Composto nascosto nell’aloe vera punta l’Alzheimer

aloe vera plant

Nelle continua ricerca di nuovi modi per curare il morbo di Alzheimer (MA), uno studio recente ha identificato diversi composti presenti nell’Aloe vera che potrebbero offrire nuove possibilità per trattamenti futuri. L’aloe vera è più conosciuta come pianta lenitiva usata nella cura della pelle, ma contiene anche sostanze chimiche naturali che possono influenzare i processi biologici all’interno del corpo.


Lo studio, pubblicato su Current Pharmaceutical Analysis, si è concentrato sull'interazione tra questi composti vegetali ed enzimi chiave coinvolti nel MA. Con metodi di ricerca computerizzati, gli scienziati hanno esaminato se i composti dell'aloe vera potrebbero interferire con i processi legati alla rottura della segnalazione cerebrale nelle persone affette da MA.

 

Enzimi chiave collegati alla perdita di memoria

La ricerca si è concentrata su due enzimi chiamati acetilcolinesterasi (AChE) e butirrilcolinesterasi (BChE). Questi enzimi hanno un ruolo importante nella scomposizione dell’acetilcolina, un messaggero chimico che aiuta le cellule nervose a comunicare. Nel MA, i livelli di acetilcolina sono già ridotti, il che contribuisce alla perdita di memoria e al declino cognitivo. I farmaci che rallentano questi enzimi possono aiutare a preservare l’acetilcolina e migliorare i sintomi in alcuni pazienti.


Per studiare questo processo, i ricercatori hanno usato metodi in silico, che si basano su simulazioni al computer piuttosto che su esperimenti di laboratorio. Questo consente agli scienziati di prevedere come potrebbero comportarsi le molecole all’interno del corpo prima di passare ai test nel mondo reale.


"I nostri risultati suggeriscono che il Beta sitosterolo, uno dei composti dell'aloe vera, presenta affinità significative di legame e stabilità, rendendolo un candidato promettente per un ulteriore sviluppo di farmaci", ha affermato Meriem Khedraoui, prima autrice dello studio.

 

Come i modelli computerizzati testano il potenziale del farmaco

Il team ha usato simulazioni di docking (=attracco) molecolare e dinamica molecolare per vedere come i diversi composti dell’aloe vera si attaccano all’AChE e al BChE. Il docking molecolare aiuta a prevedere quanto un composto si inserisce in un enzima, mentre le simulazioni di dinamica molecolare esaminano quanto rimane stabile tale interazione nel tempo.


Tra tutti i composti testati si è distinto il Beta sitosterolo, che ha mostrato affinità di legame di -8,6 kcal/mol con AChE e -8,7 kcal/mol con BChE, il che significa che si lega più fortemente a entrambi gli enzimi rispetto ad altri composti testati, incluso l'acido succinico. Un legame forte suggerisce che il composto potrebbe essere efficace nel rallentare l'attività enzimatica. "Questi risultati evidenziano il potenziale del Beta sitosterolo come duplice inibitore, che potrebbe essere cruciale nella gestione del MA", ha affermato la Khedraoui.

 

Valutazione di sicurezza e comportamento farmacologico nel corpo

Oltre al legame con gli enzimi, i ricercatori hanno anche esaminato se i composti potrebbero essere sicuri ed efficaci se usati come farmaci, attraverso l’analisi ADMET (assorbimento, distribuzione, metabolismo, escrezione e tossicità). Il test ADMET aiuta a prevedere come un composto entra nel corpo, come si diffonde attraverso i tessuti, come viene scomposto, come viene rimosso e se potrebbe causare effetti collaterali dannosi.


L'analisi ha mostrato che sia il Beta sitosterolo che l'acido succinico avevano profili favorevoli, suggerendo che potrebbero essere assorbiti bene ed è improbabile che siano tossici a livelli terapeutici. "L'analisi completa supporta il potenziale di questi composti come agenti terapeutici sicuri ed efficaci", ha affermato Samir Chtita, coautore dello studio.

 

Prossimi passi verso le cure per l'Alzheimer

Sebbene i risultati siano incoraggianti, i ricercatori sottolineano che il lavoro è ancora nelle fasi iniziali. Poiché lo studio si è basato su simulazioni al computer, saranno necessari esperimenti di laboratorio e studi clinici per confermare se questi composti sono efficaci e sicuri nei pazienti reali. Anche così, lo studio fornisce una base importante per la ricerca futura sulle terapie a base vegetale per il MA. "Il nostro approccio in silico offre una direzione promettente per lo sviluppo di nuovi trattamenti per il MA", ha affermato la Khedraoui.

 

 

 


Fonte: Hassan II University of Casablanca via ScienceDaily (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: M Khedraoui, [+3], S Chtita. In silico exploration of Aloe vera leaf compounds as dual AChE and BChE inhibitors for Alzheimer’s disease therapy. Curr Pharma Analys, 2025, DOI

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