Il linguaggio del corpo per comunicare chiaramente con chi ha l'Alzheimer

Come l'Alzheimer progredisce, la comunicazione verbale diventa sempre più difficile. La malattia ha un effetto devastante sulla capacità del cervello di riconoscere e trattare il linguaggio verbale. La perdita della parola è considerata una delle 'componenti primarie' del declino cognitivo in coloro che convivono con l'Alzheimer.


Per chi si occupa di loro, sia come famigliare che come caregiver professionale, questo rende difficile la comunicazione, in particolare nelle fasi medio/tarde del morbo. Ma 'difficile' non è 'impossibile'. Infatti, ci sono modi non verbali per comunicare chiaramente con i malati di Alzheimer, di solito chiamati nell'insieme 'linguaggio del corpo'.


Ma c'è un ostacolo: pochi di noi sono veramente fluenti nel linguaggio del corpo. Quando stiamo crescendo, passiamo anni a imparare a leggere, parlare e scrivere, ma questo è tutto linguaggio verbale. La maggior parte di noi non ha imparato cos'è la postura aperta o come mantenere un contatto adeguato con gli occhi.


Quindi considerate questo articolo un corso intensivo sui motivi per cui il linguaggio del corpo è più potente di quanto si possa pensare, come i caregiver possono diventare più fluenti nel linguaggio non verbale e ciò che si può (e non si può) dire comunicando in questo modo.

 

Linguaggio del corpo essenziale nell'assistenza all'Alzheimer

Gli esseri umani imparano a leggere il linguaggio del corpo ben prima di dire la prima parola. E per le persone che stanno affrontando il problema di Alzheimer, la capacità di comprendere il linguaggio del corpo dura molto più a lungo della capacità di comprendere il linguaggio e lo scritto.


Quando il linguaggio verbale fallisce, coloro che soffrono di demenza, si rivolgono ad altri modi per dare un senso al loro ambiente. Consciamente o inconsapevolmente, iniziano a contare su altri segnali per interpretare il mondo e le persone con cui interagiscono. Se non riescono a seguire una conversazione, altri segnali (come le braccia incrociate, il tamburellare ansiosamente o una risata) diventano più importanti di quanto dicono. Se qualcuno di loro grida, non è quello che grida, ma il fatto che grida ad essere importante.


Poiché quelli con Alzheimer arrivano a contare sempre più sulla comunicazione non verbale, anche piccoli gesti - un leggero cambiamento nella postura, un sospiro tranquillo - possono diventare significativi e enfatizzati. Come caregiver, è importante che capiamo cosa dice il nostro linguaggio del corpo a coloro di cui ci occupiamo e come possiamo sfruttare il potere del linguaggio del corpo per confortare e comunicare con i destinatari della cura.

 

Linguaggio del corpo 101 per caregiver di Alzheimer

Non si diventa fluenti nel linguaggio del corpo dalla sera alla mattina. I dirigenti e i politici trascorrono anni a perfezionare i modi in cui comunicano non-verbalmente. Ma facendo uno sforzo cosciente per costruire e affinare le nostre capacità comunicative non verbali, è possibile comunicare più chiaramente ed efficacemente con gli assistiti.


Ecco alcuni dei modi fondamentali per migliorare la fluidità del tuo corpo come fornitore di cure di Alzheimer:

  • Contatto visivo. Mantieni il contatto visivo per comunicare che stai prestando attenzione a una persona che affronta l'Alzheimer. Non evitare il contatto visivo durante la conversazione. Così facendo trasmetti rigetto. Il contatto degli occhi dovrebbe avvenire a livello degli occhi o sotto, non sopra, perché dà l'impressione di dominanza.
  • Espressioni facciali. Sii sempre consapevole di ciò che stanno dicendo le tue espressioni facciali. Nella conversazione quotidiana, è facile dire una cosa, ma un sopracciglio sollevato o una torsione della bocca ne dicono un'altra. Quando queste espressioni sono l'unica cosa che il destinatario può capire, le parole usate non sono ciò che conta.
  • Postura aperta. Mantenere una postura aperta è una parte fondamentale del linguaggio del corpo. Una postura aperta - stare di fronte, il petto in avanti, no braccia o gambe incrociate - dice a una persona che sei concentrato su di lei, aperto alle sue preoccupazioni e impegnato con lei emotivamente.
  • Evitare tic e distrazioni. Piccoli tic e distrazioni possono dimostrare che sei agitato, arrabbiato o annoiato quando trascorri del tempo con una persona. Tamburellare sul bracciolo, far rimbalzare il ginocchio, controllare il telefono o fare più cose contemporaneamente può comunicare che non sei coinvolto lei.
  • Usa i gesti. Usare le mani e gli oggetti intorno a te per comunicare messaggi semplici può fare miracoli quando ti prendi cura di qualcuno con Alzheimer. Tuttavia, è importante non esagerare con i gesti, che possono agitare o confondere quelli con Alzheimer.

 

Uso del linguaggio del corpo per comunicare

Il linguaggio del corpo è uno strumento molto efficace per la comunicazione, ma è limitato. Quindi è importante sapere cosa puoi e non puoi comunicare con questa lingua.


Ad esempio, i pensieri e le istruzioni complesse richiedono un linguaggio verbale. Non c'è niente che l'espressione del viso o la postura possa fare per dire a qualcuno di Alzheimer che è il momento di andare in bagno o che qualcuno è venuto a far visita.


Tuttavia, quello che può comunicare il linguaggio del corpo, è molto più importante. Il tuo linguaggio del corpo trasmette cura, trasmette fiducia e trasmette amore. Per una persona con Alzheimer, questi messaggi sono estremamente potenti. Fanno sentire una persona preziosa, curata e confortevole.


Chi ha l'Alzheimer potrebbe non capire le parole "Sono qui per te" o "Puoi fidarti di me" o "Ti amo". Ma il linguaggio del corpo offre un modo per rendere chiari questi messaggi. Per quelli di noi che si prendono cura di coloro che soffrono di Alzheimer, è uno strumento prezioso.

 

 

 


Fonte: Visiting Angels in The Caregiver Space (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.