Associazione Alzheimer ONLUS logo Christmas

Esperienze e opinioni

Il sistema monoaminergico e il suo presunto ruolo nell'Alzheimer

Il sistema monoaminergico e il suo presunto ruolo nell'AlzheimerSerotonina e globuli rossi all'interno delle arterie nel cervello.Si crede che le placche di amiloide-β si accumulino nelle fasi iniziali dell'Alzheimer, portando allo sviluppo dei sintomi, come la perdita di memoria.


Le placche si formano quando la proteolisi enzimatica della proteina precursore dell'amiloide (APP) per mezzo della β-secretasi, forma l'oligomero tossico amiloide-β misfolded [mal ripiegato].


Basandosi sulle precedenti scoperte degli effetti del citalopram sulle placche di amiloide-β, Sheline e colleghi (1) hanno valutato il ruolo del sistema serotoninergico in un modello animale di patologia di Alzheimer così come in volontari umani sani.


Il citalopram si è rivelato in grado di arrestare la crescita delle placche amiloidi-β esistenti e di ridurne la formazione di nuove del 78%; il farmaco diminuisce anche l'amiloide-β nel liquido cerebrospinale degli adulti sani.


Anche se questi risultati sono importanti e puntano in una direzione diversa per la ricerca, ciò che li rende forse ancora più interessanti è il farmaco usato. Il citalopram è un SSRI [Selective Serotonin Reuptake Inhibitor - inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina] ed il suo meccanismo d'azione, anche se non del tutto chiaro, inizia con il blocco del trasportatore della serotonina, una proteina che trasferisce la serotonina dalla fenditura sinaptica al neurone presinaptico. Il suo meccanismo di azione terapeutico è quindi, almeno inizialmente, atto a modulare il sistema serotoninergico attraverso i suoi recettori.


Una ricerca relativamente recente ha evidenziato gli effetti a valle dell'architettura cellulare, così come a livello genico (2). Più sorprendente è la scoperta che gli SSRI alleviano la depressione, inducendo la proliferazione del «fattore neurotropico derivato dal cervello». In definitiva, il sollievo della depressione è stato associato al grado di neurogenesi, una constatazione rivoluzionaria, visto che si dà per scontato che il cervello degli adulti è statico.


Se il citalopram è teoricamente in grado di alleviare la depressione, promuovendo la neurogenesi, potrebbe essere questa la spiegazione dei risultati dello studio di Sheline e colleghi? Chiaramente non è così facile; la neurogenesi e il sollievo della depressione associato avviene su più di 6/8 settimane, ed i ricercatori hanno visto una diminuzione della formazione di amiloide-β anche dopo 1 dose di citalopram. Pertanto, l'efficacia antidepressiva non equivale necessariamente a una profilassi potenziale per l'Alzheimer.

 

Il sistema monoaminico nella prevenzione della formazione della placca

Altri SSRI potrebbero avere lo stesso effetto del citalopram sulla formazione della placca (3). Esaminare il modo in cui gli SSRI agiscono sul sistema serotoninergico può aiutarci a capire come gli SSRI influenzano la formazione della placca, quali recettori e seconde molecole messaggero sono coinvolte. Pimenova e colleghi (4) hanno scoperto che gli agonisti che attivano il recettore della serotonina 4 inducono la sovra-regolazione dell'attività dell'α-secretasi.


Questa azione porta alla scissione dell'APP in un (buon) frammento solubile per mezzo dell'attivazione a valle di altri sistemi di messaggeri intracellulari (3,4). L'α-secretasi è un enzima proteolitico che, a differenza della β-secretasi, fende l'APP in una forma di frammento di APP solubile e neuroprotettivo (sαAPP), precludendo quindi la formazione della controparte amiloidogenica del peptide amiloide-β (5).


L'implicazione dello studio di Pimenova e colleghi (4) è che l'attivazione della serotonina 4 potrebbe essere un primo passo nella scissione corretta dell'APP da parte dell'α-secretasi. Nonostante il legame tra serotonina, recettore della serotonina 4, e α-secretasi, il citalopram non è considerato un agonista o antagonista del recettore della serotonina 4.


Un modo di conciliare questi fatti è pensare che l'effetto iniziale degli SSRI (non gli effetti che tendono a lavorare per la depressione, almeno inizialmente) è aumentare acutamente la densità della serotonina intrasinaptica. Il conseguente aumento della densità della serotonina aumenta la probabilità che possa stimolare altri recettori della serotonina; quindi, un agonismo putativo sulla serotonina 4 sarebbe indiretto.


Sembra che la cascata di chinasi extracellulare regolamentata sia un giocatore chiave nel legame tra serotonina e α-secretasi, dal momento che la sua inibizione a mezzo manipolazione sperimentale è in grado di invertire la riduzione dell'amiloide-β indotta dalla serotonina (3). Il recettore della serotonina 4 è un altro giocatore; è probabile che altri recettori serotoninergici finiranno per essere altrettanto importanti.

 

Il sistema colinergico muscarinico

Il sistema colinergico ha un ruolo chiave nell'apprendimento, nella memoria e nella cognizione generale. I tentativi di migliorare la neurotrasmissione colinergica sono al centro dei trattamenti di prima linea comuni per l'Alzheimer. Quello che sta diventando chiaro è che il recettore colinergico muscarinico M1 sembra avere un ruolo di primo piano nell'incremento di attività dell'α-secretasi per formare l'oligomero sαAPP.


I paradigmi farmacologici e comportamentali che usano gli agonisti e gli antagonisti del recettore M1 hanno migliorato e peggiorato, rispettivamente, i parametri cognitivi in modelli animali e le analisi in vitro hanno rivelato il ruolo dell'M1 sull'attività dell'α-secretasi (6).


Il citalopram ha dimostrato di puntare parzialmente il sistema colinergico (7). Ad esempio, il citalopram si caratterizza per invertire il deterioramento della memoria mediante l'aumento dell'attività dell'acetilcolina nell'ippocampo in modelli animali. Si è ipotizzato che il citalopram migliori la memoria nei pazienti depressi, almeno in parte, modulando il sistema colinergico.

 

Conclusione

Gli SSRI, anche se puntano principalmente al trasportatore della serotonina, sono farmaci complessi che potrebbero funzionare su altri sistemi di neurotrasmettitori e recettori. E' probabile che valga la pena esaminare gli effetti di altri sistemi di monoamine e neuropeptidi sul macchinario enzimatico che scinde l'APP. Sono necessari ulteriori studi per chiarire gli effetti che altri composti ben conosciuti, attualmente usati in neuropsichiatria, potrebbero avere per alleviare l'Alzheimer.

 

 

Referenze:

  1. Sheline YI, West T, Yarasheski K, et al. An antidepressant decreases cerebrospinal fluid Aβ production in healthy individuals and in transgenic AD mice.Sci Transl Med. 2014;6:236re4.
  2. Sangkuhl K, Klein TE, Altman RB. Selective serotonin reuptake inhibitors pathway.Pharmacogenet Genomics. 2009;19:907-909.
  3. Cirrito JR, Disabato BM, Restivo JL, et al. Serotonin signaling is associated with lower amyloid-β levels and plaques in transgenic mice and humans. Proc Natl Acad Sci U S A. 2011;108:14968-14973.
  4. Pimenova AA, Thathiah A, De Strooper B, Tesseur I. Regulation of amyloid precursor protein processing by serotonin signaling.PloS One. January 21, 2014. http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0087014. Accessed July 10, 2014.
  5. Postina R. A closer look at alpha-secretase.Curr Alzheimer Res. 2008;5:179-186.
  6. Caccamo A, Oddo S, Billings LM, et al. M1 receptors play a central role in modulating AD-like pathology in transgenic mice.Neuron. 2006;49:671-682.
  7. Egashira N, Matsumoto Y, Mishima K, et al. Low dose citalopram reverses memory impairment and electroconvulsive shock-induced immobilization.Pharmacol Biochem Behav. 2006;83:161-167.
  8. Pollock BG, Mulsant BH, Rosen J, et al. Comparison of citalopram, perphenazine, and placebo for the acute treatment of psychosis and behavioral disturbances in hospitalized, demented patients.Am J Psychiatry. 2002;159:460-465.
  9. Barnes DE, Yaffe K. The projected effect of risk factor reduction on Alzheimer’s disease prevalence. Lancet Neurol. 2011;10:819-828.

 

 

 

 


Fonte:  Derick E. Vergne, MD, professore assistente nel dipartimento di psichiatria alla Tufts University di Boston. Egli riferisce di non avere conflitti di interesse concernenti l'oggetto del presente articolo.

Pubblicato in Psychiatric Times  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...