Scoperta sui recettori cerebrali può aprire a nuovi trattamenti per l’Alzheimer

Dei ricercatori hanno identificato due recettori nel cervello che controllano la degradazione dell'amiloide-beta, aprendo la strada a farmaci più sicuri ed economici rispetto agli attuali trattamenti con anticorpi.

Brain receptorsFonte: Nilsson et al / J Alz Dis

Il morbo di Alzheimer (MA) è la forma più comune di demenza ed è caratterizzato dalla proteina amiloide-beta (Aβ) che forma placche nel cervello. Un enzima che scompone l’Aβ è la neprilisina, ma la sua attività diminuisce con l’età e in presenza di malattie.


Ora, un team internazionale di ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia e del RIKEN Center for Brain Science in Giappone ha dimostrato che due recettori della somatostatina (SST1 e SST4) regolano insieme la neprilisina nell’ippocampo, una regione del cervello importante per la memoria.


I risultati dello studio, pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease, si basano su analisi di topi geneticamente modificati e colture cellulari. Quando entrambi i recettori erano assenti, la quantità di neprilisina diminuiva, portando ad un aumento dell’accumulo di Aβ e ad una compromissione della memoria nei topi.


I ricercatori hanno anche testato una sostanza che attiva SST1 e SST4. Nei topi con cambiamenti simili al MA, i livelli di neprilisina sono aumentati, l’Aβ è diminuita e il comportamento è migliorato senza effetti collaterali gravi.


"I nostri risultati mostrano che la difesa del cervello contro l'Aβ può essere rafforzata stimolando questi recettori", afferma Per Nilsson, docente del Dipartimento di Neurobiologia, Scienze della cura e società, al Karolinska Institutet.


Attualmente, i trattamenti più avanzati per il MA si basano sugli anticorpi, che hanno costi molto elevati e possono, in alcuni casi, causare gravi effetti collaterali. "Se invece riuscissimo a sviluppare piccole molecole che superano la barriera emato-encefalica, potremmo curare la malattia a un costo notevolmente inferiore e senza gravi effetti collaterali", afferma Per Nilsson.


SST1 e SST4 sono i cosiddetti 'recettori accoppiati a proteine ​​G', che spesso sono adatti come bersagli per il trattamento farmacologico. I farmaci che puntano i 'recettori accoppiati alle proteine ​​G' sono generalmente poco costosi da produrre e possono essere assunti sotto forma di compresse.

 

 

 


Fonte: Karolinska Institutet (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: P Nilsson, [+16], TC Saido. Somatostatin receptor subtypes 1 and 4 regulate neprilysin, the major amyloid-β degrading enzyme in brain. J Alz Dis, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.