Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

La casa di riposo che sta reinventando l'assistenza alla demenza

Con il suo soggiorno che imita gli anni '50 e il modello a grandezza naturale di una strada commerciale del passato, la Abbeyfield House è una casa di cura ingegnosa che mantiene mentalmente impegnati i suoi ospiti.

La casa di riposo che sta reinventando l'assistenza alla demenza(Da sinistra) Laura Wanstall con Gladys Evans, e Georgia Lindstrom con Jane Wordingham. (Foto: Heathcliff O'Malley / The Telegraph)

"Hai notato che non ci sono specchi?" mi chiede Alastair Mulvie, al termine di un pomeriggio trascorso tra i malati di demenza e i loro caregiver. Come presunta osservatrice allenata, mi vergogno di ammettere che non avevo notato l'assenza di specchi. A mia parziale scusante, ero stata impeganta a perlustrare tutto il salotto in stile anni '50, arredato con poltrone, una delle prime TV e un telefono di bachelite, dove gli ospiti potevano scivolare comodamente indietro in quella parte della loro vita che ricordano meglio. Quante ispirazioni. Anche la carta da parati botanica era giusta.


Avevo ammirato la cabina telefonica rossa nella sala, lo sportello postale e il "negozio" con vetrina ad arco pieno di prodotti noti agli anziani dai loro giorni attivi: detersivo Spic-e-Span, lievito degli Angeli, fiocchi d'avena. La Abbeyfield è una casa di reminiscenze e diversivi. Ci sono troppe cose per notare quello che manca.


La musica si sente dolcemente in sottofondo in tutta la struttura, sui tavoli sono lasciati aperti dei libri illustrati. Una radio sta mormorando dolcemente sui pianerottoli e un uccello in gabbia che cinguetta da qualche parte al piano superiore lascia il posto ad una sensazione di leggerezza inaspettata. Due o tre persone sono chinate sulle pagine dei loro libri «Storia di vita», una raccolta di foto e parole per ricordare a loro - e ai loro caregiver - chi e che cosa erano. Le immagini provocano un flusso di ricordi e semplici argomenti di conversazione. Una cosa facile da apprezzare.


Ma che dire degli specchi, o della loro mancanza? Lentamente comincio a rendermi conto. Quanto è terribile svegliarsi e scoprire di avere 50 anni, di non riconoscere le mani sulle coperte come le proprie mani. Passare davanti ad uno specchio nel corridoio e vedere un estraneo riflesso è inutilmente sconvolgente. La Mulvie spiega: "Alcune persone nella loro mente tornano ad avere 20 o 25 anni. Può essere allarmante non riconoscere sè stessi ora. Cerchiamo di togliere quest'ansia".


In un luogo di larghe vedute come la Abbeyfield House di New Malden nel Surrey (Gran Bretagna), non ha messo radici lo stereotipo temuto della casa di riposo noiosa, ordinata e istituzionale in cui file di persone fragili e sommesse sono allineate, assenti, di fronte a un televisore. La stimolazione è la parola d'ordine, insieme con sollecitudine per le esigenze individuali e per il passato individuale. E' significativo che tra i 36 anziani ospiti, tutti in una fase moderata o avanzata di demenza e che hanno bisogno di cure specialistiche, solo tre prendono attualmente farmaci antipsicotici, e pure al dosaggio più basso possibile.


"Molte case di riposo hanno ospiti con dipendenza da farmaci, e questo potrebbe essere il risultato della carenza di stimoli", dice la Mulvie, responsabile della raccolta fondi della Abbeyfield Society. "Abbiamo capito che dare alle persone degli interessi e aiutandole a impegnarsi con quello che sta attorno aiuta a tenerli lontani dai farmaci, riducendo al minimo l'ansia che spesso accompagna la demenza. Poichè per loro il tempo corre all'indietro e i ricordi recenti tendono a scomparire, cerchiamo di aiutarli a riconquistare un livello di memoria".


Siamo in un soggiorno luminoso al piano terra, in cinque, e Mulvie sta parlando sommessamente per rispetto verso le persone che vivono qui: "Siamo nella loro casa. Non ci hanno proprio invitati". Uno degli slogan della casa di cura è: "Tu non sei il nostro ospite, noi lo siamo di te".


La Abbeyfield è un ente di beneficenza con sede a Hertfordshire, con 500 strutture in tutto il paese. L'82 per cento sono dedicate alla Vita Sostenuta (gli anziani vivono in modo indipendente, ma con un gestore della casa), il 2 per cento fornisce Vita Independente con Assistenza (per esempio aiuto a vestirsi) e il restante 16 per cento sono case di cura come la New Malden, specializzate nella demenza, una malattia terminale spesso erroneamente considerata parte naturale del processo di invecchiamento.

[...]

Una delle stanze più toccanti della struttura è un piccolo nido crepuscolare con peluche, bambole, una culla vecchio stile e una sedia in legno curvato a dondolo. Qui, le donne che credono ancora di avere un figlio, o alle quali manca un figlio, possono esprimere routine materne consolanti, prendendosi cura di se stesse in sicurezza, senza la necessità di farmaci anti-psicotici.

[...]

La Abbeyfield finanzia la ricerca accademica e le campagne per migliorare la vita delle persone anziane. Attualmente sta lavorando ad un prototipo per una forma benigna di marcatura che impedisca agli anziani confusi di entrare nella camera da letto sbagliata e di prendere i beni degli altri ospiti, una fonte comune di disagio nelle case di cura. C'è già un sistema elettronico per avvisare il personale di cura quando un ospite, che è a rischio di cadere, tenta di camminare senza supervisione. Le cadute sono una delle cause più comuni di morte prematura.


Il manager della struttura conosce simpatie e antipatie di tutti gli ospiti, le loro paure e debolezze e le loro esigenze personali e mediche. Usando i loro nomi di battesimo e camminando spesso con loro sottobraccio, dialoga gentilmente con loro, senza fretta e con attenzione. La loro salute fisica e mentale è costantemente valutata, le famiglie informate. Una persona con demenza può dimenticare come mangiare e può non riconoscere nemmeno il cibo, perché la parte del cervello che regola i sensi e l'odore potrebbe essere danneggiata. "L'abilità è nel conoscere gli ospiti, di che cosa hanno bisogno e come soddisfare tali esigenze", dice. "Una volta che hanno avuto un posto qui, ci prendiamo cura di loro fino alla fine".


Al cuore della Abbeyfield Society c'è un esercito di oltre 4.000 volontari, dedicati come il personale a fornire il calore, l'amicizia e la dignità nelle prove della vecchiaia. Per molti parenti, la Abbeyfield è diventata familiare, creando legami che sono più forti di quelli con la comunità esterna. E' una testimonianza straordinaria che il coniuge che resta dopo la morte di un partner possa anche decidere di vivere nella struttura, pur non essendo affetto da demenza.


La Abbeyfield conta sulla generosità dei donatori e sulla raccolta di fondi per garantire il suo futuro. La maggior parte dei costi servono per gli stipendi del personale specializzato, ma sono necessari costanti miglioramenti favorevoli alla demenza per gli edifici e l'ambiente. La Abbeyfield House di New Malden ha programmi per un giardino interno, un gazebo per tutto l'anno circondato da un giardino sensoriale, e di sostituire ogni porta anonima delle camere da letto con una porta che sembra la porta d'ingresso di una casa.

 

 

 

 

 


Fonte:  Elizabeth Grice in The Telegraph  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...