la forma a breve termine che è così cruciale per l'apprendimento di nuove cose.


Ora che la tecnologia di scansione del cervello è ampiamente disponibile, i medici hanno scoperto che il cervello di solito si restringe quando le persone invecchiano. Il restringimento aumenta lo spazio tra la superficie del cervello e il cranio. Le cavità che contengono il liquido cerebrospinale diventano più grandi. Tratti nervosi nel cervello si restringono, lasciando persino buchi nel cervello.


Gli 'alberi dendritici' avvizziscono e ci sono conseguenze importanti perché i dendriti sono i terminali dei neuroni che formano i punti di contatto e la loro perdita riduce i circuiti cerebrali. Potresti anche perdere il 40% o più dei tuoi neuroni della dopamina e questo potrebbe portare al Parkinson


Per gli individui che invecchiano, la sfida è ridurre il tasso di declino. Questo ha creato un settore anti-invecchiamento che sta crescendo, incentrato su vitamine e integratori anti-ossidanti, diete, attrezzature da palestra, programmi di allenamento mentale. La buona notizia è che alcune di queste cose funzionano se sono implementate all'inizio della mezza età.


Dato che il nostro paese ha così tanti baby boomer nella categoria over-50, sembra utile riassumere alcune cose che possono fare per prevenire o rallentare il declino della memoria man mano che invecchiano. Ecco una lista di 10 cose che penso siano particolarmente importanti per le persone che entrano nella mezza età.

 

1. Organizzati meglio. Molte cose che cerchiamo di ricordare non devono essere ricordate se ci organizziamo meglio. Le chiavi della macchina, ad esempio, dovrebbero essere SOLO nell'auto, nella tasca / borsa o nello stesso posto in casa. Idem per molti altri oggetti, come borsa, cappello, occhiali, ecc. La vita è molto più semplice quando si ha un posto per tutto, e tutto al suo posto. L'abitudine allevia la memoria.

 

2. Fai uno sforzo speciale per prestare attenzione, concentrati. La ricerca dimostra che l'invecchiamento riduce la capacità di una persona di concentrarsi e di prestare attenzione. Questo significa anche che gli anziani devono lavorare di più per filtrare le distrazioni, come quando apriamo la porta del frigorifero e dimentichiamo quello che stiamo cercando perché abbiamo pensato a qualcos'altro prima di aprire la porta. Il nuovo apprendimento deve essere consolidato per formare un ricordo duraturo, e questo richiede di dedicare un po' di tempo ininterrotto e ripetizioni coscienti subito dopo averlo imparato. Gli anziani sono particolarmente suscettibili ai ricordi temporanei spazzati via dalle distrazioni.

 

3. Sfìdati mentalmente. Cerca nuove esperienze, una vita sociale attiva e compiti mentalmente esigenti, come imparare una nuova lingua, giocare a scacchi o ottenere una laurea universitaria. Imparare cose nuove ha sempre il vantaggio di farti sentire bene con te stesso, e questo è particolarmente vero per gli anziani che realizzano cose che molte persone pensano di non poter fare. A proposito, c'è un'abbondante letteratura di ricerca che dimostra che una vita intera di apprendimento vigoroso aiuta a prevenire l'Alzheimer.

 

4. Riduci lo stress. Lo stress acuto ti aiuta ad essere vigile, a prestare attenzione e ad aumentare le possibilità di ricordare ciò che sta accadendo nel momento dello stress. Ma lo stress cronico, causato dallo stesso fattore o da fattori diversi di stress, disturba chiaramente la formazione e il richiamo del ricordo. Lo stress cronico e gli ormoni che rilascia riducono le sinapsi e possono effettivamente uccidere i neuroni e ridurre il cervello (che si restringe comunque con l'età e peggiora solo con lo stress cronico).

 

5. Mangia cibi con vitamine e antiossidanti. Assicurati di avere una dieta equilibrata. Gli integratori di solito non aiutano la memoria a meno che tu non abbia una carenza nutrizionale. Ma anche con una buona dieta, l'aggiunta di vitamine C, D ed E può essere d'aiuto. Numerosi studi di ricerca indicano un beneficio di memoria derivante dal consumo di cibi caricati di antiossidanti, tipo le bacche di colore scuro, come i mirtilli (specialmente a stomaco vuoto). Un altro potente antiossidante è un ingrediente del vino rosso, il resveratrolo, ma non c'è modo di assumerne abbastanza bevendo vino; tuttavia, gli integratori di resveratrolo sono ora sul mercato. Proprietà antiossidanti si trovano nella curcumina e nella melatonina. Ci sono anche prove che gli acidi grassi omega-3 e l'acido folico migliorano la memoria. I farmaci per migliorare la memoria sono in sviluppo, ma potrebbe essere necessario attendere un po' prima che la ricerca mostri quali funzionano veramente.

 

6. Non diventare obeso, specialmente in mezza età. La microscopia confocale rivela che ogni kg di grasso in più aggiunge circa un km e mezzo di vasi capillari. Ovviamente, tutti questi tubi vascolari aggiuntivi mettono a dura prova il cuore. Una dieta che produce nuovo grasso può contribuire all'indurimento delle arterie, che a sua volta aggrava il carico di lavoro del cuore. Le persone obese hanno di solito la pressione alta e altri fattori di rischio che coinvolgono il metabolismo.

L'obesità è una causa comune di diabete, che aggiunge il proprio pedaggio sui vasi sanguigni e sul cuore, così come sulle cellule nervose. Non c'è da stupirsi quindi che le persone obese possano sviluppare un deterioramento mentale. Il problema potrebbe essere peggiore nelle donne. Più pesa una donna, peggiore è la sua memoria. No, non sono un maiale sciovinista. Questa affermazione viene dalla ricerca reale, fatta proprio da una donna: Diana Kerwin e i suoi colleghi della Northwestern University hanno studiato 8.745 donne da 65 a 79 anni di età e hanno rilevato che per ogni aumento di un punto dell'indice di massa corporea, il punteggio su un test di memoria di 100 punti scende di un punto.

Una probabile causa di declino mentale nella maggior parte delle persone è la diminuzione di flusso nei piccoli vasi che sono facilmente ostruiti da colesterolo e lipidi o rotti dalla pressione alta. Questi 'mini-ictus' sono probabilmente abbastanza comuni man mano che invecchiamo e, sebbene non rilevati, causano danni cumulativi che incidono progressivamente sulle nostre capacità comportamentali e mentali. Le cellule cerebrali sono tra le più metabolicamente attive di tutte le cellule: alimentano costantemente impulsi elettrici e secernono quantità relativamente elevate di secrezioni (neurotrasmettitori). Il cervello consuma circa il 20% di tutto l'ossigeno del corpo, anche se pesa solo circa 1,5 kg.

Quando le cellule cerebrali muoiono o vengono danneggiate per qualsiasi motivo, i neuroni sani vengono aggrediti da sostanze chimiche infiammatorie, come le citochine, che vengono rilasciate dal sistema immunitario cellulare del cervello. I depositi di grasso non solo stressano il cuore, ma aumentano anche il numero di citochine, che sono gli ormoni che possono causare l'infiammazione. L'infiammazione cerebrale di solito è causata anche da infezioni come raffreddore e influenza e da diete carenti di antiossidanti.

 

7. Esercita il corpo. Anche se l'esercizio fisico non fa molto per causare la perdita di peso a meno che tu non sia un maratoneta o un campione di tennis, ha molti altri benefici (miglioramento della circolazione del sangue al cervello, miglioramento dei livelli di colesterolo HDL) che possono dare benefici diretti alla memoria e alla funzione cognitiva. Un intenso esercizio aerobico può migliorare la circolazione e forse il flusso di sangue nel cervello. Ma sembra che ci siano anche benefici alla memoria dall'esercizio, indipendenti dalla circolazione sanguigna. Non sappiamo perché. Forse il sollievo dallo stress e il miglioramento dell'umore sono fattori. Sappiamo che le emozioni positive aiutano la memoria, ma per ragioni sconosciute.

 

8. Esercita la memoria. Più ti impegni a memorizzare, più facile sembra esserlo. Pratica i trucchi di memorizzazione usati dagli 'atleti della memori' che descrivo nei miei libri. Descrivo i sistemi specifici basati su immagini ('sistemi peg') per eseguire prodezze di memoria sorprendenti, come il conteggio delle carte, il ricordo di lunghe stringhe di numeri e il ricordo del contenuto di ogni pagina di una rivista o di un libro.

 

9. Dormi molto. Molti studi mostrano che il cervello elabora gli eventi del giorno mentre si dorme e li consolida nella memoria. Questo tipo di ripetizioni 'scollegate' avvengono solo per le esperienze di apprendimento del giorno del sonno. Anche i pisolini aiutano! Sono buone notizie?

 

10. Credi nella capacità del tuo cervello di migliorare. Naturalmente, i buoni geni e la fortuna hanno molto a che fare con l'invecchiamento mentale. Ma i buoni geni e la fortuna sembrano essere più comuni nelle persone che fanno le nove cose di cui sopra. Troppi anziani si bevono il mito popolare che i cani vecchi non possono imparare nuovi trucchi. Si rassegnano al disfattismo. Ma la linea di fondo è che, a meno che tu non abbia l'Alzheimer, puoi migliorare la tua acutezza mentale. Invecchiare ha già abbastanza frustrazioni. Non aggravarle tollerando il declino mentale. Goditi un cervello migliore.

 

 

 


Fonte: William Klemm PhD, professore di neuroscienze alla Texas A & M University

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...