Possibile che 2 pazienti su 5 in ospedale soffrano di demenza?

Ambiente di ospedaleSir David Nicholson (responsabile del Servizio Sanitario Nazionale GB), in un'intervista a The Independent il 21 Gennaio dice: "Nell'ospedale generale medio, ora, qualcosa come il 40 per cento dei pazienti hanno una qualche forma di demenza".

La demenza - una sindrome i cui sintomi includono il deterioramento delle funzioni cerebrali - è una malattia che perseguita le nostre case e i nostri reparti ospedalieri. Il Ministero della Sanità della GB stima che la condizione colpisca circa 750.000 persone nel Regno Unito, la maggior parte dei quali sono anziani, mentre quelli sotto i 65 anni rappresentano circa un caso su 40.


Poichè questo numero è destinato a raddoppiare nei prossimi 30 anni, il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) sta studiando come si potrebbe migliorare il trattamento dei pazienti che soffrono di questa malattia. Oggi il responsabile dell'NHS Commissioning Board ha ribadito l'impegno del governo a curare i pazienti anziani nella comunità [=a domicilio]. Sir David Nicholson ha osservato che gli ospedali "sono luoghi pessimi per gli anziani fragili", i cui bisogni individuali sono spesso trascurati. E anche se non ha affrontato la questione direttamente, Sir David avrebbe potuto aggiungere che, quando gli anziani sono ricoverati in ospedale, sono implicati costi enormi per il servizio sanitario nazionale.


In parole povere, più un paziente soggiorna in ospedale, più grande è il conto. L'assistenza comunitaria (=in casa) si presenta come una panacea se accettiamo che i pazienti con demenza potrebbero essere assistiti meglio a casa o in un centro di salute e allo stesso tempo i fondi dell'NHS potrebbero essere spesi in modo più efficiente.


Tuttavia, Sir David sta esagerando quando afferma che "qualcosa come il 40 per cento" dei pazienti nell'ospedale generale medio è affetto da demenza? Non cita la fonte, per cui dovremo andare a scavare noi stessi.


E' il 25%?

Nel 2009 l'Alzheimer's Society (l'Alzheimer è una delle principali cause della demenza) ha riferito che in qualsiasi momento il 25% dei posti letto ospedalieri sono occupati da persone con demenza. L'associazione basa questa stima sul fatto che nel 2001 il Ministero della Sanità ha calcolato che sono gli anziani oltre i 65 anni ad essere responsabili del 60% dei giorni di degenza nel Regno Unito. In questo gruppo di ultra 65enni, fino al 40% erano malati di demenza. (Il dato del 40% sembra essere basato su uno studio di oltre 700 pazienti anziani e sul loro andamento dopo essere stati ricoverati per una frattura dell'anca. Il 40% di questo gruppo soffriva di demenza). Se calcoliamo il 40% del 60% dei pazienti anziani, si arriva a una cifra complessiva di circa il 25%.


O è superiore al 25%?

In un rapporto del 2005, il Royal College of Psychiatrists stima che un tipico ospedale generale distrettuale abbia - in media - il 31% dei suoi pazienti di oltre 65 anni con demenza. Includendo pazienti con depressione o delirio, la prevalenza della malattia mentale si è rivelata molto più alta, intorno al 60%. Troviamo il dato del 40% di Sir David nel contesto dello studio su scala relativamente piccola di un ospedale di Londra. Esso ha esaminato più di 600 ricoveri d'urgenza di ultra 70enni ammessi in un DGH (District General Hospital) di Londra. Nel 42% dei casi, la demenza faceva parte della diagnosi.


Perché le variazioni in questi numeri?

All'inizio di questo mese, Jeremy Hunt e l'Alzheimer's Society hanno congiuntamente denunciato il fatto che la demenza sia una malattia troppo spesso ignorata. Come nota la NHS Confederation: "Gran parte delle persone affette da demenza non hanno una diagnosi e molte vanno in ospedale per un motivo non legato alla demenza, così che la demenza non è codificata". In altre parole, un paziente con demenza che finisce in ospedale scopre spesso che la sua demenza non è ufficialmente presa in considerazione ("codificata"), come parte della diagnosi - anche se la condizione potrebbe aver contribuito inizialmente al ricovero in ospedale.


E' quindi difficile stimare il numero di pazienti in un ospedale "medio" che potrebbero essere affetti da demenza. E' anche importante tenere a mente che tutte le stime sono basate su pazienti di età superiore ai 65 anni e che c'è un piccolo numero (circa un caso di insorgenza precoce su 40) di persone colpite al di sotto di questa età.


Tuttavia, la stima di Sir David del 40% appare all'estremità superiore della scala. Potremmo considerare questo numero come il riferimento superiore, e tener conto del fatto che la proporzione arriva probabilmente fino a questa soglia, anziché essere la media tipica.

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Pubblicato da Emily Craig in FullFact il 21 Gennaio 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.