Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Trovati i neuroni che dicono alle cellule staminali di produrre nuovi neuroni

Trovati i neuroni che dicono alle cellule staminali di produrre nuovi neuroniRicercatori della Duke University hanno trovato un nuovo tipo di neurone nel cervello adulto che è in grado di dire alle cellule staminali di produrre nuovi neuroni.


Anche se gli esperimenti sono nella fase iniziale, la scoperta apre la possibilità allettante che il cervello sia in grado di riparare se stesso dall'interno.


I neuroscienziati sospettano da tempo che il cervello ha una certa capacità di dirigere la produzione di nuovi neuroni, ma è difficile determinare da dove provengono queste istruzioni, spiega Chay Kuo, MD PhD, assistente professore di biologia cellulare, neurobiologia e pediatria.


In uno studio sui topi, il suo team ha trovato una popolazione finora sconosciuta di neuroni all'interno della nicchia neurogena nella zona subventricolare (SVZ) del cervello adulto, adiacente al corpo striato. Questi neuroni esprimono l'enzima colina acetiltransferasi (ChAT), che è necessaria per produrre il neurotrasmettitore acetilcolina.


Con gli strumenti optogenetici, che hanno permesso al gruppo di sintonizzare su e giù la frequenza di emissione di tali neuroni ChAT+ con la luce laser, è stato possibile vedere delle chiare variazioni nella proliferazione delle cellule staminali neurali nel cervello. I risultati sono stati pubblicati online il 1 giugno dalla rivista Nature Neuroscience.


La popolazione neuronale ChAT+ matura è solo una parte di un circuito neurale non ancora descritto che apparentemente parla alle cellule staminali e dice loro di aumentare la produzione di nuovi neuroni, secondo Kuo. I ricercatori non conoscono ancora tutte le parti del circuito, né il codice che sta usando, ma, controllando i segnali dei neuroni ChAT+, Kuo ed i suoi colleghi della Duke hanno stabilito che questi neuroni sono necessari e sufficienti per controllare la produzione di nuovi neuroni dalla nicchia SVZ.


"Abbiamo lavorato per determinare come è sostenuta la neurogenesi nel cervello adulto. È del tutto inaspettato ed emozionante scoprire questa porta nascosta, un circuito neurale che può istruire direttamente le cellule staminali a produrre più neuroni immaturi", ha detto Kuo, che è anche assistente professore «George W. Brumley, Jr. MD» di biologia dello sviluppo e membro dell'Institute for Brain Sciences della Duke. "E' stata una affascinante caccia al tesoro, che sembrava essere giunta ad un punto morto in diverse occasioni!"


Kuo ha detto che questo progetto è stato avviato più di cinque anni fa, quando l'autore Patricia Paez-Gonzalez, un borsista postdottorato, si è imbattuta in processi neuronali che contattavano le cellule staminali neurali mentre studiava come è assemblata la nicchia SVZ.


I giovani neuroni prodotti da questi segnali erano destinati al bulbo olfattivo dei roditori, poichè il topo ha una grande parte del suo cervello dedicata all'elaborazione dell'olfatto e ha bisogno di questi nuovi neuroni per sostenere l'apprendimento. Ma negli esseri umani, che hanno un bulbo olfattivo molto meno importante, secondo Kuo, è possibile che nuovi neuroni siano prodotti per altre regioni del cervello. Una di tali regioni può essere lo striato, che media i controlli motori e cognitivi tra la corteccia e il complesso dei gangli basali.


"Il cervello cede le proprietà migliori intorno ai ventricoli laterali per la nicchia SVZ che accoglie queste cellule staminali", ha detto Kuo. "È una specie di fabbrica che prende ordini?". Il borsista postdottorato Brent Asrican ha fatto l'osservazione fondamentale che gli ordini dai nuovi neuroni ChAT+ venivano sentiti chiaramente dalle cellule staminali nella SVZ.


Gli studi sulle lesioni da ictus nei roditori hanno notato che le cellule della SVZ apparentemente migrano nello striato vicino. E proprio il mese scorso sulla rivista Cell, un team svedese ha osservato per la prima volta dei neuroni di controllo appena prodotti (chiamati interneuroni) nello striato umano. Hanno riferito che, in modo interessante nei pazienti con Huntington, questa zona sembra mancare degli interneuroni neonati.


"Questa è una popolazione cellulare molto importante e rilevante che controlla le cellule staminali", ha detto Sally Temple, direttrice del Neural Stem Cell Institute del Rensselaer (N.Y.), che non era coinvolta in questa ricerca. "E' davvero interessante vedere come le innervazioni entrano ora in gioco nella zona subventricolare". Il team di Kuo ha trovato questo sistema seguendo la segnalazione colinergica, ma altri gruppi stanno arrivando alla stessa nicchia seguendo i segnali dopaminergici e serotoninergici, ha detto la Temple. "E' una zona molto calda, perché è una bella nicchia di cellule staminali da studiare. È questa splendida nicchia dove è possibile osservare le interazioni da cellula a cellula".


Questi percorsi emergenti in mano ai ricercatori di Kuo, danno loro la speranza di riuscire alla fine a trovare il modo per "coinvolgere alcuni circuiti del cervello e portare ad un aggiornamento hardware. Non sarebbe bello se si potesse aggiornare l'hardware del cervello per stare al passo con il nuovo software?". Egli ha detto che forse ci sarà un modo per combinare la terapia comportamentale con i trattamenti con le cellule staminali dopo una lesione cerebrale per ricostruire alcuni dei danni.


Le questioni da affrontare sono sia a monte dei nuovi neuroni ChAT+, sia a valle, dice Kuo. A monte, quali sono i segnali del cervello che dicono ai neuroni ChAT+ di cominciare a chiedere altri neuroni giovani alle cellule staminali? A valle, qual è la logica che regola la risposta delle cellule staminali alle diverse frequenze dell'attività elettrica dei ChAT+? C'è anche il grande problema di essere in qualche modo capaci di introdurre nuovi componenti in un circuito neuronale esistente, una pratica alla quale parti del cervello potrebbero di norma resistere. "Penso che alcuni circuiti neurali diano il benvenuto ai nuovi soci, e alcuni no", ha detto Kuo.


Ha collaborato, oltre a Paez-Gonzalez, Asrican, e Kuo, anche Erica Rodriguez, studente laureato nel programma di formazione in neurobiologia. Questa ricerca è stata sostenuta dal National Institutes of Health, dalla David e Lucile Packard Foundation, e dal George Brumley Jr. Endowment.

 

 

 

 

 


FonteDuke University  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Patricia Paez-Gonzalez, Brent Asrican, Erica Rodriguez, Chay T Kuo. Identification of distinct ChAT neurons and activity-dependent control of postnatal SVZ neurogenesis. Nature Neuroscience, 2014; DOI: 10.1038/nn.3734

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee g...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle cap...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.