Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Esperienze e opinioni

Nel lutto meglio tuffarsi nell'emozione o passare all'azione?

Nel lutto meglio tuffarsi nell'emozione o saltare all'azione?

L'afflizione è una parte integrante dell'essere umano. È una reazione normale e necessaria alla morte di una persona amata, alla rottura di un rapporto significativo, o alla perdita di una casa, della salute, del lavoro o di un modo di vivere.


Ma invece di trovarti depresso, triste o ritirato, cosa succede se rimani occupato e attivo? Cosa succede se non vuoi parlare di come ti senti? Cosa succede se non ti attrae partecipare a un gruppo di supporto o scrivere frasi emozionali in un diario? Significa che sei in negazione? Stai sopprimendo il dolore? Ti manca amore o impegno in ciò che è stato perso? C'è qualcosa di sbagliato in te?


E' vero che il dolore e il lutto sono in genere equiparati alle emozioni dolorose e all'espressione emotiva. Il counseling del dolore è basato sulla premessa che per 'elaborarlo' è necessario esprimere i tuoi sentimenti più profondi di tristezza e disperazione. Ma la ricerca rivela che il lutto non deve essere orientato alle emozioni per essere sano o produttivo.


L'afflizione sana può anche essere orientata all'attività.


Kenneth J. Doka e Terry L. Martin esplorano questo terreno nel loro libro Grieving Beyond Gender. Essi osservano che praticamente tutti sperimentiamo una miscela di 'sentire' e 'fare', anche se molte persone hanno forti tendenze verso l'una o l'altra. Leggendo le due liste qui di seguito, probabilmente ti vedrai riflesso in entrambe, forse in un mix equilibrato, o forse preferisci chiaramente l'una o l'altra.

 

Chi si affligge essendo orientato all'emozione:

  • Sente intensamente e profondamente le emozioni di dolore.
  • Ha una narrazione che tende a essere resoconto emozionale riflesso sui sentimenti di ciò che è accaduto.
  • Prova internamente il dolore come una sfida emotiva piena di sentimenti intensi.
  • Dirige l'energia del dolore sull'esplorazione delle emozioni e trova sollievo nell'esprimerle.
  • Si connette al dolore nel corpo attraverso la sensazione e l'espressione delle emozioni.
  • Ha sfoghi che includono piangere, scrivere o parlare delle proprie esperienze emotive; partecipare ai gruppi di sostegno; condividere sentimenti con un amico o un partner; trascorrere tempo contemplativo alla tomba o in un luogo speciale; guardare fotografie, gestire e rivedere i ricordi.
  • Tende a immergersi in pensieri e sentimenti dolorosi. Rispetta i suoi compiti e responsabilità più importanti in dosi gestibili, in modo da convivere con il flusso delle emozioni di dolore.
  • Sembra che dolore e lutto fluiscano emotivamente.

Chi si affligge essendo orientato alle attività:

  • Non sente così intensamente o profondamente le emozioni di dolore.
  • La sua narrazioni tende ad essere un resoconto fattuale che riflette quanto è accaduto e quando.
  • Prova internamente il dolore come un'irrequietezza fisica energizzante.
  • Dirige la sua energia di dolore verso la valutazione e la realizzazione di ciò che deve essere fatto.
  • Si connette al dolore nel corpo attraverso l'attività, compreso l'esercizio fisico.

 

Entrambi gli stili sono efficaci

Tutte le persone afflitte incontrano gran parte dello stesso disturbo mentale, emotivo, sociale, fisico e spirituale, ma chi è orientato alle emozioni sperimenta la sofferenza più intensamente. Questo non significa che si affligga meglio, che si preoccupi di più o che sia più amorevole; significa semplicemente che è più incline a sentire ed esprimere l'emozione di fronte alle avversità.


Al contrario, chi è orientato all'attività è più propenso a valutare e fare fronte alle avversità. E mentre le persone che tendono a 'sentire' eccellono nel tollerare molto dolore, le persone che tendono al 'fare' eccellono nel moderare la quantità di dolore che sperimentano. E quando si tratta di lutto, chiunque si affligge può essere esperto a trovare sollievo sia emotivo, che fisico, che mentale.

 

Abbraccia entrambi gli stili in te stesso (e altri)

Ricorda che anche se queste liste descrivono chiaramente i due stili di lutto, la maggior parte delle persone sperimenta una miscela di entrambi, in modo tale che, anche se sei chiaramente incline verso uno (lo stile primario), avrai momenti o periodi di inclinazione verso l'altro (stile secondario).


Ciò significa che chi è orientato principalmente all'attività può anche provare momenti di sentimenti profondi e alcuni potrebbero trarre beneficio da un buon pianto. Allo stesso modo, chi è orientato prevalentemente alle emozioni può sperimentare momenti di valutazione e di fare e può trarre vantaggio da un'attività significativa.


Anche se molte persone notano le differenze di genere, sia uomini che donne parlano di immergersi nell'emozione e di passare all'azione. Tuttavia, ciò che è naturale per te può sembrare innaturale per qualcun altro ed è normale che ognuno di noi si chieda se qualcuno così diverso da noi lo stia 'facendo bene'. Ma affliggersi del 'modo giusto' è semplicemente impegnarsi nel proprio mix unico e naturale di sensazioni e di fatti.

 

L'importanza del dolore secondo la tua natura

Qualunque sia la tua miscela, quando ti addolori secondo la tua natura, puoi arrivare a patti con ogni avversità e trovare infine un senso di pace. La prima chiave del successo è rimanere connesso al tuo corpo e alle sue sensazioni, perché lì sta la tensione del tuo dolore quando cerca espressione.


La seconda chiave è lasciare che il dolore trovi espressione in linea con la tua esperienza interna di esso. Ad esempio, se stai percependo un brivido di emozioni, percepisci sensazioni in parti specifiche del tuo corpo, il tuo dolore sta probabilmente cercando espressione emotiva; se stai percependo una tensione fisica o mentale generalizzata o irrequietezza, il tuo dolore è probabilmente alla ricerca di un'espressione fisica / mentale. Se non sei sicuro di quello che stai percependo o se li stai sentendo entrambi, il tuo dolore sta probabilmente chiedendo un mix di espressioni, come il pianto durante una camminata o il richiamo di esperienze profondamente emozionali, come quando fai buoni progressi su un progetto.


Sia che tu sia in 'modalità di sensibilità' che in 'modalità di fare', tu ti stai affliggendo. E in ogni passo della strada, mentre ti addolori, stai anche guarendo. Restando fedele alle tendenze del tuo corpo, puoi sfruttare i tuoi punti di forza. Puoi trovare il tuo flusso naturale e puoi determinare quali strategie adattative si conformano e funzionano meglio per te. Puoi anche espandere il tuo repertorio, per includere consulenza, trattamento del trauma o apprendimento di nuove competenze.


L'esperienza profonda del lutto può ispirare una serie di risposte di dolore e di strategie adattative, che possono arricchire e facilitare il tuo viaggio. E non solo sopravviverai, ma emergerai trasformato, non perché hai avuto a che fare con le avversità, ma perché hai imparato a farvi fronte, ad adattarti e a trovare la pace di fronte ad esse.

 

 

 


Fonte: Deborah L. Davis PhD in Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Referenze:

  • Doka, KJ and Martin, TL. Grieving Beyond Gender: Understanding the Ways Men and Women Mourn (2nd Ed.). Routledge, 2010.
  • Davis, DL. Empty Cradle, Broken Heart: Surviving the Death of Your Baby (3rd Ed.). Fulcrum, 2016.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Tutti gli articoli da non perdere