Associazione Alzheimer ONLUS logo

Annunci e info

Timori per precisione di test di demenza molto usato richiedono formazione

Dr Ronny Jackson, White House physicianIl dottor Ronny Jackson, allora medico della Casa Bianca, informa la stampa sul fisico del presidente Trump a gennaio 2018. Foto: Alex Wong / Getty Images

L'anno scorso, il dott. Ronny Jackson, al tempo medico della Casa Bianca, ha sottoposto Donald Trump a un test standard per rilevare i primi segni di demenza, e ha affermato che il presidente aveva ottenuto un perfetto 30 [su 30]. "Non c'è alcuna indicazione che abbia problemi cognitivi", ha detto Jackson subito dopo davanti alle telecamere delle TV.


Il team di Trump ha accolto il risultato, e Donald Jr. si è vantato così su Twitter: “More #winning.” (Altre vittorie, vinto ancora). La vicenda ha suscitato un'ondata di interesse per lo strumento di valutazione. Molto è stato scritto su ciò che il test ha mostrato - o non ha mostrato - a proposito dell'acume mentale del presidente. Una fonte ha anche pubblicato le sue domande online, suggerendo ai lettori di misurare se fossero "idonei a diventare presidente degli Stati Uniti".


Il Dr. Ziad Nasreddine, creatore di quel test (MoCA, Montreal Cognitive Assessment), ne ha approfittato. Nel giro di poche settimane, il neurologo libanese-canadese e i suoi colleghi stavano lavorando al 'mini-MoCA', un esame online per chiunque fosse preoccupato del proprio declino cognitivo. Nasreddine ha detto al momento che potrebbe addebitare al grande pubblico 1 o 2 dollari per test.


Ora Nasreddine ha cambiato rotta. Dice che le crescenti preoccupazioni sulla validità dei risultati dei test - e la possibile responsabilità per errori - lo hanno spinto a richiedere a coloro che gestiscono il test di pagare per la certificazione obbligatoria, per assicurarsi che i risultati siano accurati. Ulteriori esami dei risultati hanno messo in discussione anche i punteggi perfetti. "Ho visto tanta variabilità, che potrebbe farci riconsiderare alcune delle decisioni prese sulla base del punteggio MoCA", ha dichiarato Nasreddine, che negli ultimi anni ha esaminato centinaia di esami somministrati ai pazienti.


La formazione e la certificazione sono rimaste volontarie per anni. Ma a partire dal 1° settembre 2019, la maggior parte dei medici che somministrano il MoCA dovrà completare un corso online di un'ora (a $ 125), ha affermato Nasreddine, che detiene il copyright del test. Nasreddine, direttore della Clinica e dell'Istituto MoCA nel Quebec, in Canada, non fa ipotesi sull'accuratezza del test di Trump. I funzionari della Casa Bianca e della Marina, di cui Jackson è contrammiraglio, non hanno risposto alle domande sulla questione. Jackson non ha risposto a un'e-mail che chiedeva il suo commento.


La mossa per richiedere la certificazione - e in particolare per farla pagare - ha suscitato indignazione tra i geriatri come il dott. Eric Widera dell'Università della California di San Francisco. Ha accusato Nasreddine di creare uno scenario 'pay to play' [pagare per giocare] che approfitta del bisogno crescente e dell'uso onnipresente dei test. "Alza enormi bandiere rosse", ha detto Widera. "Questo è un problema crescente, la monetizzazione degli strumenti che abbiamo promosso come standard".


È un cambio controverso per un esame che viene usato da medici e altri professionisti della salute in quasi 200 paesi per selezionare le persone con potenziali problemi di memoria e di pensiero. Negli Stati Uniti, il MoCA è uno strumento di riferimento usato in circa 8.000 visite ogni anno nei 31 Centri Ricerca di Alzheimer finanziati dal National Institute on Aging. Il test di 30 domande valuta diversi domini cognitivi attraverso esercizi che includono disegnare un cubo, disegnare un orologio con le lancette impostate a un'ora specifica, nominare alcuni animali, memorizzare una serie di parole e calcolare i numeri in un certo modo.


Fino ad ora, il test MoCA è stato gratuito per i medici, rendendolo un modo economico e semplice per dire se qualcuno dovrebbe procedere alle valutazioni più dettagliate usate per fare una diagnosi reale di demenza. Dopo il 1 settembre 2020, un anno dopo l'inizio dell'obbligo di formazione, l'accesso al test sarà limitato agli utenti certificati, ha affermato Nasreddine. Solo gli studenti di medicina, i medici residenti, i borsisti e i neuropsicologi saranno esenti.


La ricertificazione dopo due anni è facoltativa e verrà offerta a metà del costo originale. Saranno disponibili tariffe di gruppo per le istituzioni e gli enti governativi per rendere accessibile la formazione. Tuttavia, Widera ha affermato di essere preoccupato che richiedere la certificazione MoCA scoraggerà i non specialisti dal fare un test per i primi segni di demenza. Gli studi stimano che quest'anno un numero compreso tra 500.000 e 1 milione di americani over-65 svilupperà l'Alzheimer.


Nasreddine ha dichiarato di aver riscontrato errori di test dopo aver esaminato centinaia di esami MoCA forniti da medici e altri che non hanno seguito correttamente un elenco di istruzioni lungo 4 pagine. Un punteggio MoCA di 26 o superiore è generalmente considerato normale, mentre un punteggio da 18 a 25 può indicare un lieve decadimento cognitivo e da 10 a 17 può indicare una moderata compromissione. Un punteggio inferiore a 10 indica una grave compromissione.


In alcuni test, i punteggi nello stesso paziente variavano fino a 5 punti a distanza di alcune settimane, ha detto Nasreddine. "Questi sono molti punti su 30", ha detto. "Se è entro lo stesso mese, non è perché la malattia è cambiata così rapidamente". Widera e altri hanno riconosciuto che possono verificarsi errori nella gestione e nell'interpretazione del MoCA o di qualsiasi altro strumento. "Potrebbe esserci un errore dell'operatore", ha detto. "Questo è vero per tutto ciò che facciamo in medicina. Nessuno ci autorizza ogni due anni a usare uno stetoscopio".


Nasreddine ha affermato che lui e il suo team sono stati minacciati di azioni legali - anche se sembra che non siano stati presentati casi - da parte di persone che hanno dichiarato di essere state danneggiate dai risultati dei test effettuati da professionisti della salute che non hanno una formazione specifica sulla demenza.


"Un uomo è stato privato dei suoi diritti legali, lo hanno messo nella casa di cura, tutto perché ha ottenuto 15 o 20 nel test MoCA"
, ha detto Nasreddine, che oltre a gestire una clinica della memoria è un assistente professore clinico alla McGill University e alla University of Sherbrooke in Canada. Un'infermiera che aveva lievi problemi di attenzione ha perso il lavoro "perché lo psichiatra che ha eseguito il test su di lei non era addestrato e non l'ha fatto bene", ha detto Nasreddine, aggiungendo, "Ora stanno accusando noi".


Quelli che usano con regolarità il MoCA hanno paragonato la controversia sull'esame al recente destino di un altro strumento di screening cognitivo, il Mini-Mental State Examination. Tale test, abbreviato in MMSE, è stato ampiamente usato per 30 anni prima che i suoi autori iniziassero a far rispettare la protezione del copyright e quindi concedessero una licenza esclusiva a una società terza. Una versione con licenza dell'MMSE è ora venduta per $ 89 per un pacchetto di 50 test.


Il parallelo fa arrabbiare esperti come la dott.ssa Louise Aronson, professoressa di geriatria dell'UCSF e autrice del libro bestseller Elderhood: Redefining Aging, Transforming Medicine, Reimagining Life (Vecchiaia: Ridefinire l'invecchiamento, trasformare la medicina, reinventare la vita). "Prima abbiamo rinunciato al MMSE e ora rinunceremo al MOCA", ha twittato la Aronson il 28 giugno. "Lezioni su come trarre profitto dai pazienti e dall'assistenza sanitaria. Deludente è la parola più educata che mi viene in mente".


Nasreddine ha dichiarato di aver ricevuto molte e-mail da utenti del MoCA soddisfatti della certificazione obbligatoria, aggiungendo che "lo scopo della formazione è rendere il test più affidabile e valido".

 

 

 


Fonte: JoNel Aleccia/Kaiser Health New in Stat (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...