Telomeri più corti possono segnalare rischio di ictus, demenza e depressione in tarda età

aug2012nl telomere

Le persone con cappucci protettivi più brevi alla fine dei cromosomi (chiamati telomeri) possono avere maggiori probabilità di sviluppare malattie cerebrali legate all'età come ictus, demenza e depressione della tarda età (di solito diagnosticata verso i 60 anni), secondo uno studio preliminare presentato all'International Stroke Conference 2025 dell'American Stroke Association, un incontro mondiale primario tenuto dal 5 al 7 febbraio a Los Angeles, per ricercatori e medici dedicati alla scienza dell'ictus e della salute del cervello.


La lunghezza dei telomeri dei leucociti, che riflette la lunghezza dei telomeri all'interno dei globuli bianchi (leucociti), è un marcatore noto di invecchiamento biologico. I telomeri si riducono gradualmente con l'età, riducendo la loro capacità di proteggere il materiale genetico dei cromosomi, portando all'invecchiamento cellulare e ad una maggiore suscettibilità alle malattie legate all'età. La lunghezza dei telomeri è influenzata da fattori non modificabili come genetica, ascendenza e genere, e modificabili come scelte di stile vita e fattori ambientali di stress, incluso l'inquinamento.


"Nessuno studio ha esaminato l'impatto della lunghezza dei telomeri dei leucociti su un esito composito di malattie cerebrali legate all'età che includono ictus, demenza e depressione in tarda età", ha affermato Tamara N. Kimball MD, ricercatrice del Massachusetts General Hospital di Boston. "Tutte e tre le condizioni sono legate alla malattia dei vasi piccoli cerebrali (microangiopatia), una condizione associata all'invecchiamento e all'accumulo di fattori di rischio vascolare".


Questo studio ha usato i dati di oltre 356.000 partecipanti alla grande UK Biobank per rispondere alle tre domande. Quando i partecipanti sono stati reclutati per lo studio tra il 2006 e il 2010, hanno fornito campioni di sangue per analizzare la lunghezza dei telomeri dei leucociti. Hanno anche avuto una valutazione Brain Care Score, uno strumento progettato per quantificare fattori modificabili come quelli fisici, le scelte di stile di vita e le interazioni sociali.


I partecipanti sono stati seguiti mediamente per 12 anni per monitorare l'insorgenza di ictus, demenza o depressione in tarda età. Dopo aver analizzato se i telomeri dei leucociti più brevi fossero associati singolarmente e come esito combinato a ictus, demenza e depressione di tarda età, l'analisi ha scoperto che:

  • Rispetto ai partecipanti con telomeri di leucociti più lunghi, quelli che li avevano più corti hanno dimostrato un rischio  più elevato dell'8% di ictus, del 19% di demenza e del 14% di depressione in tarda età.
  • Complessivamente, rispetto ai partecipanti con telomeri di leucociti più lunghi, quelli con telomeri più corti avevano un rischio più elevato dell'11% di sviluppare almeno una delle malattie cerebrali legate all'età studiate.


“In un contesto clinico, la lunghezza dei telomeri dei leucociti potrebbe aiutare a identificare le persone che potrebbero aver bisogno di monitoraggio più intenso o misure preventive. Potrebbe anche guidare gli interventi personalizzati, compresi gli aggiustamenti dello stile di vita e gli approcci terapeutici, per migliorare la salute generale. Tuttavia, dato che le prove che collegano la lunghezza dei telomeri dei leucociti al rischio di ictus sono ancora preliminari, attualmente non suggeriamo di usare la misurazione della lunghezza dei telomeri leucocitici come pratica standard", ha affermato la Kimball.


Utilizzando un metodo statistico che identifica la potenziale causalità nella relazione tra esposizione ed esiti sanitari, i ricercatori possono determinare in modo più accurato come determinati fattori di rischio possono portare a malattie. Questo studio non ha trovato prove del fatto che la lunghezza dei telomeri dei leucociti sia causa di ictus, demenza o depressione in tarda età.


“I nostri risultati suggeriscono che, sebbene la lunghezza dei telomeri dei leucociti possa essere un indicatore noto dell'invecchiamento biologico, non causa direttamente queste malattie legate all'età. Invece, la lunghezza dei telomeri dei leucociti può essere un marcatore che riflette processi biologici sottostanti e stress cellulare che precedono queste malattie legate all'età", ha detto la Kimball.


Dopo aver esplorato se comportamenti sani possono influenzare l'associazione tra la lunghezza dei telomeri dei leucociti e le malattie cerebrali legate all'età, l'analisi ha trovato anche che:

  • Nelle persone con basso punteggio Brain Care Score / profilo meno favorevole dei fattori di rischio modificabili, i telomeri di leucociti più brevi hanno aumentato significativamente (11%) il rischio di ictus, demenza e depressione in tarda età come esito combinato.
  • Al contrario, tra le persone con un alto punteggio Brain Care Score, che indica scelte di stile di vita più sane, i telomeri dei leucociti più brevi non erano associati ad un aumento del rischio di malattie cerebrali legate all'età.


“Ciò suggerisce che stili di vita più sani e un migliore profilo dei fattori di rischio modificabili possono ridurre gli effetti negativi dei telomeri dei leucociti più brevi. In breve, non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi più cura del proprio cervello", ha detto la Kimball.


Sono necessarie ulteriori ricerche e studi più lunghi per comprendere le dinamiche della lunghezza dei telomeri dei leucociti nel tempo, il modo in cui interagisce con vari fattori di rischio e come potrebbe essere impiegato nelle strategie sanitarie personalizzate.


"Piuttosto che concentrarsi sullo sviluppo di farmaci terapeutici per alterare direttamente la lunghezza dei telomeri - che può comportare potenziali rischi - un approccio olistico incentrato su fattori modificabili di stile di vita potrebbe offrire una strategia promettente per promuovere l'invecchiamento più sano e ridurre i rischi di queste malattie", ha affermato la Kimball.


Lo studio ha diversi limiti:

  • si è concentrato esclusivamente su persone di origine europea, quindi i risultati potrebbero non essere validi per altre popolazioni;
  • la lunghezza dei telomeri dei leucociti e il punteggio Brain Care Score sono stati misurati al basale, quindi i ricercatori non hanno potuto analizzare i cambiamenti nel tempo;
  • sebbene la lunghezza dei telomeri dei leucociti sia un riferimento per la lunghezza complessiva dei telomeri sempre più accettata come marcatore di invecchiamento cellulare avverso, potrebbe non rappresentare la lunghezza dei telomeri in tipi di cellule diversi dai globuli bianchi.

 

 

 


Fonte: American Heart Association via AlphaGalileo (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: American Stroke Association’s International Stroke Conference 2025, Los Angeles, 5-7 Feb. 2025

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.