Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Una guida per la memoria

Momenti senior [momentanee mancanze di memoria degli anziani]? Dimentichiamoli. Ora è la confusione della mezza età di cui ci dobbiamo preoccupare. Scienziati hanno recentemente dichiarato che la nostra capacità di ricordare le cose di uso quotidiano come i nomi e i numeri inizia ad declinare alla tenera età di 45 anni.

Ma prima di rassegnarti a passare la seconda metà della tua vita come una scatola vuota, ci sono anche notizie scientifiche positive. Poichè la memoria è una cosa strana e complessa, come chiarisce questa guida per la mente ...


Prima le cattive notizie ...
Lo studio di oltre 7.000 funzionari di Whitehall ha rivelato come il nostro potere di ricordare inizia a scemare prima di quanto si pensasse in precedenza. Lo studio di dieci anni pubblicato online sul British Medical Journal ha rivelato che uomini e donne hanno subito la stessa perdita del 3,6 per cento del potere della memoria nell'età compresa tra i 45 e 49 anni.


I timori per la perdita di memoria correlata all'età non sono affatto nuovi. Platone scrisse che quando un uomo invecchia, egli "non può imparare molto di più di quanto può fare". Ma l'evidenza dei problemi a metà della vita è preoccupante perché questi potrebbero essere i primi segni di una condizione chiamata disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment -MCI). Si tratta di una perdita accelerata di potere mnemonico che, in circa la metà dei casi, risulta essere il primo segno precoce dell'Alzheimer. Gli scienziati ritengono che l'Alzheimer può cominciare nel cervello due o tre decenni prima che appaiano i sintomi più gravi.


Indipendentemente dal rischio di Alzheimer, però, tutti sembrano subire una perdita di capacità mentale da un'età relativamente giovane. Gli studi dimostrano che la velocità di elaborazione nel nostro cervello rallenta da 20 anni in poi. "Verso la metà della vita, la maggior parte del nostro cervello mostra alcuni sfilacciamenti sui bordi", spiega Barbara Strauch, autrice di The Secret Life Of The Grown-Up Brain (La vita segreta del cervello maturo). "I nomi delle persone sono spesso il primo bordo a sfilacciarsi", aggiunge. "Ma i nomi non sono tecnicamente persi. Per la maggior parte, è un problema di recupero del ricordo, non di immagazzinamento".


Questa difficoltà non è causata da una semplice perdita di cellule cerebrali. Gli scienziati pensavano un tempo che perdevamo il 30 per cento delle nostre cellule cerebrali con l'invecchiamento. Ma recenti studi dimostrano che la perdita è molto minore. Invece, l'avanzare degli anni può portare un calo dei livelli di messaggeri chimici nel nostro cervello chiamati neurotrasmettitori. Di conseguenza, la forza della memoria può scendere, e possiamo anche trovarci più facilmente distratti. La ricerca dimostra che molto di ciò che impariamo non manca, ma è semplicemente nel posto sbagliato. Di qui quel senso di frustrazione ("è da qualche parte") quando nomi, fatti e cifre ci sfuggono.


E' frustrante anche trovarci in grado di costruire nella memoria immagini vive di eventi che si sono verificati decine di anni fa, ma incapaci di ricordare quello che abbiamo mangiato a colazione. Questo perché il cervello crea tipi molto diversi di memorie - e, in mezza età alcuni dei nostri sistemi di memoria possono diventare più deboli di altri.

 


Quindi come funziona la memoria?
Ci sono diversi sistemi di memoria al lavoro nel cervello. Un sistema di memoria entra in funzione se si tenta di ricordare il nome di un luogo o un numero di telefono. Ricordare le cose che possono essere espresse in un linguaggio si chiama memoria "esplicita". Un altro sistema di memoria comprende cose di cui potreste non essere consapevoli, ad esempio come andare in bicicletta. Quella si chiama memoria "implicita". C'è anche la memoria a breve termine o di "lavoro" e la memoria a lungo termine. La memoria a breve termine fa ricordare un numero di telefono per cinque minuti, quella a lungo termine ne comporta il ricordo tra un anno.


Tali differenze nei tipi di memoria sono fin troppo familiari a Joshua Foer, uno scrittore americano e campione internazionale di memoria che ha affinato le sua memoria immediata a breve termine così bene che riesce a ricordare i dettagli, come l'ordine di un mazzo di carte nuovo mescolato. Ma ammette che i ricordi che richiedono un po' più di longevità sono più problematici: solo un paio di notti dopo aver vinto il Campionato Annuale USA di Memoria nel 2006, ha dimenticato che lui aveva guidato la sua auto in città per cenare. Ha preso invece un treno per tornare a casa.


I ricordi a breve e a lungo termine sono memorizzati in diverse parti del cervello. Una struttura del cervello chiamata ippocampo è fondamentale per la memoria a breve termine.· Questa zona sviluppa normalmente nuove cellule cerebrali per tutta la vita, ed è responsabile dell'elaborazione delle informazioni e del successivo recupero. E' una delle principali aree danneggiate dall'Alzheimer, che è il motivo per cui la memoria a breve termine è una delle prime vittime della malattia.


La memoria a lungo termine coinvolge molte parti diverse in tutto il cervello, chiamate "cortecce di associazione". La teoria corrente della memoria è che l'ippocampo forma i ricordi a breve termine e poi li invia per la conservazione a lungo termine in vari armadi - le cortecce di associazione. Ma noi non sappiamo ancora come lo fa il cervello. In effetti, agli scienziati restano dubbi su molti dettagli di come i ricordi vengono memorizzati e formati. Il mistero circonda anche la questione di come possiamo ricordare nella giusta sequenza gli eventi accaduti. Recenti studi hanno dimostrato, tuttavia, che una zona del cervello chiamata lobo temporale mediale è cruciale per ricordare gli eventi correttamente: le persone che hanno subito danni in questa zona a causa di ictus hanno difficoltà a ricordare le trame di film o anche gli aneddoti personali nel giusto ordine.

 


Momenti Senior o qualcosa di peggio?

Con le perdite di memoria normali legate all'età è di solito il ricordo a breve termine ad essere più colpito. Con moderazione, questo è abbastanza salutare. E' anche naturale preoccuparsi che tale dimenticanza in mezza età sia un precursore di qualcosa di più sinistro, come la demenza. Il test "aha!" può indicare se si dovrebbe essere preoccupati. Se si dimentica una parola temporaneamente, ma si sente che è sulla punta della lingua, e, infine, la si ricorda con un senso di "Aha! Eccolo', allora la reazione è sana. Questo tende ad non accadere in condizioni come l'Alzheimer, dove la gente perde il senso di riconoscimento che un ricordo è quello giusto.

 


Non è solo l'età che rovina la memoria
Invecchiare non è l'unica ragione per cui può diminuire il potere della nostra memoria. La nostra capacità di ricordare le cose può essere danneggiata anche dallo stile di vita. Un problema comune può essere lo stress. Gli studi dimostrano che fiammate di emozioni stressanti possono effettivamente beneficiare la nostra memoria - forse perché il nostro cervello si è evoluto chiamando a raccolta le migliori energie di fronte a una minaccia immediata, come una tigre nel prato. Ma lo stress cronico di lungo termine, quello che ci corrode dentro con le esigenze della vita moderna, può danneggiare nel cervello la capacità di formare nuovi ricordi.


Questo perché alti livelli costanti dell'ormone dello stress, il cortisolo, possono danneggiare l'ippocampo. Essere imbevuto di cortisolo riduce drasticamente la capacità dell'ippocampo di produrre nuove cellule. Questo è legato a problemi significativi con la concentrazione e la memoria, dice la ricerca di Robert Sapolsky scienziato dell'Università di Stanford. Tali difficoltà possono essere aumentate, ironia della sorte, dalle situazioni di stress che spesso dipendono dalla maggiore memoria richiesta per ricordare alcune cose che ci devono guidare a superare il problema.

 


La vita moderna ci fa dimenticare?
Sempre più persone consultano ansiosamente gli esperti di medicina a proposito di "problemi" con la memoria, per la paura di avere i primi segni della demenza, secondo Michael Vela, un neuropsicologo all'Università di Melbourne. Ma, dice, spesso soffrono solo di un problema che gli psicologi chiamano "codice di protezione da sovraccarico". In parole povere, i pazienti preoccupati si sentono mentalmente sopraffatti da tutti i numeri, codici e sistemi operativi che devono sapere per lavorare semplicemente in un ambiente dominato da computer. Questo può portare alla comune esperienza di "amnesia del PIN", quando ci si trova davanti a un bancomat, nella mente un vuoto pauroso, con una coda impaziente che si forma dietro di voi.

 

Le buone notizie ...
A parte stress e tensioni, la vita moderna è una buona notizia per i cervelli di mezza età. I neuroscienziati hanno recentemente iniziato a scoprire come il cervello di mezza età, invece di rinunciare, si riconfigura per far fronte alle situazioni. Come hanno trovato i ricercatori della Duke University in North Carolina e altrove, le persone di mezza età iniziano a utilizzare due lati del cervello mentre in precedenza ne avrebbero potuto impiegare una sola su un compito. Questo si chiama bilateralizzazione. Commentando questa ricerca, Barbara Strauch spiega che, con l'avanzare dell'età, le due parti del nostro cervello diventano più intrecciate, permettendoci di vedere modelli più grandi e pensare con un angolo maggiore.


La scienza può anche aver visto come cresce nel cervello la "saggezza della mezza età". Si pensava che il cervello perdesso costantemente la mielina con l'età. La mielina è il rivestimento grasso della materia bianca dei neuroni che fa lavorare i collegamenti del cervello, permettendo così ai segnali elettrici di viaggiare attraverso il cervello in modo rapido ed efficiente - un po' come l'isolamento dei fili elettronici. Quando la mielina appasisce, possiamo dimenticare i nomi delle persone che abbiamo appena incontrato, o i dettagli per arrivare a un nuovo indirizzo.


Una nuova ricerca dimostra che in mezza età, la maggior parte della perdita di mielina si verifica in alcune parti del cervello responsabili di imparare cose nuove. Le parti responsabili della memoria a lungo termine non mostrano tale perdita. Questo spiegherebbe perché abbiamo problemi con i nuovi ricordi invecchiando, ma non con le nostre conoscenze principali. E si è scoperto che accade qualcos'altro: il livello di mielina nel cervello può continuare a crescere fino alla tarda mezza età. Gli scienziati dell'Università di Harvard che hanno assistito a questo processo, dicono che può essere un segno fisico della crescita della "saggezza di mezza età", dove la conoscenza accumulata viene raccolta e messa in rete in maniera più efficiente dalla materia bianca.

 


Come proteggere la memoria
Fortunatamente, i ricercatori della salute credono che ci siano modi per contribuire in modo significativo a preservare la nostra memoria in età avanzata. La chiave è quella di allontanare il tipo di declino fisico che può portare a declino mentale e demenza. La Dssa Anne Corbett, dell'Alzheimer's Society, dice: "Prevenire la demenza è vivere in modo sano tutti i giorni. Abbiamo molte prove di quali condizioni mediche aumentano il rischio. Si tratta di ipertensione, ictus, diabete, colesterolo alto e depressione. Se si hanno queste condizioni da meza età in poi si ha unrischio più alto di sviluppare demenza".


Il cervello umano è il pezzo più complesso di attrezzature pensanti che si sia mai evoluto. Il corpo è il sistema di supporto vitale per questo pezzo molto affamato di materia grigia. Pur rappresentando solo circa il 2 per cento della massa del corpo, utilizza più di un quinto della sua produzione di energia. Sono di vitale importanza l'alimentazione e la manutenzione. Se declino la salute fisica, il cervello e i suoi sofisticati sistemi di memoria corrono il rischio grave di seguire il suo esempio. Basta un po' di più esercizio fisico ogni giorno per fare una grande differenza per milioni di persone. "Più di 13 studi dimostrano che l'esercizio fisico può ridurre il rischio fino al 45 per cento", dice Corbett. "Le prove dimostrano che l'esercizio non deve essere faticoso per avere questo vantaggio: può essere un cammino attivo per circa 30 minuti al giorno, tre volte alla settimana. L'esercizio deve solo aumentare un po' il battito cardiaco, facendovi sentire un po' senza fiato".


Comunque "esercitare" il cervello con costosi "giochi di allenamento per il cervello" computerizzati, non dà alcun beneficio reale, secondo il dottor Corbett. Studi dimostrano che si può migliorare con questi giochi, ma i benefici non vanno più in là, spiega. E' lo stesso con cruciverba e Sudoku. Dovrebbero solo essere solo un piacere, e non sostituti di una dieta sana ed di esercizio fisico.


E bisogna guardarsi da qualsiasi pretesa su come ogni singolo alimento può aumentare la memoria, dice Corbett. Non più tardi dello scorso anno, una relazione importante sul Journal of American Medical Association ha smontato l'idea che l'integratore a base di erbe ginkgo biloba sia un salva-cervello. Lo studio su oltre 3.000 adulti, ha scoperto che non faceva alcuna differenza. Adottare estese, sane abitudini alimentari, può tuttavia ridurre significativamente il rischio di demenza. Una serie di studi indica che le diete di stile mediterraneo funzionano meglio, in quanto sono a basso contenuto di grassi e sale e ricche di pesce grasso.


Anche evitare il cibo spazzatura può avere reali benefici. Uno studio condotto lo scorso mese sull'autorevole rivista Neurology ha scoperto che le persone con diete spazzatura ad alto contenuto di complessi "grassi transgenici" hanno più probabilità di sperimentare il tipo di restringimento del cervello associato all'Alzheimer rispetto a coloro che consumano meno grassi che danneggiano le arterie.

 

C'è un altro motivo convincente per cui una sana alimentazione può migliorare la memoria: aiuta a mantenere il peso in linea. Le persone obese in mezza età hanno il 74 per cento di maggiore probabilità di sviluppare demenza rispetto a quelli di peso normale, secondo uno studio durato 27 anni su più di 10.000 uomini e donne pubblicato sul British Medical Journal. Studi di laboratorio condotti dal National Institute of Environmental Health Sciences hanno scoperto che la caffeina rafforza i collegamenti del cervello. Bere due tazze di caffè al giorno sembra aumentare l'attività elettrica tra i neuroni nell'ippocampo. Gli scienziati dicono che una connettività più forte significa migliori apprendimento e memoria.

 


La memoria gioca brutti scherzi a tutti noi
Non importa quanto sia buona la nostra capacità di memoria, tutti possono essere ingannati. Perché, qualunque sia l'età, la memoria è una cosa scivolosa che può essere grossolanamente fuorviante. Un sondaggio su 1.500 persone lo scorso agosto fatto dalla University of Illinois ha scoperto che la maggior parte di noi pensano che la memoria umana sia affidabile come una videocamera che registra le informazioni con precisione. Inoltre, circa la metà di noi pensano che i nostri ricordi non cambiano.


Ma la ricerca scientifica dimostra che è vero il contrario. Anche i nostri ricordi tenuti più strettamente possono cambiare completamente senza che ce ne accorgiamo. I ricercatori che studiano come la gente ricorda eventi epocali hanno scoperto che, sebbene la gente giura con fede di ricordare esattamente cosa stavano facendo quando hanno avuto la notizia della manifestazione, i loro ricordi sono sbagliati in circa un terzo dei casi.


John Seamon, professore di psicologia e neuroscienze alla Wesleyan University nel Connecticut, ha studiato questo fenomeno e dice che, stranamente, è possibile che più frequentemente ricordiamo un evento, meno accuratamente lo ricordiamo. La sua ricerca suggerisce che quando usiamo la nostra mente per recuperare una memoria particolare, non torniamo all'evento in sé, ma piuttosto all'ultima volta che l'abbiamo ricordato. Ogni ricordo aggiunge nuove vulnerabilità e rafforza i difetti precedenti. Alla fine, ci fissiamos su una versione che consideriamo in seguito verità evangelica. "Questo non è fatto a livello conscio" crede Seamon. "Ma le persone cercano di capire: 'Dove ero? Quale storia sto per raccontare su questo evento?' ".

Dopo circa un anno che si fa, dice, la memoria - compresi gli elementi falsi - si solidifica e diventa la "verità" permanente della persona.

 

Copyright (c) DailyMail

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

 

 


Pubblicato da John Naish in IOL.co.za il 15 gennaio 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese.
I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare a informarti. Clicca qui a destra:

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio pl...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Tutti gli articoli da non perdere