Nuova tecnica di scansione cerebrale può rilevare la demenza frontotemporale precoce

AD brain scans UniRochesterMCFoto: UniRochesterMC

Un nuovo studio internazionale condotto da ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia) e pubblicato su Molecular Psychiatry dimostra che è possibile rilevare sottili cambiamenti nel cervello e identificare i primi segni di demenza frontotemporale (FTD) ereditaria usando tecniche avanzate di scansione cerebrale.


La FTD è una malattia neurodegenerativa che spesso colpisce persone di mezza età ed è una causa comune di demenza prima dei 65 anni. La malattia è particolarmente difficile da diagnosticare nelle fasi iniziali, poiché i primi sintomi sono cambiamenti comportamentali e possono assomigliare a una malattia psichiatrica primaria, mentre i sintomi successivi possono assomigliare a condizioni come l'Alzheimer o il Parkinson. In circa un terzo dei casi, la FTD è ereditaria, rendendo le famiglie con mutazioni note un’importante risorsa per la ricerca.

 

Nuova tecnica MRI

Nel presente studio, i ricercatori del Karolinska Institutet, insieme a una rete di ricerca internazionale, hanno esaminato la microstruttura del cervello in oltre 700 individui, sia portatori di mutazioni FTD che soggetti di controllo. I ricercatori hanno impiegato un nuovo tipo di tecnica MRI che misura come le molecole d’acqua si diffondono all’interno della materia grigia del cervello, dove una maggiore diffusione indica un danno microstrutturale al tessuto cerebrale. In questo modo, la tecnica può rivelare danni precoci nella corteccia cerebrale prima che il cervello inizi a ridursi (atrofia cerebrale), o che sorgano problemi cognitivi.


I risultati hanno rivelato che il nuovo metodo è più sensibile della tecnica di scansione consolidata che misura lo spessore della corteccia cerebrale. Tra gli individui con una mutazione nel gene C9orf72, i ricercatori sono riusciti a rilevare cambiamenti nel cervello anche prima che comparissero i sintomi clinici. Per le mutazioni nel gene MAPT, i cambiamenti sono stati osservati negli stadi dei sintomi lievi, mentre per i portatori di mutazioni GRN, le alterazioni sono emerse solo negli stadi più avanzati.

 

Individuare quelli a rischio

“I nostri risultati mostrano che i cambiamenti nella microstruttura del cervello possono essere rilevati prima dell’atrofia cerebrale visibile, e questi cambiamenti sono strettamente legati al modo in cui si sviluppa la malattia”, spiega la prima autrice Elena Rodriguez-Vieitez, ricercatrice del Dipartimento di Neurobiologia, Scienze della Cura e Società al Karolinska Institutet. “Ciò potrebbe essere utile per identificare gli individui a rischio e per valutare nuove terapie negli studi clinici”.


I ricercatori hanno anche seguito i partecipanti nel tempo e hanno dimostrato che una maggiore diffusione di molecole d’acqua nel tessuto cerebrale all’inizio dello studio era collegata a un declino più rapido del comportamento e delle capacità cognitive. Questo era vero per tutti e tre i tipi di mutazione.


"I nostri risultati suggeriscono che misurare la microstruttura del cervello potrebbe diventare uno strumento importante per identificare gli individui a rischio di demenza frontotemporale e per monitorare la progressione della malattia negli studi clinici", afferma Caroline Graff, prof.ssa dello stesso dipartimento e autrice senior dello studio.

 

 

 


Fonte: Karolinska Institutet (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: E Rodriguez-Vieitez, [+23], C Graff. Cortical microstructure is associated with disease severity and clinical progression in genetic frontotemporal dementia: a GENFI study. Mol Psychiatry, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.