Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Ricerche

Il cervello vede anche quello che tu non vedi

Il cervello vede anche quello che tu non vediUno sguardo dentro la mente: Davi Vitela indossa un berretto usato per acquisire le scansioni EEG della sua attività cerebrale mentre vede una serie di immagini. Lo studio di Jay Sanguinetti indica che la nostra mente percepisce gli oggetti della vita quotidiana di cui non siamo mai espressamente consapevoli. (Photo by Patrick McArdle / UANews)Un nuovo studio condotto dal dottorando Jay Sanguinetti della University of Arizona indica che il nostro cervello percepisce gli oggetti della vita quotidiana, che potremmo mai percepire consciamente.


La scoperta sfida i modelli correnti sul modo in cui il cervello elabora le informazioni visive. Non solo, potrebbe anche in qualche modo spiegare il meccanismo sottostante alla maggiore resistenza delle sensazioni, delle emozioni, nelle fasi avanzate dell'Alzheimer, rispetto alla ragione. E motivare scientificamente la necessità di non dire cose sgradevoli del malato in sua presenza, anche se è in una fase avanzata della malattia e sembra non capire quanto viene detto.


Saguinetti ha lavorato con il suo supervisore Mary Peterson, professore di psicologia e direttore del Cognitive Science Program della UA, e con John Allen, professore emerito di psicologia, scienze cognitive e neuroscienze della UA, per monitorare le onde cerebrali dei soggetti con un elettroencefalogramma (EEG), proprio mentre guardavano gli oggetti.
"Ci stavamo chiedendo se il cervello elabora il significato degli oggetti che si trovano al di fuori di queste sagome", ha detto Sanguinetti. "La questione specifica è: il cervello elabora quelle forme nascoste a livello di significato, anche quando il soggetto non li vede cosciamente?". La risposta ricevuta dai dati dello studio è "sì".


Le onde cerebrali dei partecipanti allo studio indicano che, anche se una persona non riconosce consapevolmente le forme al di fuori dell'immagine, il suo cervello comunque elabora quelle forme al livello di capirne il significato. "C'è una firma cerebrale per l'elaborazione significativa", ha detto Sanguinetti. Un picco nelle onde cerebrali medie, chiamate N400, indica che il cervello ha riconosciuto un oggetto e l'ha associato ad un particolare significato.

Onda N400La presenza di un'onda N400 anche nei casi in cui i partecipanti hanno riferito di non riconoscere la forma di un oggetto suggerisce che il loro cervello ha riconosciuto una forma, ma non ha inviato l'informazione al livello conscio. (Immagine: Jay Sanguinetti)


"Questo succede circa 400 millisecondi dopo che viene visualizzata l'immagine, meno di mezzo secondo", ha detto Peterson. "Guardando le onde cerebrali, esse sono ondulate sopra un asse di base e sotto tale asse (vedi figura a destra). Quelle negative sotto l'asse sono chiamate N, e quelle positive sopra l'asse sono chiamate P, quindi N400 significa che è una forma d'onda negativa che accade circa 400 millisecondi dopo che viene vista l'immagine".


La presenza del picco N400 indica che il cervello dei soggetti riconosce il senso delle forme esterne alla figura. "I partecipanti ai nostri esperimenti non vedono quelle forme fuori campo; e tuttavia la firma cerebrale ci dice che essi hanno elaborato il significato di quelle forme", ha detto Peterson. "Ma il cervello le respinge come interpretazioni, e se rifiuta le forme dalla percezione conscia, allora non c'è alcuna consapevolezza di loro".


"Abbiamo anche usato sagome innovative per controllo sperimentale", ha detto Sanguinetti. "Si tratta di nuovi forme nere in mezzo e senza alcunchè significativo sulla parte esterna". La forma d'onda N400 non compare nell'EEG dei soggetti quando vedono sagome mai viste, senza immagini di oggetti del mondo reale, il che indica che il cervello non riconosce un oggetto significativo nell'immagine. "Questo è grande", ha detto Peterson. "Abbiamo le prove neurali che il cervello elabora la forma e il significato delle immagini nascoste nelle sagome che abbiamo mostrato ai partecipanti al nostro studio".


La scoperta porta alla domanda del perché il cervello dovrebbe elaborare il significato di una forma quando la persona in ultima analisi non la percepirà, secondo Sanguinetti. "L'opinione tradizionale nella ricerca sulla visione è che questo sarebbe uno spreco in termini di risorse", ha spiegato. "Se non si ha intenzione di vedere l'oggetto sulla parte esterna, perché mai il cervello spreca tutte queste risorse di elaborazione e processa quell'immagine fino al livello di significato?"


"Moltissimi teorici ipotizzano che, poiché serve molta energia per l'elaborazione del cervello, allora il cervello passa il tempo ad elaborare quello che, in ultima analisi, si andrà a percepire", ha aggiunto Peterson. "Ma in realtà è il cervello a decidere che cosa percepire, ed elabora tutte le informazioni, per determinare qual è la migliore interpretazione".

Sanguinetti con un volontarioEsempio delle immagini mostrate ai partecipanti allo studio: quello che sembra essere un oggetto nero astratto. A volte, tuttavia, c'erano oggetti del mondo reale nascosti ai margini della sagoma nera. In questa immagine, si notano i contorni di due ippocampi negli spazi bianchi che circondano l'oggetto nero. (Immagine Jay Sanguinetti)


"Questa è una finestra in quello che il cervello fa continuamente"
, ha detto Peterson. "Spulcia sempre tra le varie possibilità per trovare la migliore interpretazione di quello che c'è là fuori. E la migliore interpretazione può variare con la situazione". Il nostro cervello si è evoluto scegliendo tra la raffica di stimoli visivi nei nostri occhi e identificando le cose che sono più importanti da percepire coscientemente, come una minaccia o il cibo, suggerisce Peterson.


In futuro, Peterson e Sanguinetti hanno in programma di cercare le regioni specifiche del cervello dove avviene l'elaborazione del significato. "Stiamo cercando di capire esattamente quali regioni del cervello sono coinvolte", ha detto Peterson. "L'EEG ci dice che sta avvenendo questa elaborazione e ci dice quando sta accadendo, ma non ci dice dove avviene nel cervello". "Vogliamo guardare dentro il cervello per capire dove e come questo significato viene elaborato".


Le immagini sono state mostrate ai partecipanti allo studio di Sanguinetti per soli 170 millesimi di secondo, ma il loro cervello è stato in grado di completare i processi complessi necessari per interpretare il significato degli oggetti nascosti. "Nel cervello avvengono molti processi per aiutarci a interpretare tutta la complessità che colpisce i nostri occhi", ha detto Sanguinetti. "Il cervello è in grado di elaborare e interpretare questa informazione molto rapidamente".


Lo studio di Sanguinetti indica che nella nostra quotidianità, per esempio mentre camminiamo per la strada, il nostro cervello può riconoscere molti oggetti significativi nella scena visiva, ma alla fine siamo consci solo di alcuni di tali oggetti. Il cervello lavora per fornirci l'interpretazione migliore e più utile possibile del mondo visivo, conclude Sanguinetti, una interpretazione che non include necessariamente tutte le informazioni degli stimoli visivi.


Lo studio di Sanguinetti è stato finanziato dalla National Science Foundation.

 

 

 

 

 


Fonte: University of Arizona.

Riferimenti: J. L. Sanguinetti, J. J. B. Allen, M. A. Peterson. The Ground Side of an Object: Perceived as Shapeless yet Processed for Semantics. Psychological Science, 2013; DOI: 10.1177/0956797613502814

Pubblicato da Shelley Littin in uanews.org (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Tutti gli articoli da non perdere