Determinata la struttura del rivestimento lanuginoso che circonda le proteine ​​Tau

Capire meglio questa struttura potrebbe aiutare a impedire alla Tau di formare grovigli nel cervello dei pazienti con Alzheimer.

MIT Tau FibrilsImmagine: Jose-Luis Olivares / MIT

Uno dei tratti distintivi dell'Alzheimer è l’aggregazione delle proteine Tau, che formano fibrille aggrovigliate nel cervello. Quanto più grave è l’aggregazione, tanto più avanzata è la malattia. La Tau, che è stata collegata anche a molte altre malattie neurodegenerative, non è strutturata nel suo stato normale, ma nello stato patologico è costituita da un nucleo rigido ben ordinato circondato da segmenti flosci. Questi segmenti disordinati formano un 'rivestimento peloso' che aiuta a determinare come la Tau interagisce con altre molecole.


Chimici del MIT di Boston (USA) hanno ora dimostrato, per la prima volta, di poter usare la spettroscopia a risonanza magnetica nucleare (NMR) per decifrare la struttura di questo rivestimento peloso. Sperano che le loro scoperte possano aiutare a sviluppare farmaci che interferiscono con l'accumulo di Tau nel cervello.


"Se si vogliono disaggregare queste fibrille Tau con farmaci a piccole molecole, essi devono penetrare questo rivestimento peloso", dice Mei Hong, prof.ssa di chimica del MIT e autrice senior del nuovo studio. “Sarebbe una impresa importante”.


La dottoranda del MIT Jia Yi Zhang è la prima autrice dello studio, che appare sul Journal of American Chemical Society e l'ex postdottorato del MIT Aurelio Dregni è uno degli autori.

 

Analisi del rivestimento peloso

In un cervello sano, le proteine Tau aiutano a stabilizzare i microtubuli, che mantengono la struttura delle cellule cerebrali. Tuttavia, quando le proteine ​​Tau si ripiegano male o si alterano in altro modo, formano grumi che contribuiscono alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza frontotemporale. Determinare la struttura dei grovigli Tau è stato finora difficile perché gran parte della proteina – circa l’80% – si trova nel rivestimento peloso, che tende ad essere altamente disordinato.


Questo rivestimento lanuginoso circonda un nucleo interno rigido costituito da filamenti proteici piegati, chiamati fogli beta. La Hong e i suoi colleghi avevano in precedenza analizzato la struttura del nucleo di una particolare fibrilla Tau con la NMR, che può rivelare le strutture delle molecole misurando le proprietà magnetiche dei nuclei atomici al loro interno.


Fino ad ora, la maggior parte dei ricercatori aveva trascurato il rivestimento lanuginoso di Tau e si era concentrato sul nucleo rigido delle fibrille perché quei segmenti disordinati cambiano la loro struttura così spesso che le tecniche standard di caratterizzazione della struttura come la microscopia crioelettronica e la cristallografia a raggi X non riescono a coglierla. Tuttavia, nel nuovo studio, i ricercatori hanno sviluppato tecniche NMR che hanno permesso loro di studiare l’intera proteina Tau.


In un esperimento, sono riusciti a magnetizzare i protoni all’interno degli amminoacidi più rigidi, quindi a misurare il tempo impiegato affinché la magnetizzazione venisse trasferita agli amminoacidi mobili. Ciò ha permesso loro di tracciare la magnetizzazione mentre viaggiava da regioni rigide a segmenti flosci e viceversa. Con questo approccio, i ricercatori hanno potuto stimare la vicinanza tra i segmenti rigidi e mobili. Hanno completato questo esperimento misurando i diversi gradi di movimento degli amminoacidi nel rivestimento sfocato.


“Abbiamo ora sviluppato una tecnologia basata sulla NMR per esaminare il rivestimento peloso di una fibrilla Tau a tutta lunghezza, permettendoci di cogliere sia le regioni dinamiche che il nucleo rigido”, afferma la Hong.

 

Dinamica delle proteine

Per questa particolare fibrilla, i ricercatori hanno dimostrato che la struttura complessiva della proteina Tau, che contiene circa 10 domini diversi, ricorda in qualche modo un burrito, con diversi strati del rivestimento peloso avvolti attorno al nucleo rigido. Sulla base delle misurazioni della dinamica delle proteine, i ricercatori hanno scoperto che questi segmenti rientravano in tre categorie. Il nucleo rigido della fibrilla era circondato da regioni proteiche con mobilità intermedia, mentre i segmenti più dinamici si trovavano nello strato più esterno.


I segmenti più dinamici del rivestimento peloso sono ricchi dell'amminoacido prolina. Nella sequenza proteica, queste proline si trovano vicino agli amminoacidi che formano il nucleo rigido e in precedenza si pensava fossero parzialmente immobili. Invece, sono altamente mobili, indicando che queste regioni ricche di prolina caricate positivamente sono respinte dalle cariche positive degli amminoacidi che formano il nucleo rigido.


Questo modello strutturale fornisce informazioni sul modo in cui le proteine ​​Tau formano grovigli nel cervello, dice la Hong. Come i prioni innescano il ripiegamento errato delle proteine ​​sane nel cervello, si ritiene che le proteine ​​Tau mal ripiegate si aggancino alle proteine ​​Tau normali e agiscano come un modello che le induce ad adottare la struttura anormale.


In linea di principio, queste proteine ​​Tau normali potrebbero aggiungersi alle estremità dei filamenti corti esistenti o accumularsi sui lati. Il fatto che il rivestimento lanuginoso si avvolge attorno al nucleo rigido indica che è più probabile che le proteine ​​Tau normali si aggiungano alle estremità dei filamenti per generare fibrille più lunghe.


I ricercatori ora intendono studiare se possono stimolare le proteine ​​Tau normali ad assemblarsi nel tipo presente nell'Alzheimer, usando come modello le proteine ​​Tau mal ripiegate dei pazienti con la malattia.

 

 

 


Fonte: Massachusetts Institute of Technology (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: JY Zhang, AJ Dregni, M Hong. Heterogeneous Dynamics of the Fuzzy Coat of Full-Length Phospho-Mimetic Tau Fibrils. J Am Chem Soc, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)