Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Sette condizioni mascherate da demenza

Sette condizioni mascherate da demenza
Più del 40% delle diagnosi di demenza hanno dimostrato di essere sbagliate. Ecco da cosa potrebbe dipendere in realtà.


Immagina questo incubo: negli ultimi anni, tua madre ha avuto seri problemi di memoria; si perde alla guida; ripete la stessa domanda più volte; non riesce ad elaborare nuove informazioni; perde il filo del discorso a metà della frase; una TAC parla di diagnosi di Alzheimer precoce; i medici offrono una prescrizione, con poca fiducia che possa funzionare.


Ti disperi?


Un nuovo programma dell'UCLA e del Buck Institute for Research on Aging offre una nuova speranza. Nel primo studio di questo tipo, i ricercatori hanno dimostrato che le terapie naturali non solo possono rallentare la progressione della demenza, ma in realtà possono invertire tale tendenza.


In una ricerca intitolata “Reversal of Cognitive Decline: A novel therapeutic program” ("Inversione del declino cognitivo: un nuovo programma terapeutico") il dottor Dale Bredesen ha dimostrato che 9 dei 10 soggetti con diagnosi di demenza hanno riavuto indietro la loro mente.


Il Dr. Bredesen è un professore di neurologia del The Mary S. Easton Center for Alzheimer’s Disease Research dell'UCLA, nonché professore dell'Istituto Buck. Lo studio è stato sostenuto da più soggetti, tra cui i National Institutes of Health.


Il declino cognitivo fa molta paura con l'avanzare dell'età. Secondo l'Alzheimer's Association "«demenza» è un termine generale che indica perdita di memoria e di altre abilità mentali, abbastanza grave da interferire con la vita quotidiana". L'Alzheimer - solo una delle tante forme di demenza - rappresenta dal 60 all'80 per cento dei casi di demenza. Esso colpisce circa 5,4 milioni di americani e 30 milioni di persone in tutto il mondo, che diventeranno 160 milioni entro il 2050, di cui 13 milioni in USA. Non esiste un trattamento efficace per il morbo, che è già la terza causa di morte negli Stati Uniti.


Il Dr. Bredesen ritiene che siano molteplici i fattori che influenzano lo sviluppo della demenza e dell'Alzheimer. Nel loro piccolo studio, lui ed i suoi colleghi hanno progettato dei protocolli personalizzati e completi per invertire la perdita di memoria di 10 pazienti. I risultati sono stati notevoli. Nove dei 10 partecipanti hanno mostrato un miglioramento della loro memoria entro 3/6 mesi dall'inizio del programma.


Sei pazienti avevano dovuto smettere di lavorare o stavano avendo difficoltà al lavoro, al momento di entrare nello studio. Tutti sono stati in grado di tornare al lavoro o di continuare a lavorare con prestazioni migliorate. Erano inclusi 5 pazienti con perdita di memoria associata all'Alzheimer, e 4 con decadimento cognitivo lieve amnestico, e deterioramento cognitivo soggettivo. Solo un paziente, con diagnosi di Alzheimer in fase avanzata, non è migliorato.


I medici hanno usato un «approccio di sistemi» nel trattamento dei pazienti. Hanno sviluppato un programma terapeutico complesso, di 36 punti, che comprende cambiamenti globali della dieta, la stimolazione del cervello, l'esercizio fisico, l'ottimizzazione del sonno, prodotti farmaceutici e vitamine specifiche, e altre azioni aggiuntive che influenzano la chimica del cervello.


In un comunicato stampa il Dr. Bredesen ha dichiarato: "I farmaci di Alzheimer esistenti attaccano un singolo bersaglio, ma l'Alzheimer è più complesso. Immagina di avere un tetto con 36 buchi, e il tuo farmaco chiude molto bene solo un foro; il farmaco può avere funzionato, un unico 'buco' potrebbe essere stato riparato, ma si sono ancora 35 falle, e così il processo sottostante non può essere molto influenzato".


L'approccio del Dr. Bredesen si basa su numerosi test a ogni paziente per determinare ciò che sta danneggiando la rete di segnalazione del suo cervello. Il protocollo è quindi personalizzato sul paziente. Questo è un protocollo di esempio per uno dei pazienti inclusi nello studio:

  • eliminare tutti i carboidrati semplici;
  • eliminare il glutine e i prodotti alimentari trasformati;
  • aumentare verdura, frutta e pesce non d'allevamento;
  • ridurre lo stress con lo yoga e la meditazione;
  • prendere la melatonina ogni notte;
  • aumentare il sonno da 4-5 ore a 7-8 ore per notte;
  • prendere Methylcobalamin (vitamina B12), vitamina D, CoQ10, e olio di pesce ogni giorno;
  • ottimizzare l'igiene orale con idropulsore e spazzolino da denti elettrici;
  • terapia ormonale sostitutiva;
  • digiuno per un minimo di 12 ore tra cena e prima colazione;
  • digiuno per un minimo di 3 ore tra cena e prima di coricarsi;
  • esercizio fisico per un minimo di 30 minuti, 4-6 giorni alla settimana.


Anche se l'aspetto negativo del programma è la complessità e il numero di cambiamenti da fare allo stile di vita, il Dr. Bredesen ha osservato che l'unico effetto collaterale del protocollo è stato "un miglioramento della salute e un indice di massa corporea ottimale, in netto contrasto con gli effetti collaterali di molti farmaci".


Cosa si può fare di fronte a una diagnosi di declino cognitivo, demenza o Alzheimer? Il protocollo dell'UCLA riconosce che la demenza può avere molte cause e alcune di esse sono reversibili.


Sharp Again Naturally
è una organizzazione no-profit costituita nel 2012 per informare il pubblico e la comunità medica sulle cause reversibili della demenza. Qui ci sono 7 aree su cui Sharp Again Naturally suggerisce di indagare prima di accettare una diagnosi di demenza o di Alzheimer. Queste sono condizioni che possono causare la perdita di memoria e la demenza, ma possono essere invertite:

  1. Squilibri e carenze nutrizionali. Le carenze di omega 3, vitamina B12, vitamina C, magnesio, selenio, probiotici e altre sostanze nutritive causano spesso sintomi di Alzheimer e demenza.
    L'adesione ad una dieta equilibrata in stile mediterraneo può rallentare il declino cognitivo e ridurre il rischio di Alzheimer.
    Gli studi dimostrano anche che bassi livelli di vitamina D sono legati all'Alzheimer. E pure la carenza di folati (vitamina B9) può portare al declino cognitivo.
    L'aggiunta di olio di cocco può salvare un cervello dall'Alzheimer.
    E la curcuma è nota per aumentare la memoria di lavoro in una sola dose.

  2. Coloranti, sapori, e dolcificanti alimentari artificiali. Gli additivi artificiali di tutti i tipi possono causare sintomi di demenza.
    Gli studi dimostrano che il dolcificante artificiale aspartame compromette le funzioni cognitive e porta alla perdita di memoria.

  3. Effetti collaterali dei farmaci prescritti. I farmaci, in particolare gli antidolorifici, e i psicofarmaci possono compromettere seriamente la cognizione.
    Le statine sono particolarmente dannose: in uno studio della University of California di San Diego, il 90 per cento dei pazienti che hanno interrotto l'assunzione di statine ha riferito un miglioramento dei problemi cognitivi in poche settimane. In alcuni pazienti è stata invertita una diagnosi di demenza o Alzheimer.
    Un altro studio ha dimostrato che il farmaco per il sonno Ambien aumenta il rischio di demenza nei pazienti anziani.

  4. L'infiammazione da infezioni di basso livello, muffe, allergie alimentari e Malattia di Lyme. L'infiammazione è il tentativo del corpo per sbarazzarsi di un elemento o organismo tossico, e così insorge in molte situazioni diverse, anche nei canali radicolari e nelle infezioni del tratto urinario. Gli studi suggeriscono che i disturbi mentali sono provocati da neuroinfiammazione.

  5. Stress e sedentarietà/inattività. Lo stress alza i livelli di cortisolo, che portano a infiammazione, e, a sua volta a squilibri ormonali, deterioramento cognitivo, livelli alti di zucchero nel sangue, ipertensione, allungamento del tempo di guarigione, e aumento della suscettibilità alle malattie. I meccanismi di auto guarigione del corpo dipendono dal libero flusso della linfa, del sangue e degli altri fluidi, e sono tutti promossi dall'esercizio. L'inattività, al contrario, favorisce l'arresto e i blocchi cellulari, tassando tutto il sistema e interferendo con la guarigione a ogni livello.
    Uno studio ha dimostrato che, nei pazienti under- 65, il 41% delle diagnosi di demenza erano sbagliate; la diagnosi errata avviene con più frequenza nei pazienti con depressione o abuso di alcol.

  6. Tiroide e altri squilibri ormonali. Molte persone con diagnosi di Alzheimer o demenza hanno semplicemente livelli bassi di ormone tiroideo T3. Tuttavia, i test standard della tiroide mancano completamente di rilevare i livelli di T3 e il Synthroid (T4) non aiuta. Si stima che dal 10 al 15% di tutti gli ospiti delle case di cura possono essere lì a causa del T3 basso.

  7. Mercurio e altro avvelenamento da metalli pesanti. Le cosiddette otturazioni in amalgama d'argento contengono il 50 per cento di mercurio, e quel mercurio non è né stabile né inerte. Si trasforma in gas, attraversa la barriera emato-encefalica, e distrugge i neuroni, anche senza contatto. La rimozione di questi materiali da otturazione è pericolosa se non fatta con i protocolli specifici sicuri con il mercurio.
    Le iniezioni annuali anti-influenzali sono un'altra fonte di queste tossine. La ricerca dimostra che le persone che hanno preso il vaccino antinfluenzale per cinque anni consecutivi hanno un rischio più alto di 10 volte (1.000%) di sviluppare l'Alzheimer rispetto alle persone che hanno avuto solo una o due iniezioni anti-influenzali, a causa dell'accumulo di mercurio e di alluminio dei vaccini.


La maggior parte dei medici non sono esperti in queste cause di demenza o sul modo di trattarle. Sharp Again Naturally sta formando un comitato consultivo medico e un database per diffondere la conoscenza. L'organizzazione offre anche aiuto per trovare specialisti di medicina funzionale, naturopati, o medici che praticano la medicina integrativa, che hanno familiarità con queste aree.

 

 

 


Fonte: Margie King in GreenMedInfo (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...