Iscriviti alla newsletter

La gotta può ridurre le probabilità di sviluppare l'Alzheimer

Gotta può ridurre le probabilità di sviluppare la malattia di AlzheimerThe Origin of the Gout [L'origine della gotta], Henry William Bunbury, 1800-1820, British Museum

La gotta sembra avere un effetto protettivo per il cervello, forse grazie all'acido urico, la sostanza chimica presente nel sangue di una persona che può cristallizzarsi, portando alla gotta, secondo un team di ricercatori Nord Americani.


La gotta, l'artrite infiammatoria più comune, è legata a un rischio più alto di problemi cardiaci e renali e dei problemi derivanti, ma studi precedenti avevano teorizzato che le proprietà antiossidanti dell'acido urico possono proteggere dallo sviluppo o dalla progressione delle malattie neurodegenerative, come il Parkinson.


I ricercatori guidati dalla Divisione di Reumatologia, Allergologia e Immunologia del Massachusetts General Hospital, e del Centro Medico della Boston University, si sono proposti di valutare l'impatto potenziale della gotta sul rischio di sviluppare l'Alzheimer nella popolazione generale.


Il team ha condotto uno studio sui dati del The Health Improvement Network (THIN), una banca dati elettronica di cartelle cliniche da studi medici generici, rappresentativa della popolazione generale del Regno Unito, dal 1° gennaio 1995 al 31 dicembre 2013.


Hanno esaminato 3,7 milioni di persone over-40 che erano stati registrati e iscritti, e assistiti per almeno un anno durante il periodo di studio. Gli individui con diagnosi di gotta o demenza prima dell'inizio del periodo di studio sono stati esclusi.


Con i dati THIN è stata condotta l'analisi dell'Alzheimer negli adulti con gotta, confrontati con un massimo di cinque coetanei senza gotta con uguale data di ingresso nello studio, anno di iscrizione e indice di massa corporea (BMI). I partecipanti sono stati seguiti fino a quando hanno sviluppato l'Alzheimer, sono morti, hanno lasciato il database THIN o è terminato lo studio, secondo l'evento accaduto prima.


Nel complesso, i ricercatori hanno identificato 309 nuovi casi di Alzheimer tra i 59.224 pazienti con gotta (età media di 65 anni) e 1.942 casi tra le 238.805 persone nel gruppo di confronto sulla media di cinque anni di studio. Hanno quindi scoperto che le persone con una storia di gotta hanno un rischio di Alzheimer inferiore del 24%, dopo aver tenuto conto di età, sesso, indice di massa corporea, status socio-economico, stile di vita, disturbi cardiaci precedenti e uso di farmaci per il cuore.


Gli autori hanno concluso che: "Questi risultati costituiscono la prima evidenza basata sulla popolazione dell'effetto potenzialmente protettivo della gotta sul rischio di Alzheimer, e supportano il ruolo neuroprotettivo presunto dell'acido urico. Se saranno confermati da studi futuri, è il caso di eseguire un'indagine terapeutica anche per prevenire la progressione del Parkinson, una condizione relativamente comune e devastante".

 

 

 

 

 


Fonte: BMJ (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: N. Lu, M. Dubreuil, Y. Zhang, T. Neogi, S. K. Rai, A. Ascherio, M. A. Hernan, H. K. Choi. Gout and the risk of Alzheimer's disease: a population-based, BMI-matched cohort study. Annals of the Rheumatic Diseases, 2015; DOI: 10.1136/annrheumdis-2014-206917

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee g...

Felici e contenti: cosa possiamo imparare dalle 'zone blu'

24.01.2024

I residenti delle 'zone blu' hanno vite lunghe e felici. Proviamo il loro modo di vivere sano.

<...

È un comportamento eccentrico o è Alzheimer?

16.01.2024

Hai un genitore anziano che dimentica il nome del nipote e ti chiedi se è ora di trovare...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Perché bisogna dormire? Il sonno insufficiente è legato a molte malattie croni…

27.12.2023

"Termina ogni giorno prima di iniziare il successivo e i...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Perché avere troppi hobby non è una brutta cosa

27.10.2023

Alcune persone vengono in terapia sentendosi sopraffatti e incerti sulla loro tendenza a...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

La demenza ci fa vivere con emozioni agrodolci

23.05.2023

Il detto è: dolce è la vita. E, anche se vorremmo momenti costantemente dolci, la vita s...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Farmaci per il sonno: limitazioni e alternative

18.04.2023

Uno studio pubblicato di recente sul Journal of Alzheimer's Disease è l'ultima ...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.