Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Esperienze e opinioni

Sette mosse per superare il senso di solitudine

Woman alone staring out of window 554224

Hai mai avuto l'esperienza di sentirti solo, come se non ci fosse nessuno in giro e nessuno con cui parlare, mentre sprofondi in uno stato di tristezza o ansia che temi di non riuscire mai a superare? Una simile sensazione ti sommerge qualche volta?


Se hai avuto tali sentimenti di solitudine, sappi di non essere solo. La solitudine è una delle emozioni più comuni, anche se spiacevoli, che milioni di persone sperimentano. Per alcuni potrebbe essere un'emozione passeggera. Per altri, è un senso ricorrente di disperazione e tristezza. Ma per tutti noi, fa parte dell'essere umani.


La solitudine può portare a bere eccessivamente o ad abbuffarsi, per sopprimere quella sensazione spiacevole. Può portare a depressione e ruminazione, mentre ci si sofferma sulla domanda "Perché sono solo?". Può anche portare alla disperazione. Ma avere una strategia per affrontare la solitudine può essere una salvaguardia importante contro la depressione, l'abuso di sostanze o persino le scelte sbagliate per i partner.


Vediamo sette modi in cui puoi far fronte ai sentimenti di solitudine.

 

1. Normalizza la solitudine.

Come sottolinea John Cacioppo, un ricercatore nel campo della solitudine, tale sentimento è in aumento - dall'11% al 20% degli anni '70/'80, al 40-45% del 2010. Quindi non sei solo a sentirti solo. Forse la recente rottura della connessione può essere correlata al declino dei legami familiari, ai tassi più alti di divorzio, alle persone che si spostano più frequentemente, al declino delle presenze in chiesa o al declino della partecipazione a organizzazioni come la PTA e i sindacati. Come ha scritto lo storico sociale di Harvard, Robert Putnam, nel suo libro Bowling Alone, le persone negli anni '50 partecipavano a cose come i campionati di bowling, ma ora lo fanno da soli. Poiché la solitudine è diffusa e sempre più frequente, dobbiamo riconoscere che abbiamo bisogno di strategie per conviverci.

 

2. Collega la solitudine ai tuoi valori di connessione.

Può sembrare invalidante, ma possiamo anche chiederci: "A cosa serve la solitudine?". Suggerirei che la solitudine ci ricorda il valore della connessione, dell'intimità o semplicemente della condivisione di esperienze con gli altri. Ci siamo evoluti per vivere in comunità più piccole con il contatto faccia a faccia quotidiano, e condividere la crescita dei figli. Ciò è cambiato per la maggior parte delle persone, ma la solitudine potrebbe ricordarti che ci tieni al contatto con altre persone e che questo valore è una parte importante dell'essere umani. Non rinunciare alla connessione quando ti senti solo.

 

3. Dovresti avere un piano.

La prima parte dello sviluppo di un piano è identificare i tuoi 'tempi difficili' per la solitudine. Potrebbe essere la sera, i fine settimana o le vacanze. Predisponi un piano in anticipo per questi tempi. Nei fine settimana potresti fare progetti con amici o familiari; potresti andare a musei, concerti, gite in bicicletta, passeggiate guidate, eventi in chiesa o in sinagoga, o entrare in contatto con persone su Internet. Mi piace pensare a te come a un turista per un giorno o una notte. O se il tuo tempo difficile è di notte, fai un piano per un paio di notti alla settimana in cui potresti connetterti con qualcuno; potrebbe semplicemente essere via Skype. Pianifica di guardare alcuni video, ascoltare musica, partecipare a una sessione di yoga, iscriverti a un centro benessere, dedicarti a un hobby. Un mio amico, che è incredibilmente resiliente, sta prendendo lezioni di chitarra e di nuoto - separate - all'età di 68 anni. Prova un grande entusiasmo in queste attività. Qual è il tuo piano?

 

4. Non hai bisogno di qualcun altro per fare qualcosa di gratificante.

Così spesso le persone dicono: "Non ho nessuno con cui fare le cose". Non hai bisogno di qualcun altro per andare al cinema, fare una passeggiata, allenarti, andare a un concerto o dedicarti a un nuovo hobby. Alcuni dicono: "Mi sento imbarazzato a fare queste cose da solo". Cerca di identificare quali sono quei pensieri di imbarazzo, potrebbero essere cose come "Le persone mi vedranno da solo e penseranno che sono patetico". Ma come fai a sapere cosa pensano gli altri? E anche se lo pensassero, perché dovrebbe interessarti? Magari fare le cose da solo significa che sei indipendente, capace e libero.

In effetti, fare qualcosa da solo potrebbe effettivamente essere un buon modo per incontrare nuove persone. Immagina di essere in un museo o in una libreria e inizi a parlare con qualcuno vicino a te a proposito di un dipinto o un libro. Oppure immagina di frequentare un corso di cucina o di yoga e iniziare a parlare con le persone. Trova la forza di uscire e di renderti conto che non hai bisogno di qualcun altro con cui fare le cose. Tu hai te stesso.

 

5. Identifica i tuoi pensieri sulla solitudine.

Scrivi alcuni dei pensieri che hai quando sei solo. Questi potrebbero includere pensieri come quelli sopra, o i seguenti:

  • Sarò sempre solo.
  • Se sono solo, devo sentirmi isolato e infelice.
  • Devo essere un perdente, perché sono solo.
  • Non sopporto di sentirmi solo.

Se hai questi o altri pensieri negativi, sei come milioni di altre persone che si sentono bloccate dalla solitudine. Ma puoi provare alcune di queste risposte razionali e utili:

  • Sei solo esclusivamente per questi momenti (minuti, ore) e interagirai presto con altre persone: al lavoro, in una fila, parlando con un amico o partecipando a un'attività. Non sei su un'isola deserta.
  • Solo perché sei da solo non significa che devi sentirti triste e isolato. Puoi considerarlo un'opportunità per fare alcune cose che ti piacciono. Potresti avere la tranquillità di leggere qualcosa che ti piace, ascoltare la tua musica, cucinare il tuo cibo preferito, guardare il tuo film preferito o visitare un museo secondo i tuoi ritmi.
  • L'idea che sei un 'perdente' perché sei solo non ha senso: tutti sono soli un momento o l'altro. E come mostrano ricerche recenti, circa il 45% delle persone sperimenta la solitudine. Essere soli è una situazione e le situazioni cambiano.
  • Anche l'idea che non sopporti di essere solo non ha senso. Potrebbe essere vero che non ti piace stare da solo, ma è il modo in cui ti rapporti con ciò che conta. Se ti relazioni alla solitudine con protesta, rabbia, disperazione o sconfitta, allora sarà spiacevole. Potrebbe essere più utile relazionarsi ad essa con l'idea che sentirsi soli o essere soli vanno e vengono e che sia qualcosa con cui tutti noi facciamo i conti. Accettare ciò che è potrebbe essere meglio di catastrofare qualcosa che tutti sperimentiamo.

 

6. Dirigi compassione e tenerezza verso te stesso.

Piuttosto che pensare di aver bisogno di fare affidamento sugli altri per amore, accettazione e compassione, potresti indirizzare questi pensieri e sentimenti verso te stesso. Questo può includere atti di amorevolezza verso se stessi come farti un regalo salutare o comprarti un semplice regalo; dirigendo pensieri amorevoli verso te stesso dandoti sostegno per essere quello che sei e per essere il tuo migliore amico; e ricordando una persona amorevole della tua infanzia (madre, nonna, padre, zia, ...) di cui ricordi la tenerezza mostrata nei tuoi confronti. Prendersi cura di se stessi e rasserenarsi è un meraviglioso antidoto alla solitudine.

 

7. Costruisci una comunità di connettività.

Abbiamo tutti bisogno di una connessione con altre persone, o persino con gli animali. Così tante persone - amici, familiari, pazienti - mi hanno raccontato di quanto amore e connessione provino con i loro animali domestici. Quindi considera di prendere un gatto o un cane. Oppure vai al locale rifugio per animali e offriti come volontario. Una donna che conosco si è offerta volontaria per diversi mesi in un rifugio, "socializzando con i gattini". Parliamo di un grande lavoro.

Un altro modo di collegarsi è fare volontariato, perché tutti abbiamo bisogno di essere necessari. Puoi cercare online nella tua comunità organizzazioni di volontariato che corrispondono ai tuoi interessi. Forse è lavorare con bambini, anziani, malati di cancro o poveri. Dubito che ti sentirai solo quando mostrerai gentilezza nei confronti di qualcuno.

E fai piani per vedere le persone. (Questo include l'uso dei media sociali). Solo perché ultimamente non sei stato molto in contatto non significa che non puoi prendere l'iniziativa. O unisciti a organizzazioni in cui le persone condividono i tuoi interessi: politici, culturali, religiosi o sociali.

Essere solo non significa che devi sentirti isolato. E sentirti solo non significa che devi sentirti in questo modo indefinitamente. Tutte le emozioni passano, a seconda di cosa pensi e di cosa fai.

Dipende da te.

 

 

 


Fonte: Robert L. Leahy PhD, professore di psicologia alla Weill-Cornell e autore di vari libri.

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Tutti gli articoli da non perdere