Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Come tratterebbe l'Alzheimer la foresta tropicale?

E' semplicemente innaturale incoraggiare gli anziani a vivere ben oltre la loro funzionalità; sono convinta di questo oggi più che mai da quando sono tornata dalla foresta pluviale della Osa Peninsula nel Costa Rica. Questa può sembrare un'affermazione senza cuore, ma è esattamente l'opposto.

Da oltre 10 anni ho visto mio padre (un brillante amministratore universitario e professore di storia, pensatore progressista e agente di cambiamento sociale, un uomo che amava andare in bicicletta per fare esercizio, che ha lavorato nel suo giardino roccioso per la terapia meditativa, ha cotto hamburger alla griglia per la moglie e due figlie e ha scritto le storie del suo passato per divertimento) deteriorsi in qualcuno perso, spaventato, immobile.

È circondato da altri che sono stati condannati a morte dallo stesso orologio, persone che avevano anche loro una vita piena e meravigliosa, le cui famiglie hanno posto le foto di chi erano una volta in bacheche fuori delle loro stanze. Irene era abituata a lavorare nel settore alimentare e ora passa le giornate rimproverando le persone attorno, rubando i loro oggetti e pizzicando loro le braccia. Pokey, ancora bella e bionda, ha lavorato presso una banca fino a quando i suoi figli sono nati e ora siede contenta tenendo, accarezzando e dondolando una bambola, convinta che sia un bambino vivo.

E ci sono tanti altri i cui nomi non saprò mai. Una stringe una coperta fino al mento, con uno sguardo di terrore sul viso. Un'altra è così persa nella sua tristezza che mi viene da piangere. Ancora un'altra, occhi vitrei, guarda da qualche parte che solo lei riconosce, emettendo rumori occasionali e risatine. Molti stanno contorti tutto il giorno in poltrone reclinabili, rivestimento di corridoi, piuttosto che esseri isolati nelle proprie stanze.

Questa è la scena che si vede. Ma quelli di voi che hanno visitato una casa di cura, sanno che non è la prospettiva completa. Ci sono gli odori che non si possono nascondere, non importa quanto attento sia il personale. E i suoni. Borbottii, gemiti e pianti sono una costante, come l'oceano, onda su onda. E poi, naturalmente, c'è la televisione che è sempre accesa, anche se tutti sanno che la TV non è un'attività vitale per le persone nella fase avanzata di Alzheimer.

In una casa di cura, non esiste un sistema per la vita e la morte, tranne l'attesa infinita. La foresta pluviale, d'altra parte, ha tutto che funziona. Ovviamente si tratta di un piano brutale, ma io sostengo che non sia più orrendo della "cura" che le persone sopportano in una casa di cura. Nella foresta pluviale, tutto gira attorno alla sopravvivenza: dall'essere mangiato, dalla mancanza di sole o di acqua, dal suolo poco nutriente. Eppure tutto, tranne forse i grandi felini e i grossi serpenti, è mangiato. Tutto muore. Ed i resti sono presi in cura da quattro diversi tipi di avvoltoi e migliaia di altri riciclatori naturali.

Le scimmie fanno amicizia con i tucani e poi rompono loro il collo prima di mangiarli. Le rane mangiano le larve di zanzare e altri insetti fastidiosi. Le termiti mangiano gli alberi marci e costruiscono grandi nidi che gli uccelli invadono per la cena. Anche gli alberi sanno come sopravvivere: le palme che camminano fanno germogliare nuove radici e uccidono quelle vecchie in modo da poter "camminare" per trovare il sole nutriente sotto la chioma di un albero grosso.
E gli odori? Terreno fresco, pulito, talvolta floreale, di tanto in tanto appetitoso (fiori che profumano di aglio). E i suoni? Una sinfonia di cinguettii originali, click e clac, anche urla e strilli. Alcuni sono canti di gioia, alcuni sono sirene di allarme, alcuni sono semplicemente gli annunci di essere vivi.

È questo più brutale o terrificante di una casa per l'Alzheimer? Almeno nella foresta pluviale, la natura è in equilibrio e tutto è lì per uno scopo. Si tratta di un sistema altamente complesso interconnesso e interdipendente che funziona perfettamente quando è lasciato a se stesso.

Che cosa possiamo imparare da questo? Che i modi innaturali di estendere la vita non sono necessariamente una buona cosa. Non vi è alcun progetto per la gestione di declino e decadimento prolungato, questo è abbattere alcuni sistemi vitali. Il costo delle cure sta drenando le casse di Medicare e Medicaid [ndt: sistemi sanitari USA] e ne sta minacciando la sopravvivenza. Le finanze della famiglia vengono spazzate via, costringendo i parenti che vivono una vita piena e produttiva a sacrificare i loro beni e ridurre le loro attività. Caregivers familiari, un tempo vibranti, muoiono prima dei loro cari ammalati, senza energie, creatività e vitalità. Gli investitori stanno approfittando della crescente popolazione anziana, mentre le comunità in tutta la nazione sono in grave debito e costrette a tagliare sull'istruzione e altri programmi che supportano la crescita e lo sviluppo delle nuove generazioni.

Con l'aumento della nostra aspettativa di vita grazie alla tecnologia moderna, dobbiamo affrontare onestamente le conseguenze. Le persone che vivono oltre 80 o 90 anni rischiano di contrarre l'Alzheimer o altre forme di demenza e il declino fisico è inevitabile.

Non sto suggerendo assolutamente di lasciare i nostri cari morire e lasciare che la natura faccia il suo corso come farebbe la foresta pluviale. Ma sto sollecitando la nostra società per creare un piano responsabile per ripulire il pasticcio che si è fatto. Proprio come la foresta pluviale è un ecosistema che bilancia naturalmente il suo ciclo di vita, così anche la nostra società può essere intenzionalmente ristrutturata per offrire opzioni di fine vita più umane alle persone bloccate nella "nuova era dell'invecchiamento". Abbiamo bisogno di iniziare una conversazione seria tra religione e diritto, e le scienze della salute e delle scienze umane, per capire come possiamo lasciare alla gente di morire in un modo che permetta alla ragione umana e al processo decisionale di svolgere un ruolo importante.

Come minimo, dobbiamo permettere alle persone di stabilire - quando sono ancora sane di mente e corpo - ciò che vorrebbero fare quando raggiungono il punto di non ritorno, sia mentalmente che fisicamente. Questa "migliore direttiva avanzata" sarebbe legale da seguire per gli operatori sanitari, anche se richiede un suicidio assistito.

Conosco il carico di dilemmi morali e legali. Ma se siamo in grado di prolungare la vita oltre la sua naturale linea del tempo, possiamo certamente progettare come permettere alle persone di finirla: nei modi scelti e con la dignità che meritano.

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce?
Puoi usare il modulo dei commenti sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica. Non tenerla per te, non farci perdere l'occasione di conoscerla.

 

 


Aprile L. BogleScritto da April L. Bogle, Direttore delle Relazioni Pubbliche del Centro per lo Studio del Diritto e della Religione dell'Università di Emory

Pubblicato in Huffington Post il 6 agosto 2011 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese. I siti terzi raggiungibili dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente; in particolare si segnala la presenza frequente di una istituzione medica con base in Germania (xcell-Center) che propone la cura dell'Alzheimer con cellule staminali; la Società Tedesca di Neuroscienze ha più volte messo in guardia da questa proposta il cui effetto non è dimostrato. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione, una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e a informarti:

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...