Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Questi oli essenziali combattono la demenza ... ma vincono?

Questi oli essenziali combattono la demenza ... ma vincono?E' inutile ribadire che la salute del cervello è assolutamente importante per il nostro benessere generale. Come centro di controllo del corpo, il cervello governa la funzione di ogni altro sistema, e se il nostro cervello inizia a fare cilecca, tutti i sistemi vanno male.


Il caso peggiore di disastro cognitivo è la demenza, la cui forma più comune è la temuta malattia di Alzheimer. I Centri Controllo e Prevenzione Malattie (CDC) stimano che una persona over-65 su nove negli Stati Uniti anni soffra di Alzheimer. E' la sesta causa di morte nella nostra nazione, e, purtroppo, è in aumento.


L'Alzheimer è una condizione degenerativa caratterizzata da un calo del numero di cellule nervose nella corteccia cerebrale, il "centro di controllo" del cervello. Per esempio alcune delle funzioni di questa area del cervello sono le abilità di ragionamento, la memoria e il linguaggio.


Col progredire della malattia, le persone spesso perdono i ricordi, e talvolta non riescono nemmeno a riconoscere più i loro cari, un dolore indicibile. Al momento non ci sono farmaci in grado di attenuare i sintomi o la progressione dell'Alzheimer, o di qualsiasi altro tipo di demenza. Anche se alcuni rimedi naturali (es.: olio di cocco, cannabis) hanno dimostrato di essere promettenti, la prevenzione è ancora il fattore chiave per evitare l'insorgenza dei sintomi della demenza.


Pur non essendoci alcuna strategia di prevenzione garantita per evitare la demenza, si può dare al cervello una possibilità di combatterla con uno stile di vita più sano possibile. E' essenziale una dieta nutriente fatta di cibi integrali, ricca di frutta, verdura, grassi e proteine ​​sane, e acidi grassi omega-3, così come l'esercizio fisico e buone notti di sonno su base regolare.


Oltre ad uno stile di vita sano, si potrebbero considerare gli oli essenziali descritti di seguito, tutti collegati al benessere cognitivo. Non solo possono prevenire la demenza; questi oli possono aiutare a migliorare la memoria, l'umore e l'attenzione in generale!

 

  • Oli essenziali di salvia
    La salvia, una pianta fragrante antica, usata di solito nelle ricette mediterranee, è stata descritta nella Farmacopea degli Stati Uniti tra gli anni 1840 e il 1900, ed è conosciuta da lungo tempo per i suoi effetti benefici sia sul corpo che sulla mente. Una delle sue caratteristiche principali, celebri da generazioni, è il legame con il miglioramento della memoria e col rafforzamento della funzione del sistema nervoso.

    In uno studio del 2010 pubblicato sulla rivista Human Psychopharmacology, gli effetti della salvia (Salvia officinalis), così come della sua parente, la Salvia lavandulifolia, sono stati testati per i loro effetti sulla memoria. Nello studio, 135 volontari sani hanno inalato gli aromi di entrambi i tipi di salvia o nessun aroma per il gruppo di controllo. I volontari hanno poi subito test cognitivi e dell'umore.

    Per i risultati, gli autori dello studio hanno scritto: "L'analisi dei dati ha rivelato che il gruppo di aroma Salvia officinalis ha ottenuto risultati significativamente superiori rispetto al gruppo di controllo, sui fattori primari di esito della qualità della memoria e della memoria secondaria, dalla batteria di test. La misura 'Alert Mood' ha evidenziato differenze significative tra i due aromi e la condizione di controllo".

    Gli autori di uno studio precedente, effettuato nel 2005 e pubblicato sulla rivista Physiology and Behavior, hanno scritto: "I membri della famiglia Salvia, come la Salvia officinalis e la Salvia lavandulifolia, hanno una lunga storia di uso come agenti di miglioramento della memoria, accoppiati con proprietà colinergiche che potenzialmente possono essere rilevanti per il miglioramento dei deficit cognitivi associati all'Alzheimer".

    Per verificare questi effetti potenziali, i ricercatori hanno dato a 24 partecipanti una dose di 25 o di 50 microlitri di olio essenziale di salvia lavandulifolia, o un placebo. I partecipanti si sono sottoposti a test per misurare le loro capacità cognitive, e il loro stato d'animo.

    Gli autori dello studio hanno riassunto così i risultati: "I risultati dimostrano che la somministrazione di Salvia lavandulaefolia determina un consistente miglioramento sia per la dose da 25 che per quella da 50 microlitri sul fattore 'Velocità di memoria'. C'è stato anche un miglioramento del fattore 'memoria secondaria' per la dose di 25 microl. Anche l'umore ha avuto costanti miglioramenti, con aumenti in 'vigilanza', 'pacatezza' e 'contentezza' auto-valutati dopo la dose di 50 microlitri, e ha alzato la 'calma' con la dose da 25 microl.
    Questi risultati rappresentano un'ulteriore prova che la salvia è in grado di modulare in modo acuto l'umore e la cognizione nei giovani adulti sani. I dati suggeriscono anche che i precedenti rapporti sui miglioramenti della memoria provocati dalla salvia possono essere dovuti ad un recupero più efficace del materiale obiettivo"
    .


  • Olio essenziale di menta piperita
    La menta (Mentha piperita) è un altro olio essenziale con una vasta gamma di proprietà curative. E' meravigliosa non solo per migliorare la digestione, per rinfrescare l'alito, e rilassare i muscoli tesi, può anche aiutare a migliorare la memoria.

    Uno studio del 2008, pubblicato sul Journal of Neuroscience, ha testato gli effetti degli oli essenziali sia della menta piperita che dello ylang ylang sulla cognizione e sull'umore. Lo studio ha coinvolto 144 volontari, che hanno avuto olio essenziale all'aroma di menta piperita, o di ylang ylang, o nessun aroma nel gruppo di controllo.

    Per quanto riguarda i risultati dello studio, gli autori hanno notato: "La menta si è rivelata in grado di migliorare la memoria, mentre lo ylang-ylang l'ha compromessa, e ha allungato la velocità di elaborazione. In termini di umore personale, la menta piperita ha aumentato la vigilanza e lo ylang-ylang l'ha diminuita, ma ha aumentato in modo significativo la calma".

    Questi risultati non devono mettere in cattiva luce l'olio essenziale di ylang ylang: questo olio è meraviglioso per promuovere il rilassamento e alleviare lo stress, tra gli altri benefici. Tuttavia essi sottolineano la capacità della menta piperita di migliorare la memoria e aumentare la chiarezza mentale, due aspetti molto importanti della salute cognitiva.


  • Olio essenziale di lavanda
    L'olio essenziale di lavanda (Lavandula angustifolia) è uno dei profumi più noti in giro per le sue miti proprietà sedative. E' il più delicato degli oli essenziali, ed è ottimo per alleviare lo stress. Si è rivelato anche in grado di aumentare i livelli di umore e di prontezza.

    I ricercatori che hanno eseguito uno studio nel 2002, pubblicato sulla rivista Phyitotherapy Research, hanno esaminato le molte proprietà della lavanda, compresa la ricerca precedente sui suoi effetti neurologici. Per riassumere alcune di queste ricerche, gli autori dello studio hanno scritto:

    "Diversi autori hanno anche rilevato un'associazione tra il profumo di lavanda e gli stati emotivi positivi ... Diego et al. (1998) hanno trovato che gli individui che ricevono profumo di olio di lavanda (10%) per 3 minuti erano significativamente più rilassati, avevano un minore punteggio di ansia, migliori stati d'animo e hanno mostrato una maggiore potenza alfa nell'EEG (indicazione di maggiore sonnolenza)".

    Aggiungendo che: "Uno studio in Australia ha scoperto che quando i pazienti in una struttura diurna di assistenza alla demenza hanno ricevuto un massaggio manuale di 10/15 minuti con una miscela di tre oli, tra cui la lavanda, avevano un significativo miglioramento in tutte le aree misurate. Tra queste, i sentimenti di benessere, maggiore vigilanza, diminuzione dell'aggressività e dell'ansia e migliori modelli di sonno (Kilstoff e Chenoweth, 1998)".

    Sia il sollievo dallo stress che una maggiore vigilanza sono fondamentali per la salute cognitiva. Una ragione di ciò è che lo stress - soprattutto quello cronico - può portare a infiammazione in tutto il corpo, che apre la strada a molte malattie croniche, tra cui quelle che colpiscono il cervello.

 

Se si desidera sfruttare la potenza degli oli essenziali, il primo passo è parlare con un professionista della salute naturale di fiducia. Anche se questi oli sono naturali, sono altamente concentrati e molto potenti, e dovrebbero essere usati con giudizio. La natura non è uno scherzo.


Chiedere al professionista sanitario di ciascuno di questi oli, e degli obiettivi riguardo al loro uso, in modo da poter lavorare insieme per sviluppare un piano che è giusto per le esigenze individuali di salute. Un professionista esperto della salute naturale può aiutare a determinare la quantità da usare e con quale frequenza, nel modo più sicuro ed efficace possibile.


E' anche importante scegliere un olio essenziale di alta qualità, di tipo terapeutico. Ci sono molti impostori là fuori, quindi bisogna essere sicuri di cercare e acquistare da una società responsabile con una buona reputazione, e con molti clienti soddisfatti.


Un ottimo modo per usare gli oli essenziali è nelle applicazioni di aromaterapia. Si potrebbero mettere alcune gocce in un diffusore, e far sì che l'aroma si diffonda in qualsiasi stanza della casa, come la camera da letto o uno spazio di meditazione.


Alcuni oli essenziali possono essere applicati su punti di pressione, mescolati con un olio di base (come l'olio di cocco biologico) e usati durante il massaggio, o addirittura presi internamente; ma bisogna essere sicuri di chiarire questi usi con un professionista sanitario, e nel caso di assunzione interna, assicurarsi che l'olio non solo sia terapeutico di prima scelta, ma pure alimentare.


Anche se gli oli essenziali da soli non garantiscono il benessere cognitivo, accoppiati con uno stile di vita complessivamente sano, possono sicuramente dare un impulso!

 

 

 


Fonte: Tanya Rakhmilevich in The Alternative Daily (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Tutti gli articoli da non perdere