Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Esperienze e opinioni

Il pensionamento fa male alla tua salute mentale? Il ruolo della mancanza di obiettivi

older woman golf player retirement


Una volta avevo un collega che contava i giorni mancanti alla pensione, letteralmente. “538”, mi disse una mattina. Il giorno successivo, era “537”. Lui e sua moglie avevano dei piani. Avrebbero costruito la loro casa dei sogni su un terreno boschivo di montagna che avevano acquistato.


Non ho mai avuto notizie da quel collega dopo il suo ritiro, ma sulla base di un recente studio pubblicato dallo psicologo Jeremy Hamm della North Dakota State University e colleghi, ho ragione di credere che stia bene.


Allo stesso tempo, ho anche avuto colleghi più anziani che temevano la pensione. “Cosa farò con me stesso?” si chiedevano. Mi sono sempre sentito dispiaciuto per loro quando infine hanno dovuto lasciare il lavoro, sia per cattiva salute che per pressione amministrativa.


Alcune persone prosperano in pensione, mentre altri cadono rapidamente nel declino mentale e fisico. Ma quali caratteristiche di personalità determinano chi fiorirà e chi sarà in difficoltà una volta che non avrà più un posto di lavoro dove andare? Questa è la domanda che Hamm e colleghi esplorano in questo studio.


Il principio 'usa-o-perdi' vale non solo per la nostra salute fisica, ma pure per la nostra salute psicologica. Il lavoro è mentalmente impegnativo, anche quando è noioso. In primo luogo, dobbiamo esercitare funzioni esecutive, la capacità di inibire le distrazioni e mantenere l'attenzione focalizzata sul compito del momento. In secondo luogo, è necessario usare la memoria episodica per tenere traccia di dove sei nel processo e che cosa deve essere fatto dopo.


Poi ci sono i lati sociali ed emotivi del lavoro, anch'essi ci mantengono mentalmente sulle spine. Abbiamo a che fare con le richieste concorrenti dei manager e i comportamenti fastidiosi dei colleghi. E lavorare al servizio al cliente richiede un livello ancora più elevato di intelligenza emotiva.


Il nostro lavoro ci da un allenamento psicologico che ci tiene mentalmente in forma, anche se a volte sembra che ci stia facendo impazzire! Al contrario, la nostra vita a casa con il nostro coniuge per molti anni è costruita su una serie di abitudini consolidate e di routine che raramente ci tassano mentalmente. Quando ci ritiriamo, allora, si corre il rischio di perdere le opportunità di sfidarci mentalmente e di mantenerci cognitivamente in forma.


Questa osservazione ha portato Hamm e colleghi a proporre un particolare tratto della personalità che può prevedere chi prospererà dopo il pensionamento, e chi appassirà sulla vite. Chiamano questa caratteristica 'disimpegno dall'obiettivo', la tendenza a rinunciare facilmente quando le attività diventano difficili. Considera affermazioni come queste:

  • Quando le mie aspettative non sono soddisfatte, le abbasso.
  • Per evitare delusioni, non mi fisso obiettivi troppo alti.
  • Mi sento sollevato quando lascio andare alcune delle mie responsabilità.


Se sei d'accordo con queste affermazioni, hai un alto disimpegno dall'obiettivo. Le persone che hanno un alto disimpegno dall'obiettivo possono ancora persistere nei compiti difficili, quando la situazione lo richiede, come ad esempio nell'ambiente di lavoro. Ma senza pressioni esterne, queste persone rinunciano non appena il gioco si fa duro. Sono il tipo di persone che mettono da parte un cruciverba a metà dell'opera, o forse hanno un certo numero di progetti incompiuti che languono nel seminterrato.


Al contrario, se senti che queste dichiarazioni non ti descrivono affatto, hai un basso disimpegno dall'obiettivo. Probabilmente sei il tipo di individuo che si fissa obiettivi personali e li porta a termine anche se nessuno ti sta spingendo e non c'è alcuna ricompensa particolare per esso alla fine. Una volta che avvii un progetto, proprio non ti senti soddisfatto fino a quando non lo completi.


Per verificare l'ipotesi se le persone con alto disimpegno dall'obiettivo hanno più probabilità di sperimentare il declino cognitivo dopo il pensionamento, hanno usato dati di un ampio progetto chiamato Midlife United States Study (MIDUS). Il MIDUS ha raccolto numerosi dati di oltre 7.000 americani di mezza età in tre punti nel tempo: MIDUS 1 nel 1995, MIDUS 2 nel 2004, e MIDUS 3 nel 2013. Questa banca dati è diventata il fulcro per gli studi sull'invecchiamento.


Poiché il funzionamento cognitivo non è stato valutato dal MIDUS 1, i ricercatori si sono invece concentrati sul 2 e il 3. Il loro campione era costituito da oltre 700 individui che stavano ancora lavorando al tempo del MIDUS 2. Al MIDUS 3, circa la metà stava ancora lavorando e l'altra metà era in pensione. Analogamente, il campione era diviso a metà tra maschi e femmine.


A scopo di confronto, i ricercatori sono riusciti anche ad abbinare ogni pensionato con ogni singolo lavoratore su una serie di caratteristiche demografiche. In questo modo, i ricercatori erano più sicuri che qualsiasi differenza nel funzionamento cognitivo tra i due gruppi era causata dal loro status di pensionati o lavoratori, piuttosto che da altri fattori.


Come previsto, i pensionati come gruppo hanno mostrato più declino cognitivo rispetto a quelli che stavano ancora lavorando. E come previsto, il tratto della personalità del disimpegno dall'obiettivo si è realmente correlato con un declino cognitivo più ripido dopo il pensionamento, ma solo per le donne. In effetti, gli uomini in pensione in questo studio hanno mostrato meno calo nel funzionamento mentale rispetto alle donne in pensione, nel complesso.


Un esame più attento dei dati demografici di questo campione dà alcuni suggerimenti sulle ragioni di questo risultato inaspettato. In particolare, gli uomini tendevano ad avere livelli più elevati di istruzione, maggiore reddito vitale, e occupazioni più impegnative o di stato superiore prima del pensionamento, rispetto alle donne. Tutti questi fattori sono noti per potenziare la capacità di resilienza cognitiva.


Anche se il MIDUS è una comoda base di dati da cui attingere informazioni utili per l'invecchiamento in America, ha anche i suoi svantaggi. Nel particolare campione usato da Hamm e colleghi, il reddito medio della famiglia era quasi $ 90.000 l'anno, molto al di sopra della media delle famiglie degli Stati Uniti. Il campione era anche formato per il 94% da bianchi, difficilmente rappresentativo della popolazione americana nel suo complesso.


Come sempre accade nella scienza, questo studio solleva più domande che risposte. I risultati indicano che i pensionati hanno bisogno di trovare il modo di mantenersi mentalmente sfidati se vogliono evitare il declino cognitivo. Inoltre, lo studio mostra che molti anziani continuano a fiorire psicologicamente dopo il pensionamento.


Tuttavia, la constatazione che il disimpegno dall'obiettivo è legato al declino cognitivo dopo il pensionamento delle donne deve essere interpretata con cautela. In particolare, questa differenza di genere apparente è probabilmente dovuta invece allo status socio-economico. Ulteriori ricerche sono necessarie. Ma nel frattempo, il principio usalo-o-lo-perdi  sembra essere valido.

 

 

 


Fonte: David Ludden PhD, professore di psicologia al Georgia Gwinnett College.

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Tutti gli articoli da non perdere