Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Perché la realtà virtuale potrebbe essere la prossima arma contro la demenza

Perchè la realtà virtuale potrebbe essere la prossima arma contro la demenza

Questo è un fatto: la demenza è una cosa atroce. Una condizione selvaggia e spietata, che strappa via una vita di esperienze accumulate e la personalità, sradica la memoria e l'attaccamento emotivo, a volte sembra cancellare completamente una persona. E' un processo straziante da testimoniare, vedere qualcuno svanire a poco a poco in questo modo, vederlo arrabbiato, depresso o violento, e impossibilitato a riconoscere le persone che ha amato per tutta la vita.


A volte, il decadimento può essere più graduale rispetto ad altri, i malati possono andare alla deriva in una sorta di fantasticheria felice, una sorta di pace discendente quando si dissolve la loro fiamma. Spesso non è così. In molti casi, una persona che ha iniziato a mostrare i primi segni di demenza è consapevole di ciò che accade, il degrado inevitabile è reso ancora più amaro dai momenti sempre più radi di chiarezza che passano fugacemente attraverso la lente della coscienza. Può essere agonizzante ed estremamente difficile per coloro che li circondano non volere l'accelerazione del processo, o addirittura l'abbraccio finale della morte, nel desiderio di vedere la fine della tragedia di questo riconoscimento spento. C'è poco conforto nel sapere che le fasi finali della cancellazione lasciano poco spazio per l'auto-riflessione.


Eppure, per ogni secondo saturo di senso di colpa, in cui si può desiderare il rilascio di un amico o un parente da questa stretta inesorabile, si può essere punti mille volte dal mero accenno di riconoscimento nei loro occhi: un piccolo sorriso, una stretta di mano grata. La maledizione più buia della demenza può essere nei frammenti che la persona si lascia dietro.


Naturalmente, questa congettura viene dal punto di vista interessato di un testimone. Parlo con un po' di esperienza: sia mio padre che la nonna sono stati devastati dalla demenza nelle fasi finali della loro vita. Di conseguenza, so che è abbastanza difficile essere coinvolti nel processo, anche a un grado notevole, che diventa più facile addolorarsi in anticipo. Per cominciare, francamente, a pensare a loro come già morti.


Poi, qualcuno che si pensava scomparso riaffiora, senza fiato, anche per un brevissimo istante. Negli ultimi giorni della sua vita, ho visitato la nonna in ospedale e ho parlato con lei di cose che erano accadute 30 anni prima nella mia infanzia e 80 anni prima nella sua, con un livello sorprendente di dettaglio: ricordi di giorni felici trascorsi al sole e alla luce. Era fragile e tremante, ma aveva la chiarezza e la continuità emotiva. Una donna che non avevo visto per anni era lì, ancora una volta. Non ha mai lasciato quel letto, non se n'è andata delicatamente, e non mi sono mai veramente perdonato per tutte le conversazioni non ho avuto con lei nei mesi e anni precedenti, per gli incontri frettolosi, per i momenti sprecati.


Anni dopo, quando mio padre semi-estraneo se n'è andato, non ho avuto la fortuna di un'altra possibilità. Mai tremendamente vicini, abbiamo avuto pochi preziosi ricordi condivisi da rivisitare e non mi ha più riconosciuto ben prima dei suoi ultimi giorni, ma so che ci sono cose che hanno alleviato la sua scomparsa, ricordi felici tutti suoi. Anche quando ha iniziato a mostrare segni di imprevedibilità che a volte diventavano violenza, c'erano pezzi di suo vecchio sé in mezzo.


Il punto è questo. La demenza può presentarsi con una porta sprangata, una lastra scontrosa di non-reazione. E' faticosa, straziante, alienante. Non farà che diventare più comune, ma c'è speranza. Gli esperimenti farmaceutici stanno mostrando alcuni risultati nel miglioramento della sua insorgenza. Le pratiche di salute mentale e i progressi alimentari stanno portando a cervelli più in forma, più sani e più resistenti al suo progresso. E anche la VR (Virtual Reality=realtà virtuale) può fare la sua parte.


Il video alla fine dell'articolo è arrivato al mio social media verso la fine dello scorso anno. L'ho notato due volte prima di riuscire a guardarlo per intero, ma sono contento di averlo fatto, perché è pieno di speranza.


Viene da Alex Smale della TribeMix, una società di marketing per i social media. Smale stesso ha una ricca esperienza nel settore dei giochi. Dopo alcuni anni di spostamenti "alla ricerca di stipendi sempre più alti", Smale alla fine si è trovato a lavorare alla Bitmap Brothers come responsabile artistico, dove ha completato un decennio nei giochi. Da quel momento ha trascorso del tempo a gestire un pub ("divertimento brillante, molto pericoloso e sempre interessante"), e ha iniziato un business nella fotografia proprio mentre Facebook ha cominciato a prendere piede, arrivando a capire precocemente le potenzialità del mezzo per la promozione. Dopo una svolta di lavoro ancora più selvaggia come capo del marketing in uno zoo, Smale ha fondato la sua attività attuale.


"Alla fine ho deciso di creare una agenzia di marketing per social media, la Tribemix, per aiutare altre aziende a usare i social per crescere. E' andata bene, davvero bene. Ho tenuto d'occhio la VR dopo l'annuncio della Oculus Rift. Sapevo che social media e VR avrebbero converso, e i marchi avrebbero avuto bisogno di creare esperienze coinvolgenti su questa nuova piattaforma. Così sono tornato alle mie radici e abbiamo lavorato allo sviluppo di esperienze VR sociali di marca per i nostri clienti.

"Avevamo alcuni vicini di casa anziani che non lasciavano la casa da un lungo periodo a causa della loro disabilità. Noi li avevamo già riportati ad alcune delle loro destinazioni preferite di vacanza con Street View e un iPad, e ho pensato 'non sarebbe bello se riuscissimo a portarli di nuovo in vacanza con la VR?' Così ho creato una scena semplice di spiaggia da eseguire sulla Rift perché potessero provare".


L'esperimento è stato un successo, e Smale ha capito il potenziale della tecnologia nell'offrire speranza:

"Avevo un amico che ha lavorato nelle case di cura, e gli ho chiesto di introdurmi in una, così ho potuto provare quello che avevamo fatto con altri anziani. Lui ci ha messo in contatto con la gente splendida della Belmont View di Hertford, che è specializzata nella cura della demenza ed è gestita dal gruppo di Quantum. Erano veramente aperti all'idea e realmente solidali. Prima di questo, non sapevo un'acca della demenza, ma abbiamo imparato molto.

"Abbiamo lavorato con loro per più di un anno, sviluppando e mettendo a punto una serie di esperienze progettate specificamente per aiutare le persone che vivono con demenza. Caregiver, dirigenti e ospiti ci hanno dato informazioni preziose che ci hanno permesso di creare qualcosa di veramente unico e efficace. Il cambiamento nel comportamento degli ospiti è completo, come si può vedere dal video".


Il tipo di esperienze che ha sviluppato Tribemix è proprio la parte più leggera della VR, per ovvie ragioni. Sono ambienti rilassanti piuttosto che giochi, ma Tribemix non usa video a 360 gradi o fotografia di luoghi del mondo reale, preferendo invece il controllo ambientale offerto dalla modellazione 3D.


Smale chiarisce:

"Questo è tutto 3D in tempo reale. Sì, c'è poco realismo. Ma il controllo che abbiamo nell'ambiente 3D è un mondo a parte da quello che possiamo impostare filmando con un impianto fotografico a 360 gradi. Ed è questo controllo che fa la differenza. Le persone che vivono con demenza sono spesso incredibilmente sensibili, per cui è di vitale importanza riuscire a controllare le cose semplici, come la distanza degli uccelli dalla fotocamera, o la posizione dell'audio.

"E a causa di questa sensibilità, non si può semplicemente mettere un Oculus Rift sulla testa di un anziano e andare via. C'è un processo sviluppato con cura che assicura il benessere del paziente in ogni momento e garantisce un'esperienza positiva per tutti. e 'importante capire, questo non è per tutti. E anche per quelle persone che lo gradiscono, non è necessariamente sempre così. Quindi è sempre importante assicurare che l'esperienza sia voluta e mai sotto pressione o forzata".


Smale solleva un buon punto. Può essere incredibilmente difficile capire esattamente ciò che vuole un malato di demenza, e ancora più difficile prevedere come potrebbe reagire a un cambiamento improvviso o inatteso dell'ambiente. Smale dice che non solo l'esperienza tende a rilassare le persone, ma offre anche una tregua a lungo termine da alcuni dei picchi emotivi e della depressione così comune nella condizione e assicura che i processi di valutazione si basino sulla scienza e sull'esperienza concreta degli operatori sanitari.


"Questo video è solo la punta di un iceberg. Esso mostra solo alcuni brevi minuti di un piccolo numero di pazienti che sono stati così gentili da farci filmare e di mostrare il nostro lavoro al mondo. Siamo molto grati a loro per avercelo permesso, visto che ci ha aperto un gran numero di porte.

"Ma ciò che non si capisce dal video sono i lunghi periodi di serenità che i pazienti sperimentano. E' davvero rilassante solo guardare mentre li usano. Ti chiedi spesso se sono addormentati dietro la cuffia. Ma poi sussurrano qualcosa a proposito della scena in cui sono, e sai che sono ancora svegli. Solo molto, molto rilassati.

"Le persone che vivono con demenza sono spesso confuse e angosciate. Piuttosto che cercare di riportarle a quella che noi consideriamo la realtà, è meglio vivere con loro nella realtà in cui sono. Un'esperienza virtuale è un modo di portarle in un bel posto da qualunque altro in cui sentono di essere, in un modo che è in realtà molto meno stressante di portarle lì fisicamente. Per molti, lasciare il comfort di una casa di cura e salire su un autobus per andare in qualche luogo semplicemente non è possibile. Le nostre esperienze di realtà virtuale permettono a coloro che non sono in grado di lasciare la casa di cura di godere della giornata. Con i nostri processi robusti, se in qualsiasi momento c'è il rischio di disagio, ci assicuriamo di finire subito l'esperienza e di riportare il paziente al benessere. Questa è una cosa che è sempre stata molto importante per noi.

"Gli esperti di demenza della Quantum hanno sviluppato uno strumento di valutazione del benessere basato sulla scala Abbey Pain. Questo registra il benessere e il comportamento dei pazienti prima, durante e dopo l'esperienza VR. Sono dati molto utili che dimostrano chiaramente un effetto positivo su tutta la linea. Stiamo ora lavorando con due ospedali del NHS su uno studio di ricerca comportamentale, che espanderà questo lavoro. E potrà anche dimostrare l'efficacia in un ambiente acuto".


Una delle principali difficoltà della ricerca sulla demenza è che la condizione è spesso non trattata fino a quando non è ben consolidata. Spesso passa inosservata, e molti malati esprimono una reticenza comprensibile per portarla alla luce, temendo lo stigma collegato ad essa, non volendo destare preoccupazione o essere un peso.


La stimolazione e il coinvolgimento emotivo sono considerati sempre più metodi efficaci per rafforzare il cervello contro la demenza, quindi ho chiesto a Smale se il suo lavoro ha un potenziale nella prevenzione, o se potrebbe effettivamente rallentare l'insorgenza di una condizione assodata. "Questo deve ancora essere determinato", ammette. "Siamo fiduciosi che i nostri studi di ricerca inizieranno a dimostrare alcuni risultati molto utili, come la riduzione dei farmaci o il miglioramento dell'appetito. Abbiamo già visto innumerevoli ricordi riportati vividamente in vita dai pazienti. A volte i pazienti escono delle esperienze e raccontano per mezz'ora o più i ricordi d'infanzia legati alle esperienze. E' magico da vedere".


E' importante notare che Tribemix è una società a scopo di lucro, non è un ente di beneficenza. Anche se può avere obiettivi nobili, Smale ha anche le proprie bollette da pagare, e la VR è un affare costoso. Tuttavia, questo non è un'impresa di sfruttamento.


"I fornitori di assistenza saranno quelli che devono coprire i costi dei sistemi"
, dice. "Abbiamo fatto del nostro meglio per mantenerli più bassi possibile e siamo a un punto di prezzo che va bene per l'industria e permette ai fornitori di assistenza di avere accesso ai sistemi 24-7. L'hardware è l'ostacolo più grande da superare. La Oculus ha aiutato molto per l'hardware VR, ma abbiamo bisogno anche di aiuto con i PC per eseguirlo. Quindi ci piacerebbe parlare con un produttore di laptop interessato a sponsorizzare il nostro progetto. Sta nascendo un interesse enorme in tutto il mondo. Siamo anche interessati a stabilire connessioni in tutto il mondo di cura. Più sono i luoghi dove possiamo portare i sistemi, più persone possiamo aiutare".

 

 

 


Fonte: Dan Pearson su gameindustry.biz (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...