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L'obesità si affronta con programmi specifici per tipo di persona

L'obesità si affronta con programmi specifici per tipo di personaFoto: [url=http://commons.wikimedia.org/wiki/File:At_the_beach_-_male_abdominal_obesity.JPG]Wikimedia Commons[/url]

Non c'è una soluzione valida per tutti, quando si tratta di affrontare l'obesità, secondo un nuovo studio dell'Università di Sheffield.


I ricercatori che hanno esaminato come affrontare il problema dell'obesità del paese, che costa al Servizio Sanitario Nazionale (NHS) circa 10 miliardi di euro all'anno, hanno scoperto che attualmente le persone sono spesso trattate allo stesso modo, indipendentemente da quanto sono sane, da dove vivono o dalle loro caratteristiche comportamentali.


La ricerca ha scoperto chi ha un Indice di Massa Corporea (IMC/BMI) di 30 o superiore, in realtà rientra in uno dei sei gruppi e le strategie atte a puntare con successo la perdita di peso dovrebbero essere adattate al gruppo a cui appartiene.


Lo studio, condotto dal dottor Mark Green dalla Scuola di Sanità e Ricerca Correlata dell'Università, ha determinato i 6 gruppi in questo modo:

  1. maschi giovani forti bevitori,
  2. persone di mezza età infelici e ansiose,
  3. anziani felici, pur avendo patologie fisiche,
  4. donne giovani sane,
  5. anziani sani ricchi,
  6. individui con pessime condizioni di salute.


I ricercatori hanno sottolineato l'importanza per i responsabili della politica sanitaria di riconoscere le differenze degli individui con obesità e di affrontare o definire interventi su misura conseguenti. Questo approccio può essere più efficace nell'aiutare le persone a raggiungere uno stile di vita più sano. Un approccio sanitario mirato potrebbe anche fare un uso più efficiente dei servizi del NHS.

Può essere rilevante perché:

L'obesità e i problemi metabolici correlati (ipertensione, colesterolo, diabete, ...) sono anche fattori di rischio importanti per l'Alzheimer.

 
Il Dr Green, ha detto: "Le politiche progettate per combattere l'obesità e promuovere stili di vita più sani, spesso puntano gli individui solo perché sono obesi. Ma focalizzarsi sul gruppo nel suo insieme non è molto efficiente. Siamo tutti diversi e per persone diverse funzionano diversi approcci per la promozione della salute. La nostra ricerca ha dimostrato che chi fa parte dei gruppi che abbiamo identificato ha probabilmente bisogno di servizi molto diversi, e risponderà in modo molto diverso alle diverse politiche di promozione della salute. In futuro speriamo che i medici non mancheranno di tenere conto di questi 6 gruppi quando offrono consigli ai loro pazienti".


I ricercatori hanno suggerito che per affrontare l'obesità:

  1. per i giovani adulti bevitori potrebbero aiutare dei messaggi sulla riduzione dell'alcol;
  2. per le persone di mezza età che sono infelici e ansiose potrebbe essere utile un intervento che coinvolge sempre più esercizio fisico abbinato a consulenza psico-sociale;
  3. [ndt: per gli anziani con patologie fisiche, ma felici, nessun suggerimento; si arrangino, o restino obesi];
  4. le donne giovani sane possono non avere bisogno di alcun intervento;
  5. per gli anziani sani benestanti la perdita di peso potrebbe essere una priorità;
  6. per quelli del gruppo con la salute più scadente lo studio ha dimostrato che i consigli sull'esercizio fisico forse non sono ragionevoli e potrebbe essere necessario puntare a obiettivi molto più modesti.


I ricercatori hanno usato i dati dallo Yorkshire Health Study che comprendeva 4.144 individui obesi. Essi sperano che i risultati, pubblicati nel Journal of Public Health, possano fornire ispirazione ai responsabili politici e che possano guidare gli studi futuri sul contrasto all'obesità.

 

 

 

 

 


Fonte: University of Sheffield (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: M.a. Green, M. Strong, F. Razak, S.v. Subramanian, C. Relton, and P. Bissell. Who are the obese? A cluster analysis exploring subgroups of the obese. Journal of Public Health, April 2015 DOI: 10.1093/pubmed/fdv040

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Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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