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In USA almeno 50 persone diagnosticate falsamente con Alzheimer

In USA almeno 50 persone diagnosticate falsamente con Alzheimer

Toledo, Ohio (AP) - Shawn Blazsek passava giorni senza dormire ed stava dimenticando come legarsi le scarpe. Sapeva che una serie di traumi del football al liceo e la boxe lo stavano inseguendo. Eppure a 33 anni, è rimasto stordito quando gli è stato detto che aveva l'Alzheimer.


Ha iniziato a pianificare chi si sarebbe preso cura dei suoi quattro figli, se fosse successo qualcosa alla moglie, e pensava a come sarebbe stato difficile per loro quando non sarebbe più riuscito a riconoscere la famiglia. Così ha riempito di sonniferi una bottiglia e ha scritto una nota, promettendo di ingoiarle tutte quando non fosse più stato in grado di ricordare i nomi dei suoi figli.


Quel giorno non è mai venuto. Nove mesi più tardi, ha saputo che la direttrice del centro di memoria che aveva fatto la sua diagnosi non aveva la licenza medica o psicologica necessaria per farlo. Poi un altro test ha confermato che non aveva l'Alzheimer.


Egli è una delle oltre 50 persone che hanno citato in giudizio l'ex direttrice della clinica ormai chiusa e il suo proprietario, alle quali era stato detto, come a Shawn, che avevano l'Alzheimer o un'altra forma di demenza. Della maggior parte ora sappiamo che non è vero, mentre alcuni sono in attesa di conferma. Alcuni dicono che hanno trascorso mesi in trattamento, mentre programmavano gli ultimi anni. Alcuni lasciato il lavoro, hanno venduto i beni o hanno fatto un ultimo viaggio speciale. Uno si è ucciso.


Blazsek ha concentrato anni di consigli paterni in pochi mesi, mostrando a suo figlio come controllare l'olio della macchina e insegnando alla moglie come gestire le finanze della famiglia. "La stavo preparando ad essere una mamma single", ha detto. La coppia contava su non più di 10 anni di vita o anche meno prima che la sua memoria scomparisse. "Eccomi qui, a pensare che sarà vedova a 43 anni. Cosa devo fare?", ha detto sua moglie, Jennifer. "Chi insegnerà ai miei ragazzi come farsi la barba? Chi giocherà a palla con loro?"


Finora, il caso deve ancora tradursi in eventuali accuse contro Sherry-Ann Jenkins, che ha aperto il Toledo Clinic Cognitive Center nei primi mesi del 2015 attraverso la Toledo Clinic, un centro medico multi-specialità con più di 150 medici. Gli avvocati di entrambe le parti non dicono se c'è un'indagine penale, anche se i fascicoli giudiziari indicano che l'Ohio Medical Board ha parlato con alcuni dei pazienti.


Le cause dicono che la Jenkins, che ha un dottorato in scienze fisiologiche, non era autorizzata a prescrivere esami medici e che il marito, un medico autorizzato socio della Clinica Toledo, firmò i test ed è stato talvolta indicato come il medico di riferimento sui documenti, anche se non aveva mai visto nessuno dei pazienti.


Un avvocato della coppia non risponde alle domande sulla clinica cognitiva, che è stata chiusa bruscamente dopo circa un anno, nei primi mesi del 2016. La Jenkins e il marito non rispondono ai messaggi che chiedono un commento. Nella documentazione processuale in risposta alle azioni legali, ognuna delle quali chiede più di $ 1 milione di danni, il loro avvocato non ha contestato il fatto che la Jenkins era senza licenza, ma ha negato la maggior parte delle altre accuse.


Gli ex pazienti hanno citato in giudizio anche la Clinica di Toledo, dicendo che avrebbe dovuto sapere che la Jenkins mancava della formazione e delle credenziali per trattare e diagnosticare i pazienti. Michael D'Eramo, responsabile amministrativo della clinica Toledo, ha detto di non poter commentare.


Alcuni la descrivono come compassionevole e comunicativa, dicendo che concludeva le sedute di terapia dicendo loro di darle un abbraccio. Su suo suggerimento, alcuni pazienti sono apparsi in articoli che declamavano i benefici dei suoi trattamenti olistici, che comprendeva giochi di memoria e dosi giornaliere di olio di cocco. Ma dicono anche che lei lottava duramente contro i farmaci e cercava un secondo parere.


Quasi tutti quelli diagnosticati dalla Jenkins hanno cominciato a vederla dopo aver subito lesioni cerebrali traumatiche o un peggioramento dei problemi cognitivi. Alcuni, come Blazsek, stanno continuando il trattamento con altri medici.


L'avvocato David Zoll, che rappresenta quelli che hanno citato in giudizio la Jenkins, ha detto che non è chiaro quanti pazienti ha visto e quanti altri potrebbero non sapere che sono stati mal diagnosticati con Alzheimer. Più di 30 persone hanno aggiunto i loro nomi alle causa il mese scorso. Egli ha detto che crede che lei fosse motivata da avidità, dicendo che molti pazienti hanno avuto tariffe gonfiate. La clinica cognitiva è cresciuta rapidamente, ha osservato. "Molte volte vedeva la prima persona e poi portava dentro tutta la famiglia", ha detto Zoll. "E molte volte lei diagnosticava tutta la famiglia".


Kay Taynor ha avuto la diagnosi di Alzheimer alla seconda visita dalla Jenkins e quindi ha inviato 5 o 6 amici e familiari nel suo studio, compreso il marito di 48 anni. A tutti è stato detto che avevano la malattia, ha detto, ma il marito, Gary, l'ha presa peggio. "Aveva un sorriso che illuminava da solo la stanza, e non l'ho mai più visto" ha detto. "E' semplicemente sprofondato nella sua poltrona. Per me, non si è mai più rialzato. Non è mai tornato in piedi di nuovo. Ha rinunciato". Gary è caduto in depressione, passando le ultime settimane seduto su una sedia con le mani in grembo fino a che non è andato nel garage e si è sparato alla testa, ha detto. L'autopsia non ha mostrato alcun segno di Alzheimer, ha detto.


Don Tanner ha detto che anche lui sentiva di voler togliersi la vita. Fu mandato alla clinica per la terapia a febbraio 2015 dopo aver subito una grave lesione cerebrale in una caduta. Il trauma di curarsi, facendo al contempo fronte alla diagnosi devastante di Alzheimer, è diventato insopportabile.

"Mi ha dato una condanna a morte", ha detto Tanner, che ha detto alla moglie di aver voluto saltare giù da un ponte e poi ha pensato di vagare nella palude dietro alla loro casa con una pistola. Aveva visto in prima persona come l'Alzheimer erode progressivamente una persona, occupandosi del padre. Ha trascorso molti giorni a radere e vestire suo padre, morto pochi mesi prima della sua diagnosi. "Mi ero appena fortemente convinto che non avrei fatto passare lo stesso alla mia famiglia", ha detto.

La moglie ha arruolato le figlie e gli amici perché restassero con lui, mentre lei era al lavoro, temendo quello che avrebbe potuto trovare al ritorno. "Se avesse avuto una brutta giornata, non sapevo dove lo avrebbe mandato", ha detto sua moglie, Monica. E' solo l'estate scorsa - dopo che la clinica aveva chiuso - che un nuovo medico gli ha detto che non c'era modo che avesse l'Alzheimer. "Dio deve essere stato al mio fianco, perché non sono andato là fuori con quella maledetta pistola", ha detto Tanner. "Ma credetemi, l'ho pensato. Qualcosa continuava a dirmi che non era ancora il mio tempo".

 

 

 


Fonte: John Seewer / Associated Press via LegalNews.com (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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