Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Esperienze e opinioni

Consenso e intimità per le persone con Alzheimer

Consenso e intimità per le persone con AlzheimerC'è una forte avversione culturale nel pensare agli anziani impegnati in attività sessuale, ma dobbiamo farlo se vogliamo proteggere l'invecchiamento della popolazione.


Lo scorso 22 aprile una giuria ha assolto Henry Rayhons, un ex parlamentare di 78 anni dello Iowa, dall'accusa penale di aver violentato la moglie, Donna, che aveva l'Alzheimer e viveva in una casa di cura.


Il caso, ampiamente riferito dai media e considerato emblematico dei problemi con le leggi sul consenso ed i pazienti con demenza, ha un tragico retroscena.


Henry e Donna Rayhons si erano sposati nel 2007, il secondo matrimonio per entrambi. A detta di tutti, erano follemente innamorati. Per oltre sei anni, hanno avuto un matrimonio felice. Poi Donna ha avuto la diagnosi di Alzheimer ed è diventato difficile assisterla in casa. Il 23 maggio 2014, Rayhons ha fatto visita alla moglie al Concord Care Center di Garner in Iowa, dove viveva. Quel giorno, la compagna di stanza di Donna ha detto al personale che ha sentito rumori "sessuali" provenienti dal lato di Donna della stanza. (Donna è morta nell'agosto dello scorso anno, una settimana prima dell'arresto di Rayhons).

"Avere la demenza non equivale automaticamente a mancare della capacità di dare il consenso. Qui, il problema è meno se qualcuno può dire 'no', e più se una persona può dire 'sì' ".
Katherine Pearson, Penn State


Non c'era nessuna prova fisica di qualsiasi tipo di rapporto, dice Joel Yunek, l'avvocato di Rayhons. Al contrario, le accuse sembravano contare sulla compagna di stanza di Donna, che in seguito ha cambiato la sua testimonianza, interrogata nel processo.


In un incontro con i medici di Donna otto giorni prima dell'incidente, è stato riferito che a Rayhons è stato detto che Donna non era in grado di dare il consenso al sesso. Ma Yunek dice che Rayhons ha lasciato l'incontro senza l'impressione che ogni contatto intimo fosse vietato. Altre fonti hanno riferito che il divieto di "attività sessuale" era in fondo ad un modulo e discusso solo brevemente.


Ancora di più, nessuno contesta che Donna e Henry avessero un rapporto affettuoso e amorevole. Yunek dice che Donna ha sempre riconosciuto Rayhons, anche quando non era più in grado di prendersi cura di se stessa. Testimoni al processo hanno indicato che Donna si «illuminava» sempre quando Rayhons entrava nella stanza ed era chiaramente affezionata. In un'intervista con il New York Times, un Rayhons triste ha affermato che Donna ha sempre saputo chi era e che non hanno praticato sesso quel giorno.


Come dimostra il caso di Rayhons, insolitamente pubblico, sta crescendo la preoccupazione su come considerare i desideri sessuali delle persone con demenza e dei loro partner. Dato che viviamo più a lungo, ci sono sempre più Baby Boomers con diagnosi di demenza. L'Alzheimer's Association stima che 5,1 milioni di persone over-65 [in USA] abbiano l'Alzheimer; questo numero è destinato solo a crescere. Poiché la generazione dei baby boom è cresciuta con meno inibizioni a parlare apertamente del sesso, le relazioni intime hanno più probabilità di essere un argomento di discussione man mano che invecchiano.


In termini medici e legali, è impegnativo determinare il consenso per il malato di Alzheimer. Due test comuni per la memoria a breve termine, il Mini Mental Status Exam (MMSE) e il Brief Interview for Mental Status (BIMS), sono ampiamente riconosciuti da esperti e dall'Alzheimer's Association come insufficienti a determinare se un paziente con demenza può o non può acconsentire all'attività sessuale. Secondo quanto riferito, il medico di Donna ha usato il test BIMS per determinare la sua capacità di consenso.


Al contrario, il dottor Robert Bender, un medico di Des Moines specializzato in medicina geriatrica e memoria, e che ha testimoniato al processo a nome di Rayhons, dice che "le neuroscienze affermano che i pazienti che hanno una demenza significativa possono riconoscere i loro amati, e queste relazioni possono essere positive per il loro senso generale di benessere e qualità della vita". A suo parere, la determinazione deve rifarsi ai nuovi progressi nel campo delle neuroscienze, che indicano che le parti del cervello legate all'affetto e all'amore possono restare ancora funzionanti anche quando le altre funzioni declinano.


Derek Beeston, professore assistente alla Staffordshire University, specializzato in questioni di assistenza agli anziani, concorda sul fatto che i test di memoria a breve termine non sono sufficienti per stabilire se una persona è in grado di dare il consenso al sesso. "La capacità oscilla e può essere diversa da un giorno all'altro", dice in una conversazione su Skype. "Ancora di più, la maggior parte degli esperti concordano sul fatto che l'intimità e il contatto aiutano le persone con Alzheimer".


Elizabeth Edgerly, responsabile dei programmi dell'Alzheimer's Association, concorda sul fatto che ci sono benefici nella vicinanza, come abbracciare, mano nella mano, e baciare. Essa fa notare, tuttavia, che "in generale si ritiene che bisogna essere più attenti quando si tratta di consenso", ma che un certo grado di intimità è necessario per tutte le persone.


Ma la legge non tiene necessariamente conto delle stravaganze delle neuroscienze quando si tratta di perseguire i trasgressori. Katherine Pearson, professoressa di diritto alla Penn State ed esperta di diritto, dice che "non c'è una linea facile e limpida" in questi casi per determinare se Donna era in grado di dare il consenso. "Avere la demenza non equivale automaticamente a mancare della capacità di dare consenso", dice. La Pearson sottolinea che non c'era alcuna prova che Donna non fosse disposta a partecipare all'intimità. "Ecco, il problema è meno se qualcuno può dire 'no', e più se una persona può dire 'sì'", dice lei.


Allo stesso modo, la Edgerly fa notare che la situazione è complessa: "C'è una mancanza di orientamenti chiari sul consenso".


Il caso Rayhons indica che l'Alzheimer sta cambiando il paesaggio di ciò che significa essere in una relazione impegnata e intima. "La legislazione non è mai stata elaborata con questa situazione in mente", afferma Beeston. Egli sottolinea inoltre che c'è una forte avversione culturale nel pensare agli anziani impegnati in attività sessuali. Ma, in realtà, molti anziani godono di una vita sessuale piena, e le persone con demenza spesso soffrono del problema di avere meno inibizioni quando si tratta di sesso. "I medici sono addestrati a far fronte a situazioni che sono personali e private", dice Bender.


Tutti quelli con i quali ho parlato concordano sul fatto che il consenso nel contesto del malato di Alzheimer non è la stessa cosa che considerare il consenso nel caso di qualcuno che è offuscato da droghe o alcol. Le persone che soffrono di demenza sono, in effetti, in grado di prendere alcune decisioni, e preservare quel senso di dignità è un ruolo importante per i caregivers e le case di cura.


Allo stesso tempo, però, tutti concordano anche che è importante avere un limite. Ma dove dovrebbe essere tale limite?

Il consenso nel contesto di una persona con Alzheimer non equivale al consenso nel caso di chi è offuscato da droghe o alcool.


Prendiamo, per esempio, quello che ha avuto luogo nel 2009 alla Windhill Manor, un'altra casa di cura nello Iowa. Due ospiti (un maschio e una femmina) sono stati trovati a fare sesso; entrambi avevano la demenza. (L'uomo era vedovo, la donna era sposata, anche se il marito la visitava meno frequentemente di suo figlio).


Secondo un'indagine di Bloomberg Business, quando l'amministrazione e il personale hanno scoperto i due a fare sesso, hanno determinato che l'incontro era consensuale, anche se entrambi avevano una capacità diminuita. Le linee guida e le leggi erano vaghe sul fatto che la casa di cura fosse tenuta a segnalare l'incidente; le leggi statali garantiscono il diritto alla libertà di espressione e alle relazioni consensuali.


In seguito, però, un ispettore ufficiale ha stabilito che la casa di cura ha violato la legge e, di conseguenza, l'amministratore e il direttore della casa di cura sono stati licenziati. La Windhill Manor è stata multata, e la famiglia della donna l'ha citata in giudizio, credendo che fosse stata violentata.


John Portmann, professore di Studi Religiosi all'Università della Virginia, dice che entrambe le persone in un matrimonio hanno diritti di soddisfazione sessuale. Nel suo libro The Ethics of Sex and Alzheimer, egli sostiene che l'Alzheimer sta alterando il paesaggio dell'etica sessuale. Portmann è particolarmente interessato ad esaminare i coniugi sani dei malati di Alzheimer, che sono spesso incaricati di prendersi cura di una persona che non sa più chi sono loro. Oppure, come nel caso del marito del giudice della Corte Suprema Sandra Day O'Connor, il coniuge con demenza sviluppa un attaccamento a qualcuno che non è il proprio coniuge. Portmann sottolinea che la preoccupazione molto più comune tra le coppie che convivono con l'Alzheimer è l'abbandono. Pertanto, il desiderio di Rayhons di stare con la moglie può essere visto come una dimostrazione di impegno e devozione.


Più ancora, il caso della Windhill Manor, considerato con il caso di Rayhons, illustra quanto sia strano questo territorio per la maggior parte delle persone e quanto è raro per il pubblico discutere i desideri sessuali degli individui sopra i 65 anni. Cosa significa essere intimi con qualcuno che non è più la stessa persona che era una volta? La società come può bilanciare il legittimo bisogno di intimità e di compassione con le esigenze ferme della legge di proteggere coloro che non possono proteggersi?


Tutto questo è ulteriormente complicato dalle disposizioni normative sulle strutture di assistenza, che sembrano a volte in contrasto con l'autonomia dei pazienti, come discusso da Evelyn Tenenbaum, professore della Albany Law School nella sua ricerca di revisione legislativa. Le strutture di assistenza agli anziani sono tenute per legge a segnalare i casi di potenziali abusi, e i pazienti con demenza non possono sempre far conoscere chiaramente i loro desideri. La Pearson sottolinea anche che ciò che ha fatto Rayhons non sarebbe stato illegale se lo avesse fatto a casa sua, piuttosto che in una struttura di assistenza infermieristica. Se le case di cura limitano i diritti delle persone all'intimità, allora alcuni possono essere riluttanti a mettere i loro cari nelle strutture.


Una struttura di assistenza (la Hebrew Home di Riverdale, New York) si distingue consentendo esplicitamente agli ospiti di impegnarsi in relazioni intime, anche quelli con demenza. L'idea è dare agli ospiti le stesse libertà che avrebbero avuto a casa, e la Hebrew Home mantiene il personale sufficiente e lo addestra per individuare i segni che un rapporto non è consensuale.


Con il declino delle strutture mentali delle persone che invecchiano, è importante consentire che la loro autonomia rimanga intatta. Come dice la Edgerly, "le persone dovrebbero essere in grado di restare individuali e autonome più a lungo possibile". L'idea, dice, è sapere quando intervenire e la giusta quantità di intervento.


Tutti sono d'accordo che il caso Rayhons è un segnale che servono più ricerca e linee guida per capire come devono essere trattate le persone affette da demenza in termini di consenso alle attività sessuali. La Pearson spiega che avrebbe preferito che sia Rayhons che sua moglie fossero stati consigliati meglio. "Certo, possiamo sperare che in futuro, migliore consulenza e sostegno per tutta la famiglia che convive con la demenza, compresi i figliastri, possano portare ad un'esperienza meno traumatica", dice.


Beeston dice che criminalizzare l'intimità può avere un effetto raggelante sulle coppie che stanno cercando di mantenere una connessione. "La gente avrebbe paura ad amare i propri coniugi", dice, aggiungendo che il sesso, nel contesto di una coppia amorosa, è quello che aiuta a far sentire le persone umane. Bender è d'accordo: "Dobbiamo considerare le persone con compassione e fare uno sforzo per aiutarli a godere di una vita umana più piena possibile".


Mentre sempre più persone si mettono in sintonia con il tema, forse diventerà una parte delle «direttive anticipate», come le altre aree in cui la legge si interseca con la morale e le credenze individuali. "Dovremmo dare direttive anticipate su quello che vogliamo che sia la nostra vita sessuale?" si chiede Beeston. E' possibile che questo sia il modo più semplice per evitare un altro caso del genere.


Ma per ora, il problema sembra essere quello per cui in tribunale ci sono solo leggi inadatte e severe e la minaccia di una punizione non lascia spazio alle persone per porsi domande serie e agli esperti medici per prendere le decisioni più opportune per ogni individuo. Più che su un clima di paura, le scelte sulla sessualità e sull'intimità devono essere effettuate in un clima di comprensione e accettazione.

 

 

 

 

 


Fonte: Jessica Pishko in Pacific Standard (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Tutti gli articoli da non perdere