Esperienze e opinioni

Lo 'stile di vita' come medicina da prendere per tutta la vita

Lo 'stile di vita' come medicina da prendere per tutta la vita

Loma Linda in California, una piccola città 90 km a est di Los Angeles, è considerato uno dei luoghi più salutari al mondo. Un terzo dei suoi circa 25.000 abitanti è Avventista del Settimo Giorno, la cui fede è profondamente legata alla salute e al benessere.


Quella religione celebra il vegetarianesimo, l'esercizio fisico regolare, la gestione dello stress e il servizio alla comunità. Sono scoraggiati il fumo, il consumo di alcolici e persino quello di caffeina. Questo stile di vita insolitamente salutare ha come conseguenza che la vita degli Avventisti, in media, è più sana e più lunga di 10 anni rispetto alla popolazione generale, una statistica che li ha resi famosi in tutto il mondo.


Il malinteso comune sul declino cognitivo, che può portare alla demenza e al morbo di Alzheimer, è che si tratta di pura fortuna. Hai il gene (APOE4) o non lo hai. In più c'è la credenza comune che le malattie croniche possano essere gestite solo attraverso i farmaci.


La maggior parte sarebbe sorpresa di apprendere che esiste un arsenale di rimedi naturali a portata di mano di ogni singola persona per ridurre il rischio di una cattiva salute del cervello. La storia familiare, sebbene sia significativa da considerare, non è un indicatore definitivo della tua salute futura.


Tu la controlli. Dopo così tanti anni di ricerche molto specializzate, gli studi dimostrano che non si deve accettare una storia familiare di Alzheimer, né abbassare la guardia se tale storia non esiste.


Sbloccare la chiave della longevità è in gran parte nelle tue mani e, proprio come i residenti di Loma Linda in California, puoi fare scelte informate che ti consentono di ridurre notevolmente le tue probabilità di declino cognitivo. Meglio ancora, concentrarsi sui cambiamenti dello stile di vita può aumentare notevolmente sia l'aspettativa di vita che la sua qualità.


Chi non vuole vivere una vita più lunga e di qualità superiore? Quale segreto hanno scoperto gli abitanti di Loma Linda che li sta aiutando nella loro buona salute? I 9 aspetti dello stile di vita loro e di altre comunità sane sono:

  1. stile di vita che implica movimenti naturali durante il giorno,
  2. profondo senso di scopo o significato,
  3. gestione intelligente dello stress,
  4. nessun eccesso di cibo e nessun cibo a tarda notte,
  5. dieta prevalentemente vegetale,
  6. consumo minimo di alcol e solo come lubrificante sociale,
  7. connessione con la comunità, spesso una comunità di fede,
  8. vivere vicino alla famiglia e trovare un compagno per tutta la vita,
  9. accesso a social network che supportano una vita sana.

Potresti trovare interessante sapere che il coinvolgimento e le relazioni sociali di una persona hanno un ruolo importante nella longevità, come pure la dieta e l'esercizio fisico. In effetti, le persone con una forte fede comunitaria e connessioni sociali hanno un rischio molto più basso di sperimentare il declino cognitivo. Inoltre, anche una sana routine di sonno ristoratore è fondamentale per mantenere la salute ottimale.


Può sembrare troppo semplice, ma gli studi dimostrano che lo stile di vita è importante. È la miglior difesa che abbiamo, ed è più facile di quanto pensi.

 

Cosa dice la ricerca

Anche la ricerca sembra supportare questa idea dello stile di vita come medicina. Considera questi studi:

  • Il Framingham Longitudinal Study, un famoso studio longitudinale sui residenti di Framingham nel Massachusetts, ha rilevato che le camminate quotidiane portano a un rischio inferiore del 40% di sviluppare l'Alzheimer più tardi nella vita.
  • È stato dimostrato che lo stress cronico riduce il livello del fattore neurotrofico derivato dal cervello, che è la principale proteina responsabile della produzione di nuove cellule e connessioni cerebrali.
  • I ricercatori della Washington University di St. Louis hanno scoperto che gli individui deprivati di sonno avevano più placche di amiloide nel cervello.
  • Diversi studi risalenti alla metà degli anni '90 hanno trovato una relazione inversa tra l'istruzione formale e l'incidenza dell'Alzheimer, suggerendo che una cognizione sostenuta e complessa protegge il cervello dal normale invecchiamento.

Molte di queste scoperte riguardano azioni che non sono affatto difficili da incorporare un po' alla volta nello stile di vita di una persona. Diminuire lo stress, aumentare l'esercizio anche solo un po' e adottare un atteggiamento di apprendimento per tutta la vita può aumentare notevolmente la qualità dei tuoi anni.


L'ultima ricerca sullo stile di vita supporta il nostro approccio globale alla salute del cervello. Nel FINGER o Finnish Geriatric Intervention Study to Prevent Cognitive Impairment and Disability (studio di intervento geriatrico finlandese per prevenire l'indebolimento cognitivo e la disabilità), pubblicato nel 2015, i partecipanti che seguivano una dieta con una maggiore attenzione ai cibi a base vegetale, facevano esercizio regolare, si impegnavano in attività cognitive impegnative e affrontavano i fattori di rischio metabolici e vascolari (come diabete, ipertensione e colesterolo alto) hanno ottenuto punteggi significativamente più alti nelle prestazioni cognitive complessive rispetto ai partecipanti che hanno ricevuto cure mediche standard.


Questo è stato il primo grande studio clinico a dimostrare che possiamo prevenire il declino cognitivo usando un protocollo completo, anche in individui ad alto rischio di sviluppare l'Alzheimer. Interventi come questo non sono solo essenziali per la salute cognitiva a lungo termine, ma anche possibili per ognuno di noi.

 

Battere le probabilità contrarie

Come puoi fare un piano per ottimizzare lo stile di vita? Attraverso la nostra ricerca, abbiamo scoperto le chiavi per una vita sana. I seguenti aspetti di uno stile di vita sano costituiscono il cuore del nostro unico Piano NEURO:

  • Nutrizione: una dieta a base di alimenti integrali a basso contenuto di zuccheri, sale e alimenti trasformati.
  • Esercizio: uno stile di vita attivo che incorpora del movimento ogni ora, non solo una sosta in palestra dopo una giornata altrimenti sedentaria.
  • Umanità: gestire lo stress e fare meditazione, yoga, esercizi di respirazione consapevole, trascorrere tempo nella natura e aiutare a costruire comunità che supportano.
  • Ristoro: da sette a otto ore di sonno regolare disintossicante attraverso l'igiene intensiva del sonno, il trattamento dei disturbi del sonno e la gestione di farmaci e alimenti che influiscono negativamente sul sonno.
  • Ottimizzare: attività multimodali (come la musica) che sfidano e coinvolgono molte delle capacità del cervello, come pure un'interazione sociale significativa.

 

Medicina dello stile di vita e qualità della vita a lungo termine

È ancora opinione diffusa che la probabilità di una persona di soffrire di una malattia correlata alla demenza dipende in gran parte da una storia familiare di tale malattia. Ciò che la ricerca e gli studi dei casi stanno effettivamente dimostrando, tuttavia, è che non tutto è perduto nella guerra contro l'Alzheimer.


Prevalenza e non prevalenza all'interno di una famiglia non sono veri e propri indicatori della probabilità di soffrire di una di queste malattie. Quello che invece gli indicatori mostrano più e più volte, è che un cervello sano non dipende da dove vieni, ma da quali scelte fai per te. Avere uno stile di vita sano è la medicina più potente contro molte delle malattie più devastanti del nostro mondo.


Attraverso il processo decisionale coscienzioso nelle aree di nutrizione, esercizio fisico, sonno e connessione sociale, le persone possono ridurre drasticamente le loro probabilità di declino cognitivo e aumentare non solo il numero di anni che vivono, ma anche controllare la qualità di quegli anni.

 

 

 


Fonte: Dean Sherzai MD/PhD e Ayesha Sherzai MD in Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...