Vaccino contro l’herpes zoster collegato a un invecchiamento biologico più lento negli anziani

after injection vaccineImage by stefamerpik on freepik

Secondo un nuovo studio svolto alla University of Southern California di Los Angeles, la vaccinazione contro l’herpes zoster non solo protegge dalla malattia, ma può anche contribuire a rallentare l’invecchiamento biologico negli anziani. Lavorando sui dati dello U.S. Health and Retirement Study, i ricercatori hanno esaminato come la vaccinazione contro l’herpes zoster abbia influenzato diversi aspetti dell’invecchiamento biologico in più di 3.800 individui che erano over-70 nel 2016. Anche controllando altre variabili sociodemografiche e sanitarie, coloro che hanno ricevuto il vaccino contro l’herpes zoster hanno mostrato in media un invecchiamento biologico complessivo più lento rispetto agli individui non vaccinati.


L'herpes zoster è un'eruzione cutanea dolorosa e vescicolare causata dalla riattivazione del virus della varicella (varicella zoster). Chiunque abbia avuto la varicella è a rischio di herpes zoster che, sebbene possa manifestarsi in età più giovane, costituisce un rischio maggiore per gli over-50 e gli immuno-compromessi. La vaccinazione, che generalmente è eseguita solo negli anziani, offre protezione dall’herpes zoster e una minore possibilità di nevralgia post-erpetica o dolore a lungo termine dopo un’infezione da herpes zoster.


Anche se i vaccini sono progettati per proteggere dalle infezioni acute, recenti ricerche hanno evidenziato una possibile connessione tra i vaccini per adulti, compresi quelli contro l’herpes zoster e l’influenza, e minori rischi di demenza e altri disturbi neurodegenerativi, ha affermato Jung Ki Kim, professore associato di ricerca di gerontologia, primo autore dello studio: “Questo studio si aggiunge alle prove emergenti che i vaccini potrebbero avere un ruolo nel promuovere un invecchiamento sano modulando i sistemi biologici oltre la prevenzione delle infezioni”.

 

Misurare il corpo, non il calendario

A differenza dell’invecchiamento cronologico, l’invecchiamento biologico si riferisce al modo in cui il corpo cambia nel tempo, che include il funzionamento degli organi e dei sistemi. Due persone di 65 anni possono apparire molto diverse dentro: una può avere il profilo biologico di qualcuno più giovane, mentre un'altra può mostrare segni di essere invecchiata prima.


Nel nuovo studio, Kim e la coautrice Eileen Crimmins, professoressa dell'USC e prof.ssa di gerontologia dell’AARP, hanno misurato sette aspetti dell’invecchiamento biologico:

  1. infiammazione
  2. immunità innata (le difese generali dell’organismo contro le infezioni)
  3. immunità adattativa (risposte a specifici agenti patogeni dopo l'esposizione o la vaccinazione)
  4. emodinamica cardiovascolare (flusso sanguigno)
  5. neurodegenerazione
  6. invecchiamento epigenetico (cambiamenti nel modo in cui i geni vengono 'spenti' o 'accesi')
  7. invecchiamento trascrittomico (cambiamenti nel modo in cui i geni vengono trascritti nell'RNA utilizzato per creare proteine)


Il team ha anche usato collettivamente i valori per registrare un punteggio composito di invecchiamento biologico.

 

Risultati sorprendenti oltre la prevenzione dell’herpes zoster

In media, gli individui vaccinati avevano valori significativamente più bassi di infiammazione, un invecchiamento epigenetico e trascrittomico più lento e punteggi più bassi di invecchiamento biologico composito. I risultati forniscono maggiori informazioni sui possibili meccanismi alla base del modo in cui la salute del sistema immunitario interagisce con il processo di invecchiamento.


L’infiammazione cronica di basso livello è un noto fattore che contribuisce a molte condizioni legate all’età, che comprendono malattie cardiache, fragilità e declino cognitivo. Questo fenomeno è chiamato 'inflammaging” (infiammazione dell'invecchiamento), ha detto Kim:

“Contribuendo a ridurre questa infiammazione di fondo, forse impedendo la riattivazione del virus che causa l’herpes zoster, il vaccino può avere un ruolo nel sostenere un invecchiamento più sano. Mentre i meccanismi biologici esatti restano da comprendere, il potenziale della vaccinazione di ridurre l’infiammazione la rende un’aggiunta promettente a strategie più ampie volte a promuovere la resilienza e a rallentare il declino legato all’età”.


Questi potenziali benefici potrebbero anche essere persistenti. Analizzando il modo in cui il tempo trascorso dalla vaccinazione ha influenzato i risultati, Kim e la Crimmins hanno scoperto che i partecipanti che avevano ricevuto il vaccino 4 o più anni prima di fornire il campione di sangue mostravano ancora in media un invecchiamento epigenetico, trascrittomico e biologico complessivo più lento rispetto ai partecipanti non vaccinati.


"Questi risultati indicano che la vaccinazione contro l'herpes zoster influenza domini chiave legati al processo di invecchiamento", ha detto la Crimmins. “Mentre sono necessarie ulteriori ricerche per replicare ed estendere questi risultati, in particolare usando progetti longitudinali e sperimentali, il nostro studio incrementa il corpo crescente di lavori che suggeriscono che i vaccini potrebbero avere un ruolo nelle strategie di invecchiamento sano oltre alla semplice prevenzione delle malattie acute”.

 

 

 


Fonte: Beth Newcomb in University of Southern California (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: J Ki Kim, EM Crimmins. Association between shingles vaccination and slower biological aging: ... J Geront A, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)