Convivere con il lieve decadimento cognitivo

Nicole Anderson Si ritiene che dal 10 al 15 per cento circa degli adulti di oltre 65 anni abbia un lieve decadimento cognitivo, una condizione caratterizzata di solito da problemi di memoria, che vanno ben oltre quelli connessi con il normale invecchiamento.

Da notare che il decadimento cognitivo lieve (MCI-Mild Cognitive Impairment) può segnalare problemi seri in seguito: circa la metà delle persone con questa condizione passano ad una diagnosi di Alzheimer o altra demenza nei cinque anni successivi.


Tuttavia, quando i ricercatori dell'Università di Toronto hanno cercato in tutto il mondo programmi che educano le persone sul MCI e come adattarsi ad esso, ne hanno trovato solo cinque: tre in Italia, uno in Germania e uno a Rochester in Minnesota, sede della Mayo Clinic, che per prima ha definito l'MCI nel 1999. Allo stesso modo, una ricerca di gruppi di sostegno nel Nord America per le persone con MCI ne hanno trovato solo una manciata.


I ricercatori dell'Università di Toronto, per rimediare a questa mancanza di attenzione, hanno deciso di scrivere "Vivere con Lieve Deterioramento Cognitivo", pubblicato recentemente dalla Oxford University Press. Ne ho parlato a lungo con uno dei suoi autori, Nicole Anderson (foto in alto), professore associato di psichiatria dell'Università di Toronto, e la conversazione è stata modificata per chiarezza e lunghezza.


D. C'è un po' di confusione in merito al decadimento cognitivo lieve. E' la fase più precoce di demenza o di qualcosa d'altro?

R. Il più delle volte, è la prima fase, preclinica, della demenza. Ciò significa che i sintomi non sono abbastanza gravi da soddisfare i criteri per la demenza. Ma la patologia si sta sviluppando nel cervello e probabilmente porterà alla demenza. A volte, tuttavia, le persone hanno altri problemi di salute che portano ad una diagnosi di MCI, e una volta che questi sono trattati la loro cognizione migliora.


D. Quali funzioni cognitive sono influenzate dalla MCI?

R. Il più tipico è la memoria. Sono comuni anche le sottili difficoltà linguistiche e i deficit delle funzioni esecutive. Questo si riferisce alla capacità di multitasking (passare avanti e indietro tra due attività), o all'inibizione delle informazioni irrilevanti e al rimanere concentrati su ciò che è importante.


D. Che cosa non è interessato?

R. La conoscenza generale della persona. Il vocabolario. La capacità intellettuale. E per definizione, le persone con MCI non hanno deficit nella loro capacità di impegnarsi in attività della vita quotidiana, come fare il bagno, mangiare o cucinare.


D. E il lavoro?

R. Le persone sono ancora in grado di lavorare. Ma potrebbero scoprire di aver bisogno di un po' di supporto. Essi possono diventare più dipendenti dall'agenda o aver più bisogno di promemoria dalla segreteria per ricordare il programma. E potrebbero impiegare più tempo per fare attività complesse.


D. Che cambiamenti si osservano nel cervello con MCI?

R. La maggior parte delle ricerche sono state fatte su persone con MCI "amnesico", il tipo che comporta la perdita di memoria. Dove vediamo un restringimento delle aree cerebrali importanti per la memoria: l'ippocampo e le altre aree intorno ad esso nei lobi temporali mediali. Ora possiamo anche eseguire la scansione per la proteina amiloide nel cervello, e spesso vediamo livelli elevati.


D. Però elevate concentrazioni di amiloide non sempre significano demenza.

R. Ciò porta in primo piano l'intera nozione di riserva cognitiva. Questo si riferisce all'idea che le persone possono impegnarsi in alcune attività della loro vita - livelli sempre più elevati di istruzione, esercizio fisico, dieta sana, essere bilingue - che aiutano a proteggere contro l'impatto clinico delle diverse malattie cerebrali, in particolare della demenza.


D. Come funziona?

R. Non lo sappiamo per certo, ma le persone con le maggiori riserve spesso hanno una maggiore connettività tra le diverse regioni del cervello e utilizzano aree diverse del cervello per eseguire compiti diversi.


D. Perché è importante?

R. Noi non abbiamo a questo punto i farmaci per prevenire o trattare l'MCI o la demenza. Però possiamo impegnarci in attività che aiutano a ridurre l'impatto della malattia e mantenere il nostro livello di funzionamento.


D. Che cosa contribuisce alla riserva cognitiva?

R. I fattori più studiati e validati sono istruzione, esercizio fisico e diete di tipo mediterraneo. Ci sono anche alcune prove che più è complessa l'occupazione, meno probabilità ci sono di sviluppare la demenza. E le persone che hanno grandi reti sociali hanno meno probabilità di sviluppare la demenza, soprattutto se le loro connessioni sociali sono significative e gratificanti.


D. Che cosa diminuisce la riserva?

R. Avere un precedente infortunio cerebrale. Avere pressione alta, diabete, colesterolo alto.


D. Quali sono i sintomi di MCI a cui prestare attenzione?

R. Fare ripetutamente domande o fare gli stessi commenti. Perdersi in un luogo con cui si ha familiarità. Dimenticare un evento importante - per esempio, una prossima importante riunione - se non è qualcosa che faceva già prima.


D. Le persone che vengono per un controllo hanno spesso risultati negativi?

R. Ciò è comune. Troviamo bene un sacco di persone preoccupate. Di solito, ciò che si rileva è normale invecchiamento.


D. Che cosa è normale, quando si parla di invecchiamento cerebrale?

R. Man mano che invecchiamo, la nostra memoria comincia a diminuire, a partire dai 20 anni. In primo luogo è colpita la possibilità di immagazzinare nuove informazioni nella memoria a lungo termine. Rallentano la velocità di pensiero e le semplici attività mentali. E i problemi con le parole accadono sempre più frequentemente quando si diventa adulti.


D. Ci sono altre ragioni per cui gli anziani potrebbero avere problemi cognitivi?

R. Assolutamente. Problemi alla tiroide, carenza di vitamina B12 e depressione possono essere tutti coinvolti, ed è importante che tutti questi siano esclusi. E' da notare che la ricerca mostra anche che circa il 25 per cento delle persone con diagnosi iniziale di MCI risultano poi essere normali. Questo ci dice che non abbiamo ancora un modo perfettamente accurato di testare questa condizione.


D. Hai detto che non ci sono trattamenti medici per MCI

R. Vero, ma ci sono modi per elevare il livello di funzionamento di una persona in modo da ridurre l'eventuale impatto della MCI. Ne ho già citato alcuni. Mi piacerebbe aggiungere quelli che sviluppano una buona serie di abitudini di strategia di memoria.


D. Puoi fare qualche esempio?

R. Ce ne sono un certo numero. Uno, per ricordare le cose in futuro, comporta l'utilizzo regolare di una agenda o di un assistente digitale personale. Molti anziani hanno solo il calendario sul frigo di casa. E' un problema, perché è a casa, non è con loro quando il loro amico dice: "Andiamo a pranzo la prossima settimana", o il dottore dice: "Fissiamo un nuovo appuntamento".

Dobbiamo incoraggiare le persone a portare una agenda con loro in ogni momento, che comprende una sezione per prendere appunti ed elenchi, un calendario, una rubrica telefonica, una lista di cose da fare e cose essenziali come un elenco dei loro farmaci. Aiuta assolutamente. C'è della ricerca in corso che quando si allenano persone con amnesia profonda all'uso di dispositivi come un iPhone si può vivere in modo indipendente.

Un'altra strategia per la memoria è la ripetizione distanziata, che consiste nel ripetere una parola o una frase, poi aspettare qualche secondo, poi aspettarne un altro paio, e poi aspettare ancora di più prima di ogni ripetizione. In questo modo, si mette ciò che si vuole ricordare nella memoria a lungo termine e si estrae di nuovo.

Un grosso problema con la memoria è che non si presta attenzione. Quindi la maggior parte di queste strategie ci costringe a prestare attenzione. Un altro modo per farlo è quello di dire ad alta voce: "Ho intenzione di andare nell'altra stanza a prendere il mio libro", se questo è quello che si pensa di fare. Poi, immaginare di camminare nella stanza e raccogliere il libro. Questo ci costringe a prestare attenzione alla nostra intenzione e a solidificarlo nella memoria.


D. Tu e i tuoi co-autori siete coinvolti in un programma per le persone con MCI e le loro famiglie a Toronto. Cosa hai imparato?
R. E' estremamente utile per le persone. Abbiamo otto sessioni, ognuna di due ore. Nella prima ora, tutti sono insieme per una sessione educativa. La seconda ora, i famigliari vanno in un'altra stanza dove si incontrano con gli operatori sanitari che parlano loro di risorse comunitarie o di dieta o di pianificazione successoria.

Nel frattempo, le persone con MCI soggiornano in camera e apprendono strategie pratiche di memoria. Le praticano più e più volte. Quindi ricevono i compiti per casa della settimana per attuare tali strategie. Quello che sento dalla gente è che questo li aiuta a riconquistare la fiducia perché ora sono armati dei modi per combattere gli effetti dei sintomi cognitivi.


D. Perché non ci sono più programmi di questo tipo?

R. Penso che il mondo stia solo ora mettendosi al passo con l'MCI. La conoscenza dell'MCI e gli interventi per l'MCI purtroppo sono rimasti indietro.

 

 

 

 

 

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Pubblicato da Judith Graham in New York Times il 10 Settembre 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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