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Composti fluorescenti per vedere l'Alzheimer mentre progredisce

Grovigli di proteine tau nell'ippocampo di anziano con Alzheimer (Fonte: Wikimedia Commons)Grovigli di proteine tau nell'ippocampo di anziano con Alzheimer (Fonte: Wikimedia Commons)E se i medici potressero visualizzare tutti i processi che avvengono nel cervello durante lo sviluppo e la progressione dell'Alzheimer? Una tale visione sarebbe un potente aiuto per diagnosticare la condizione, monitorare l'efficacia dei trattamenti, e testare nuovi agenti di prevenzione e terapia.


Ora dei ricercatori segnalano nel numero del 18 Settembre della rivista Neuron di avere sviluppato una nuova classe di agenti di imaging [scansione] che consente loro di visualizzare, direttamente nel cervello dei pazienti viventi, gli aggregati di proteine tau, una caratteristica patologica dell'Alzheimer e di altri disturbi neurodegenerativi correlati.


Nel cervello dei pazienti con Alzheimer, le proteine ​​tau si aggregano e diventano aggrovigliate, mentre i frammenti di un'altra proteina, chiamata amiloide-beta, si accumulano in depositi o placche. I grovigli di tau non solo sono considerati un importante marcatore di neurodegenerazione nell'Alzheimer, ma sono anche tipici di patologie neurodegenerative non-Alzheimer, le taupatie che non comportano placche di amiloide-beta.


Mentre sono già state sviluppate le tecnologie di scansione per osservare la diffusione di placche di amiloide-beta nel cervello dei pazienti, finora non si potevano monitorare facilmente i grovigli di tau nel paziente vivente. In questa ultima ricerca, nei topi e nell'uomo, i ricercatori hanno sviluppato i composti fluorescenti (chiamati PBB) che si legano alla tau e li hanno usati nei test con tomografia ad emissione di positroni (PET), per legare la diffusione di grovigli tau nel cervello alla progressione della malattia nella fase moderata.


"Le immagini PET dell'accumulo di tau sono altamente complementari alle immagini di placche senili di amiloide-beta e forniscono informazioni attendibili sulle regioni del cervello dove si sviluppa, o c'è il rischio di, morte neuronale indotta da tau", dice l'autore senior Dr. Makoto Higuchi, dell'Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche del Giappone. "Questo è di importanza cruciale, poiché sappiamo che le lesioni tau sono associate più intimamente alla perdita neuronale, rispetto alle placche senili".


Il progresso può anche essere utile per la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento di altre condizioni neurologiche perché i grovigli della tau non sono limitati all'Alzheimer, ma hanno anche un ruolo in vari tipi di demenze e in disturbi del movimento.

 

 

 

 

 


Fonte: Cell Press, via EurekAlert!, a service of AAAS.

Riferimenti: Masahiro Maruyama, Hitoshi Shimada, Tetsuya Suhara, Hitoshi Shinotoh, Bin Ji, Jun Maeda, Ming-Rong Zhang, John Q. Trojanowski, Virginia M.-Y. Lee, Maiko Ono, Kazuto Masamoto, Harumasa Takano, Naruhiko Sahara, Nobuhisa Iwata, Nobuyuki Okamura, Shozo Furumoto, Yukitsuka Kudo, Qing Chang, Takaomi C. Saido, Akihiko Takashima, Jada Lewis, Ming-Kuei Jang, Ichio Aoki, Hiroshi Ito, Makoto Higuchi. Imaging of Tau Pathology in a Tauopathy Mouse Model and in Alzheimer Patients Compared to Normal Controls. Neuron, 2013; 79 (6): 1094 DOI: 10.1016/j.neuron.2013.07.037

Pubblicato in Science Daily (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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